<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Problemi relazionali &#8211; Psicologa Pisa &#8211; Dott.ssa Erica Badalassi</title>
	<atom:link href="https://www.ericabadalassi.it/category/problemi-relazionali/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ericabadalassi.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 21 Nov 2018 19:14:50 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1</generator>
	<item>
		<title>Non cambiare tutte le tue abitudini. Cambiane solo una.</title>
		<link>https://www.ericabadalassi.it/abitudini-cambiane-solo-una/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Erica Badalassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2018 19:10:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Autostima]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi relazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Public Speaking]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[abitudini]]></category>
		<category><![CDATA[buone abitudini]]></category>
		<category><![CDATA[come credere in se stessi]]></category>
		<category><![CDATA[credere in se stessi]]></category>
		<category><![CDATA[sane abitudini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ericabadalassi.it/?p=4665</guid>

					<description><![CDATA[Tutti hanno una nuova lista di buone abitudini per te. C'è sempre una nuova abitudine. Tre anni fa era la meditazione.  Due anni fa erano le docce fredde.  Quest'anno sono le saune e la cromo-terapia. Tutte queste abitudini vanno bene e probabilmente fanno bene, ma nessuna lista di sane abitudini farà davvero la differenza che stai [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<section class="section section--body section--first">
<div class="section-content">
<div class="section-inner sectionLayout--insetColumn">
<p id="2784" class="graf graf--p graf-after--figure"><span style="color: #000000;">Tutti hanno una nuova lista di buone abitudini per te. C&#8217;è sempre una nuova abitudine.</span></p>
<p id="8932" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">Tre anni fa era la meditazione. </span><br />
<span style="color: #000000;">Due anni fa erano le docce fredde. </span><br />
<span style="color: #000000;">Quest&#8217;anno sono le saune e la cromo-terapia.</span></p>
<p id="1c95" class="graf graf--p graf-after--p graf--trailing"><span style="color: #000000;">Tutte queste abitudini vanno bene e probabilmente fanno bene, ma nessuna lista di sane abitudini farà davvero la differenza che stai cercando.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong>.   .   .</strong></span></p>
</div>
</div>
</section>
<section class="section section--body">
<div class="section-content">
<div class="section-inner sectionLayout--insetColumn">
<p id="b2a0" class="graf graf--p graf--leading"><span style="color: #000000;">Erano le 8:30 del mattino e dovevo tenere un discorso alle 7 di sera. Per paura di sentirmi male e vomitare ho mangiato solo una banana durante tutta la giornata. Ho impostato il mio telefono in modalità aerea per non avere distrazioni o avere lo stress delle notifiche. Ho pensato:</span></p>
<p id="48af" class="graf graf--p graf--startsWithDoubleQuote graf-after--p"><span style="color: #000000;"><strong class="markup--strong markup--p-strong"><em class="markup--em markup--p-em">&#8220;Chi sono per andare sul palco e parlare di come migliorare la tua vita?&#8221;</em></strong></span></p>
<p id="7924" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;"> Cosa penserebbe la gente di me? Quasi non sono salito sul palco.</span></p>
<p class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">Sono salito, il cuore mi batteva forte. Ma non mi sentivo male. Mi sentivo potente.</span></p>
<p id="5cbf" class="graf graf--p graf-after--p graf--trailing"><span style="color: #000000;">Cosa è cambiato? </span><br />
<span style="color: #000000;">Settimane prima, ho iniziato a seguire una nuova abitudine.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong>.   .   .</strong></span></p>
</div>
</div>
</section>
<section class="section section--body">
<div class="section-content">
<div class="section-inner sectionLayout--insetColumn">
<h3 id="c8c5" class="graf graf--h3 graf--leading"><strong><span style="color: #000000;">L&#8217;abitudine di credere in te stesso.</span></strong></h3>
<p id="fa45" class="graf graf--p graf-after--h3"><span style="color: #000000;">Sembra banale come l&#8217;inferno. È la verità però.</span></p>
<p id="f33b" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">Molto prima di questo discorso avevo letto che la maggior parte delle persone che ammiriamo o non sanno cosa stanno facendo o hanno capito tutto. </span></p>
<p class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">In effetti, l&#8217;unica abitudine comune a tutti quelli che ammiravo era che, nel compiere la loro &#8220;impresa&#8221;, sentivano la paura e lo facevano comunque.</span></p>
<figure id="212a" class="graf graf--figure graf-after--p">
<div class="aspectRatioPlaceholder is-locked">
<div class="aspectRatioPlaceholder-fill"></div>
<div class="progressiveMedia js-progressiveMedia graf-image is-canvasLoaded is-imageLoaded" data-image-id="1*2t8OzK8UmwRijgLb5kIi6w.jpeg" data-width="1920" data-height="1080" data-action="zoom" data-action-value="1*2t8OzK8UmwRijgLb5kIi6w.jpeg" data-scroll="native"><canvas class="progressiveMedia-canvas js-progressiveMedia-canvas" width="75" height="41"></canvas><img fetchpriority="high" decoding="async" class="progressiveMedia-image js-progressiveMedia-image alignnone" title="abitudini" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1600/1*2t8OzK8UmwRijgLb5kIi6w.jpeg" alt="abitudini" width="1600" height="900" data-src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1600/1*2t8OzK8UmwRijgLb5kIi6w.jpeg" /></div>
</div><figcaption class="imageCaption">Immagine di credito: <a class="markup--anchor markup--figure-anchor" href="https://www.youtube.com/channel/UCgkKA7xEOoBQNpC5TJxPLiw" target="_blank" rel="noopener" data-href="https://www.youtube.com/channel/UCgkKA7xEOoBQNpC5TJxPLiw">Ben Lionel Scott</a></figcaption></figure>
<p id="ebde" class="graf graf--p graf-after--figure"><span style="color: #000000;">L&#8217;abitudine che tutti seguivano era credere in se stessi, qualunque cosa facessero. È facilmente comprensibile che non importa quanta pratica hai fatto, quanto studio hai alle spalle o quante persone hai incontrato, nulla ti è mai garantito. <strong>L&#8217;unica garanzia che hai è che sei abbastanza</strong> e che l&#8217;esperienza, buona o cattiva che sia, ti insegnerà qualcosa.</span></p>
<p id="fa8c" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">Prima di salire sul palco</span> (<a href="http://www.ericabadalassi.it/paura-di-parlare-in-pubblico/">paura di parlare in pubblico?</a>)<span style="color: #000000;">, o fare qualunque altra cosa, quest&#8217;abitudine di credere in te stesso assomiglia a questo:</span></p>
<ul class="postList">
<li id="6303" class="graf graf--li graf-after--p"><span style="color: #000000;">Dire a te stesso cosa hai ottenuto</span></li>
<li id="850e" class="graf graf--li graf-after--li"><span style="color: #000000;">Alzarti in piedi e tenere le spalle dritte</span></li>
<li id="4f3b" class="graf graf--li graf-after--li"><span style="color: #000000;">Disconnetterti dal risultato</span></li>
<li id="cebb" class="graf graf--li graf-after--li"><span style="color: #000000;">Abbracciare la paura e andare avanti</span></li>
</ul>
<p id="f39e" class="graf graf--p graf-after--li graf--trailing"><span style="color: #000000;">Questa è l&#8217;immagine di questa abitudine chiamata credere in te stesso. Voglio che tu veda questa lista nella tua mente.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong>.   .   .</strong></span></p>
</div>
</div>
</section>
<section class="section section--body">
<div class="section-content">
<div class="section-inner sectionLayout--insetColumn">
<h3 id="78d8" class="graf graf--h3 graf--leading"><strong><span style="color: #000000;">Era un&#8217;abitudine che ha dato il via a tutto.</span></strong></h3>
<p id="d01b" class="graf graf--p graf-after--h3"><span style="color: #000000;">Non una lista di abitudini. L&#8217;impulso proveniva da una sola.</span></p>
<p id="3139" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">Le infinite liste di abitudini che trovi in ​​post, articoli, giornali mancano di una lezione fondamentale: tutto ciò che di buono ci può essere nella tua vita parte da una piccola abitudine.</span></p>
<p id="d1c8" class="graf graf--p graf-after--pullquote"><span style="color: #000000;">Dalla mia esperienza, da questa abitudine inizia la tua crescita, ma è la più difficile. Tutte le altre sono semplici quando hai acquisito questa. Non c&#8217;è nessuna forza o persona esterna che, nel bel mezzo di una situazione difficile, possa dirti di credere in te stesso.</span></p>
<p id="198a" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">L&#8217;abitudine più duratura e importante di tutte è interamente coltivata da te, nella tua mente, attraverso un dialogo interno che nessuno può sentire.</span><br />
<span style="color: #000000;">Se tu potessi essere solo due minuti nella testa di uno dei tuoi eroi quando è di fronte alla paura o in una situazione difficile, vedresti di cosa sto parlando.</span></p>
<p id="27a2" class="graf graf--p graf-after--p graf--trailing"><span style="color: #000000;">L&#8217;impulso che deriva da questa abitudine è molto oltre qualsiasi altra cosa abbia vissuto. È l&#8217;abitudine segreta che impari a tirar fuori ogni giorno, quando affronti la negatività e i rifiuti che il mondo dà senza preavviso.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong>.   .   .</strong></span></p>
</div>
</div>
</section>
<section class="section section--body">
<div class="section-content">
<div class="section-inner sectionLayout--insetColumn">
<h3 id="3047" class="graf graf--h3 graf--leading"><strong><span style="color: #000000;">Scegli te stesso.</span></strong></h3>
<p id="23bc" class="graf graf--p graf-after--h3"><span style="color: #000000;">Ecco di cosa si tratta questa unica abitudine. Scegliere te stesso prima di considerare qualsiasi altro pensiero.</span></p>
<p id="3b71" class="graf graf--p graf-after--p"><span class="markup--quote markup--p-quote is-other" style="color: #000000;" data-creator-ids="anon">È la realizzazione nella tua mente che puoi fare qualsiasi cosa anche se non hai idea di come.</span></p>
<p id="ac13" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;"><strong class="markup--strong markup--p-strong">Devi credere in te stesso prima che lo faccia chiunque altro.</strong></span></p>
<p id="a548" class="graf graf--p graf-after--p graf--trailing"><span style="color: #000000;">Scegliendo te stesso e credendo in te stesso, tutte le altre abitudini diventano utili elementi che puoi aggiungere a queste fondamenta.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Erica Badalassi &#8211; Psicologa ad orientamento breve strategico</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
</section>
<section class="section section--body section--last">
<div class="section-divider">
<hr class="section-divider" />
</div>
<div class="section-content">
<div class="section-inner sectionLayout--insetColumn">
<p>&nbsp;</p>
<p class="graf graf--p graf-after--h3"><em><span style="font-size: 10pt;">Fonte: Tim Denning, 2018 &#8211; Medium, &#8220;<a href="https://theascent.pub/dont-change-all-your-habits-just-change-one-7844ab6a83fc">Don’t Change All Your Habits — Just Change One</a>&#8220;</span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
</section>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le 7 componenti di una conversazione costruttiva</title>
		<link>https://www.ericabadalassi.it/le-7-componenti-di-una-conversazione-costruttiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Erica Badalassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2018 15:03:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi relazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[come relazionarsi]]></category>
		<category><![CDATA[conversazione costruttiva]]></category>
		<category><![CDATA[costruire relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[essere interessanti]]></category>
		<category><![CDATA[piacere agli altri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ericabadalassi.it/?p=4650</guid>

					<description><![CDATA[Conversazione costruttiva.  Perché conversare oggi è un'abilità importante ma sottovalutata. Qual è lo scopo di una conversazione? Mostrare la tua esperienza? Convincere l'altro della tua opinione? Un sano scambio di idee? Una conversazione costruttiva crea fiducia, arricchisce di nuove idee, punti di vista ed emozioni. Nei tempi moderni però, dominati dalle risposte immediate dei motori [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Conversazione costruttiva. </span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Perché conversare oggi è un&#8217;abilità importante ma sottovalutata.</span></strong></p>
<section class="section section--body section--first">
<div class="section-content">
<div class="section-inner sectionLayout--insetColumn">
<p id="cc8e" class="graf graf--p graf-after--figure"><span style="color: #000000;">Qual è lo scopo di una conversazione?</span></p>
<ol class="postList">
<li id="82eb" class="graf graf--li graf-after--p"><span style="color: #000000;">Mostrare la tua esperienza?</span></li>
<li id="717d" class="graf graf--li graf-after--li"><span style="color: #000000;">Convincere l&#8217;altro della tua opinione?</span></li>
<li id="c2d5" class="graf graf--li graf-after--li"><span style="color: #000000;">Un sano scambio di idee?</span></li>
</ol>
<p id="260c" class="graf graf--p graf-after--li"><span style="color: #000000;">Una conversazione costruttiva crea fiducia, arricchisce di nuove idee, punti di vista ed emozioni. </span></p>
<p class="graf graf--p graf-after--li"><span style="color: #000000;">Nei tempi moderni però, dominati dalle risposte immediate dei motori di ricerca e dai social, tenere tali conversazioni è sempre più difficile; non abbiamo tempo né pazienza per lasciare che le conversazioni avvengano lentamente. Neanche gli algoritmi più intelligenti o gli assistenti virtuali si avvicinano agli esseri umani quando si tratta di conversazioni profonde e stimolanti. È un&#8217;abilità squisitamente umana, importante ma sottovalutata.</span></p>
<p id="cb06" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">Il problema è che abbiamo &#8220;disimparato&#8221; a tenere una conversazione costruttiva, autentica. L&#8217; educatore Paul Barnwell ha scritto:</span></p>
<blockquote id="0d39" class="graf graf--blockquote graf-after--p"><p><span style="color: #000000;">saper conversare è l&#8217;abilità più trascurata che non riusciamo ad insegnare. I ragazzi trascorrono ore ogni giorno impegnandosi nella matematica, geografia ecc, ma raramente hanno l&#8217;opportunità di affinare le loro abilità comunicative interpersonali&#8230; C&#8217;è qualche abilità del 21 ° secolo più importante di essere in grado di sostenere una conversazione coerente e sicura?</span></p></blockquote>
<p id="1ff6" class="graf graf--p graf-after--blockquote"><span style="color: #000000;">La buona notizia è che è un&#8217;abilità che si può imparare. Saper tenere <strong>una conversazione costruttiva richiede che vengano</strong> <strong>seguite scrupolosamente queste sette componenti chiave</strong>.</span></p>
<h2 id="c944" class="graf graf--h3 graf-after--p"><span style="color: #000000;">1. ASCOLTO</span></h2>
<div class="page" title="Page 12">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><span style="color: #000000;">Le persone spesso equiparano l&#8217;ascolto al silenzio. Ma molte persone stanno in silenzio perché:</span></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<ul class="postList">
<li id="6e15" class="graf graf--li graf-after--p"><span style="color: #000000;">Stanno pensando a come risponderanno quando sarà il loro turno</span></li>
<li id="538c" class="graf graf--li graf-after--li"><span style="color: #000000;">Stanno aspettando che l&#8217;altro finisca di parlare in modo che possano tornare a guardare Instagram</span></li>
<li id="bd4c" class="graf graf--li graf-after--li"><span style="color: #000000;">Sono distratte dai loro pensieri.</span></li>
</ul>
<p id="0444" class="graf graf--p graf-after--li"><span style="color: #000000;">Ma non si ascolta per rispondere. Si ascolta per capire.</span></p>
<p id="11b5" class="graf graf--p graf-after--pullquote"><span style="color: #000000;">Ascolta e assicurati di far capire che stai ascoltando, diventando un ascoltatore attivo. L&#8217;ascolto efficace <strong>ti aiuta a capire</strong> <strong>come l&#8217;altro vede le cose</strong>. <strong>Ti aiuta a</strong> <strong>sentire cosa non viene detto</strong>. In una conversazione costruttiva, <strong>l&#8217;ascolto esige la tua completa presenza con l&#8217;altro</strong>.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-4657 aligncenter" src="http://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/11/1_dS2uLPI5iU4RiTLuGL3Dgw-1.gif" alt="" width="1200" height="359" /></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div class="section-inner sectionLayout--outsetColumn">
<figure id="23f5" class="graf graf--figure graf--layoutOutsetCenter graf-after--p" data-scroll="native">
<div class="aspectRatioPlaceholder is-locked"></div>
</figure>
</div>
<div class="section-inner sectionLayout--insetColumn">
<div class="page" title="Page 12">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><span style="color: #000000;">Tacere e annuire con la testa non basta. L’ FBI quando tratta con i rapitori che tengono in ostaggio le vittime usa una serie di tecniche per mostrare la sua attenzione nella trattativa. Ad esempio il cosiddetto &#8220;<em>mirroring</em>&#8220;, ovvero ripetere le ultime due-tre parole che la persona ha appena detto sotto forma di domanda. Una persona può dire: &#8220;Sono malato e stanco di essere preso in giro,&#8221; per cui l&#8217;altro può rispondere, “Sei stanco di sentirti essere preso in giro, eh?&#8221;</span></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="page" title="Page 13">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><span style="color: #000000;">Un&#8217;altra tecnica consiste nel <strong>parafrasare</strong>; ovvero ripetere che cosa l&#8217;altro ha appena detto con parole vostre, incrementando nell&#8217;altro la sensazione di esser stato compreso. L&#8217;idea è quella di ascoltare davvero ciò che l&#8217;altro sta dicendo. E&#8217; una specie di un <strong>processo di scoperta per entrambe le parti</strong>. Prima di tutto, si riesce a scoprire quali sono le effettive priorità dell&#8217;altro, e in secondo luogo, lo si aiuta a capire come suonano le parole che ha appena detto.</span></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<h2 id="c0a4" class="graf graf--h3 graf-after--p"><span style="color: #000000;">2. EMPATIA</span></h2>
<p id="c0a4" class="graf graf--h3 graf-after--p"><span style="font-size: 16px; color: #000000;">Alcuni mesi fa, un mio amico ha perso sua madre. Il suo collega gli ha inviato un messaggio che diceva: &#8220;Capisco cosa provi, quando tornerai a lavoro, condividerò con te come ho imparato ad affrontare la perdita di mio padre&#8221;.</span></p>
<p class="graf graf--p graf-after--h3"><span style="color: #000000;">Una risposta empatica, giusto? Non proprio. È la risposta peggiore, forse solo seconda a &#8220;non ti preoccupare, passerà&#8221;, perché:</span></p>
<ul class="postList">
<li id="2b89" class="graf graf--li graf-after--p"><span style="color: #000000;">Non sai come si sente l&#8217;altro anche se hai vissuto una situazione simile. Persone diverse sperimentano situazioni simili in modo diverso.</span></li>
<li id="3bc6" class="graf graf--li graf-after--li"><span style="color: #000000;">Poni l&#8217;attenzione su di te.</span></li>
</ul>
<p class="graf graf--p graf-after--li"><span style="color: #000000;">Questa non è empatia. Così facendo, ti metti su un piedistallo rispetto all&#8217;altro. <span class="markup--quote markup--p-quote is-other" data-creator-ids="anon">Le persone che condividono qualcosa di profondo con te vogliono sentirsi dire: &#8220;Non riesco a immaginare come ci si sente&#8221;.  Se ti chiedi se c&#8217;è qualcosa che puoi fare per lui, spesso, quel qualcosa è <strong>ascoltare senza dare giudizi</strong>. La tipica risposta </span>&#8220;non devi sentirti così. Non vale la pena sprecare energia per quanto accaduto”, seppur con le migliori intenzioni, è un tipo di comunicazione che giudica. Dice all&#8217;altro che sta sbagliando e come sarebbe giusto sentirsi, minimizzandone quindi i sentimenti (<a href="http://www.ericabadalassi.it/farsi-ben-volere-dagli-altri/">il segreto per farsi ben volere dagli altri</a>).</span></p>
<p id="fbb8" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">Assumere la prospettiva dell&#8217;altro, significa comprenderla e sentirla al punto da ritenerla ragionevole.</span></p>
<h2 id="1879" class="graf graf--h3 graf-after--p"><span style="color: #000000;">3. DAI UN NOME ALLE EMOZIONI</span></h2>
<p id="6c37" class="graf graf--p graf-after--h3"><span style="color: #000000;">Le emozioni svolgono un ruolo cruciale in ogni conversazione. La maggior parte della gente si sforza di trovare le parole giuste per spiegare al meglio come si sente in quel momento.</span></p>
<p id="25cd" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">Dare un nome alle emozioni significa convalidarle e riconoscerle.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div class="section-inner sectionLayout--outsetColumn">
<figure id="3651" class="graf graf--figure graf--layoutOutsetCenter graf-after--p" data-scroll="native">
<div class="aspectRatioPlaceholder is-locked">
<div class="progressiveMedia js-progressiveMedia graf-image is-canvasLoaded is-imageLoaded" data-image-id="1*XkyST_f9tpVrInP254aF1Q.jpeg" data-width="5472" data-height="3648" data-action="zoom" data-action-value="1*XkyST_f9tpVrInP254aF1Q.jpeg" data-scroll="native"><img decoding="async" class="progressiveMedia-image js-progressiveMedia-image alignnone" title="conversazione costruttiva" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/2000/1*XkyST_f9tpVrInP254aF1Q.jpeg" alt="conversazione costruttiva" width="2000" height="1333" data-src="https://cdn-images-1.medium.com/max/2000/1*XkyST_f9tpVrInP254aF1Q.jpeg" /></div>
</div><figcaption class="imageCaption"><a class="markup--anchor markup--figure-anchor" href="https://unsplash.com/photos/mrD3zbzR7io" target="_blank" rel="noopener" data-href="https://unsplash.com/photos/mrD3zbzR7io">Unsplash</a></figcaption></figure>
</div>
<div class="section-inner sectionLayout--insetColumn">
<p id="1ba2" class="graf graf--p graf-after--figure"> <span style="color: #000000;">Ad esempio, potresti usare frasi come:</span></p>
<ul class="postList">
<li id="bacf" class="graf graf--li graf-after--p"><span style="color: #000000;"><em class="markup--em markup--li-em">Sembra &#8230;</em> senti che non ti viene data attenzione.</span></li>
<li id="c0d5" class="graf graf--li graf-after--li"><span style="color: #000000;"><em class="markup--em markup--li-em">Sembra &#8230;</em> ti senti deluso perché può fare di meglio.</span></li>
<li id="c968" class="graf graf--li graf-after--li"><span style="color: #000000;"><em class="markup--em markup--li-em">Sembra &#8230;</em> sei preoccupato che il team non riesca a terminare il lavoro nella data prevista.</span></li>
</ul>
<p id="a07f" class="graf graf--p graf-after--li"><span style="color: #000000;">Notare l&#8217;assenza di &#8220;Penso&#8221; e &#8220;Questo è solo il mio punto di vista&#8221;. La presenza di &#8220;Io&#8221; mette l&#8217;accento su di te, rischia di far sentire l&#8217;altro come se stessi imponendo i tuoi pensieri, facendogli alzare la guardia.</span></p>
<p id="5f65" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">Anche le tue emozioni sono una parte cruciale della conversazione.</span></p>
<p id="3b27" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">Quando qualcuno a cui teniamo condivide con noi qualcosa di doloroso ci fa male e il suo dolore diventa il nostro. Ma questo ci impedisce di continuare ad essere per l&#8217;altro un buon ascoltatore.</span></p>
<p id="70ee" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">Le persone cercano anche di bilanciare le emozioni dell&#8217;altro con l&#8217;estremo opposto: fanno l&#8217;avvocato del diavolo se l&#8217;altro è molto ottimista, oppure cercano di dare forza se l&#8217;altro è molto giù. Ma ancora una volta, atteggiamenti come questi fanno sentire l&#8217;altro non compreso e i suoi sentimenti minimizzati. Inoltre, spesso, le persone si comportano in questo modo non tanto per far sentire meglio l&#8217;altro, ma per far sentire meglio loro stesse.</span></p>
<h2 id="062d" class="graf graf--h3 graf-after--p"><span style="color: #000000;">4. RIASSUMERE</span></h2>
<p id="062d" class="graf graf--h3 graf-after--p"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Riassumere non significa imporre il tuo punto di vista all&#8217;altro o ripetere a pappagallo le sue parole. </span>Significa <strong>descrivere il mondo nel modo in cui l&#8217;altro lo vede</strong>.</span></p>
<p id="a5d4" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">Un riassunto ben fatto fa sì che l&#8217;altro dica &#8220;è giusto&#8221; invece di &#8220;hai ragione&#8221;.  Sottile differenza in termini di parole, ma enorme in termini di atteggiamento.  </span></p>
<p id="88e1" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">Pensa all&#8217;ultima volta che qualcuno ti ha infastidito: un venditore, un capo, un collega o il partner. Cosa hai detto loro per porre fine alla conversazione? Hai ragione, hai detto &#8220;hai ragione&#8221;. Il segnale era forte e chiaro: <em class="markup--em markup--p-em">smettila di parlare</em> <a href="http://www.ericabadalassi.it/litigi-nella-coppia-errori-evitare/">(7 errori comunicativi da evitare in coppia)</a>.</span></p>
<p id="3e9c" class="graf graf--p graf--startsWithDoubleQuote graf-after--p"><span style="color: #000000;">&#8220;Hai ragione&#8221; significa anche che mentre la persone è d&#8217;accordo con le tue opinioni, continuerà a comportarsi come crede e sente.</span></p>
<h2 id="008a" class="graf graf--h3 graf-after--figure"><span style="color: #000000;">5. BREVITÀ</span></h2>
<p id="008a" class="graf graf--h3 graf-after--figure"><span style="font-size: 16px; color: #000000;">Troppe parole non pagano. </span></p>
<p class="graf graf--h3 graf-after--figure"><span style="color: #000000;">Come ti sentivi quando tua madre ti ripeteva le stesse cose più e più volte? (ancora lo fa, vero?).</span></p>
<p id="d747" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">Una comunicazione &#8220;eccessiva&#8221; chiude le conversazioni ancora prima che inizino.</span></p>
<p id="18f0" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;"><strong>Meno parole creano un impatto più profondo</strong>. Fa si che l&#8217;altro assorba le tue parole e ci pensi sopra.</span></p>
<p id="989e" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">Il silenzio è una parte importante della brevità. A volte, significa che l&#8217;altro sta pensando. Altre che è a disagio. Altre ancora che vuole che tu continui a parlare, ecc. </span></p>
<p id="f067" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">Ascolta questo silenzio e il suo significato sottostante. Quindi adattati.</span></p>
<h2 id="3dec" class="graf graf--h3 graf-after--p"><span style="color: #000000;">6. COSTRUIRE UN TERRENO COMUNE</span></h2>
<p id="3dec" class="graf graf--h3 graf-after--p"><span style="font-size: 16px; color: #000000;">Le crepe in una conversazione si creano per due motivi. Uno, quando uno dei due è molto esperto sul tema in questione e divaga in un monologo incomprensibile all&#8217;altro. Due, quando si sottovaluta la capacità dell&#8217;altro di capire.</span></p>
<figure id="ad75" class="graf graf--figure graf-after--p">
<div class="aspectRatioPlaceholder is-locked">
<div class="aspectRatioPlaceholder-fill"></div>
<div class="progressiveMedia js-progressiveMedia graf-image is-canvasLoaded is-imageLoaded" data-image-id="1*D8x9BE403MyPOV9CJJux1Q.jpeg" data-width="680" data-height="453" data-scroll="native"><canvas class="progressiveMedia-canvas js-progressiveMedia-canvas" width="75" height="48"></canvas><img loading="lazy" decoding="async" class="progressiveMedia-image js-progressiveMedia-image alignnone" title="conversazione costruttiva" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1600/1*D8x9BE403MyPOV9CJJux1Q.jpeg" alt="conversazione costruttiva" width="680" height="453" data-src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1600/1*D8x9BE403MyPOV9CJJux1Q.jpeg" /></div>
</div>
</figure>
<p id="bfff" class="graf graf--p graf-after--figure"><span style="color: #000000;">Una conversazione costruttiva si svolge su un terreno comune, dove chi parla usa analogie rilevanti per chi ascolta per spiegare come funzionano le cose da una prospettiva più ampia.</span></p>
<h2 id="f334" class="graf graf--h3 graf-after--p"><span style="color: #000000;">7. GENUINITÀ</span></h2>
<p id="f334" class="graf graf--h3 graf-after--p"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 16px;">In una conversazione costruttiva nessuna delle due parti ha un secondo fine o maschera ciò che </span><em class="markup--em markup--p-em" style="font-size: 16px;">vuole</em><span style="font-size: 16px;"> come </span><em class="markup--em markup--p-em" style="font-size: 16px;">offerta</em><span style="font-size: 16px;"> per l&#8217;altro: sentiamo un&#8217;ipocrita da un miglio di distanza.</span></span></p>
<p id="f4b1" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">Le persone si fidano delle persone le cui emozioni sono autentiche, le cui azioni sono in sincronia con le loro parole.</span></p>
<p id="6952" class="graf graf--p graf-after--p graf--trailing"><span style="color: #000000;">La genuinità arriva quando ti interessi davvero dell&#8217;altro e vuoi che ciò che emerge dalla conversazione sia a beneficio di entrambi. È ciò che rende possibile praticare i suddetti punti.</span></p>
</div>
</div>
</section>
<section class="section section--body">
<div class="section-content">
<div class="section-inner sectionLayout--insetColumn">
<h3 id="6365" class="graf graf--h3 graf--leading"><em><span style="color: #000000; font-size: 18pt;">Riassumendo</span></em></h3>
<p id="3f76" class="graf graf--p graf-after--h3"><span style="color: #000000;">Una conversazione costruttiva è quella in cui entrambi si divertono e si sentono a proprio agio. </span></p>
<p id="effc" class="graf graf--p graf-after--p graf--trailing"><span style="color: #000000;">Conversazioni del genere creano relazioni più profonde. Nell&#8217;era eternamente connessa ma solitaria, le relazioni significative sono qualcosa di cui abbiamo fortemente bisogno. </span><span style="color: #000000;">Illumina la giornata dell&#8217;altro ed ascoltalo quando nessuno lo fa. Crea quella connessione che gli altri non sono in grado di creare e avrai padroneggiato sia la conversazione che costruito una rapida relazione. </span></p>
<p class="graf graf--p graf-after--p graf--trailing"><span style="color: #000000;">Quindi, non cercare di impressionare le persone o “vincere” nella conversazione a tutti i costi. </span></p>
<p class="graf graf--p graf-after--p graf--trailing"><span style="color: #000000;">E’ davvero tutto più semplice. Basta saper ascoltare e mettere le persone a proprio agio per farle sentire bene.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="page" title="Page 22">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<div class="page" title="Page 22">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<div class="page" title="Page 23">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><span style="color: #000000;"><strong>Erica Badalassi &#8211; Psicologa ad orientamento breve strategico</strong></span></p>
</div>
</div>
<p>_________________________________________________________________________________________________________________________________________________</p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">Fonte:</span></em></p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">Vishal Kataria, 2018, Medium, &#8220;<a href="https://theascent.pub/the-7-components-of-a-constructive-conversation-f3598072a5b6">The 7 Components of a Constructive Conversation</a>&#8220;</span></em></p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">Robin K. Dreeke, 2011, &#8220;It&#8217;s Not All About &#8220;Me&#8221;</span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</section>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Paura di decidere: quando scegliere ci manda in crisi</title>
		<link>https://www.ericabadalassi.it/paura-di-decidere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Erica Badalassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2018 14:03:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia, Fobie, Panico]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[Dubbio Patologico]]></category>
		<category><![CDATA[Fobia Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Ossessioni]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[ossessioni]]></category>
		<category><![CDATA[panico]]></category>
		<category><![CDATA[paura di decidere]]></category>
		<category><![CDATA[paura di sbagliare]]></category>
		<category><![CDATA[prendere decisioni]]></category>
		<category><![CDATA[rimuginare]]></category>
		<category><![CDATA[scegliere]]></category>
		<category><![CDATA[terapia breve strategica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ericabadalassi.it/?p=4616</guid>

					<description><![CDATA[Paura di decidere Decidere rappresenta sempre un azzardo, così come scegliere espone a continui rischi, ma nessuno può evitare del tutto questa condizione esistenziale spesso decisamente scomoda. La vita ci obbliga continuamente, che lo vogliamo o no, a prendere decisioni e a operare scelte. La persona si mette in gioco come artefice del proprio agire [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><strong>Paura di decidere</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Decidere rappresenta sempre un azzardo, così come scegliere espone a continui rischi, ma nessuno può evitare del tutto questa condizione esistenziale spesso decisamente scomoda. La vita ci obbliga continuamente, che lo vogliamo o no, a prendere decisioni e a operare scelte.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La persona si mette in gioco come artefice del proprio agire e spesso di quello delle persone che la circondano. </span><strong style="color: #000000;">Diviene responsabile, attraverso le sue decisioni, della propria esistenza</strong><span style="color: #000000;">. </span><strong><span style="color: #000000;">Da questa responsabilità deriva la paura di decidere</span></strong><span style="color: #000000;">, tra diverse opportunità, la migliore. Chi deve prendere una decisione, infatti, deve essere in grado in primis di gestire le proprie emozioni più primordiali, la più importanti delle quali è la paura. </span><strong style="color: #000000;">La paura si presenta sotto forme diverse</strong><span style="color: #000000;">, con effetti diversi, vediamo quali&#8230;</span></p>
<h2><span style="color: #000000; font-size: 24pt;"><strong>LE FORME DELLA PAURA DI DECIDERE</strong></span></h2>
<h3><span style="font-size: 14pt;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="caret-color: #000000;">LA PAURA DI SBAGLIARE</span></span></span></strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000; font-size: 16px;">La paura di sbagliare è la forma più diffusa. In questo caso, la paura è quella di prendere una decisione che potrebbe poi rivelarsi un fallimento o di commettere errori irreparabili. La paura di sbagliare e di commettere delle imprudenze porta a rimandare le decisioni nell’illusione che insicurezze e timori magicamente si dissolvano. Per quanto la persona si ponga come giudice inflessibile di stesso, saper decidere non significa non sbagliare e l’errore è uno degli inevitabili esiti del decidere. I sintomi che la persona può manifestare variano: si va da una costante indecisione, tempi prolungati nell’agire a un&#8217;ansia e un&#8217;angoscia elevate fino a veri e propri blocchi decisionali, attacchi di panico ed episodi depressivi.</span></p>
<h3><span style="font-size: 14pt;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="caret-color: #000000;">LA PAURA DI NON ESSERE ALL’ALTEZZA</span></span></span></strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000; font-size: 16px;">Questa forma di paura ha molto a che fare con l&#8217;autostima e con l&#8217;idea che abbiamo di noi stessi; ovvero, quanto ci riteniamo capaci di valutare le cose sostenendo il peso delle decisioni prese e dei loro effetti. </span><span style="color: #000000;">Molti tra coloro che si trovano in questa condizione, spesso, ricoprono ruoli di responsabilità, perché si impegnano molto di più di coloro che non devono dimostrare ogni giorno a se stessi il proprio valore. Per dimostrare a me stesso che valgo, lo dimostro agli altri e al mondo. Ottengo così fiducia, stima, meriti innalzando le aspettative altrui e anche le responsabilità da assumermi (e quindi anche la mia paura di non essere all&#8217;altezza!). </span><span style="color: #000000;">Le responsabilità e i rischi, infatti, aumentano in misura delle aspettative che altri hanno verso di me, proprio grazie ai risultati raggiunti. Ed ecco che si ottiene un successo disastroso.</span></p>
<h3><span style="font-size: 14pt;"><strong><span style="color: #000000;">LA PAURA DEL GIUDIZIO</span></strong></span></h3>
<p><span style="font-size: 16px; color: #000000;">Questa forma di paura si manifesta nel momento in cui devo prendere una decisione e comunicarla agli altri. Il problema, in questo caso, sta nell&#8217;idea di doversi confrontare ed esporsi al giudizio altrui. </span><span style="color: #000000;">Spesso questa forma di paura è associata alla <span style="color: #993366;"><a style="color: #993366;" href="http://www.ericabadalassi.it/paura-di-parlare-in-pubblico/">paura di parlare in pubblico</a></span>, di arrossire, sudare e bloccarsi nel parlare o alla <span style="color: #993366;"><a style="color: #993366;" href="http://www.ericabadalassi.it/fobia-sociale-paura-del-giudizio/">fobia sociale</a>.</span> La paura di esporsi al giudizio viene spesso tenuta nascosta per vergogna e quindi non affrontata.</span></p>
<h3><span style="font-size: 14pt;"><strong><span style="color: #000000;">LA PAURA DELL&#8217;IMPOPOLARITÀ</span></strong></span></h3>
<p><span style="font-size: 16px; color: #000000;">Essere amati e apprezzati è una necessità primordiale per l’essere umano, ma il bisogno di essere amati da tutti ne è l’espressione disfunzionale. La persona che ne soffre è costantemente ostaggio del suo volersi sentire apprezzata e amata: quando deve prendere una decisione spiacevole, avrà il timore di perdere anche solo in parte il consenso e l&#8217;apprezzamento degli altri.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px; color: #000000;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-4632" title="paura di decidere " src="http://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/11/AdobeStock_113374597.jpeg" alt="paura di decidere " width="380" height="535" srcset="https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/11/AdobeStock_113374597-200x282.jpeg 200w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/11/AdobeStock_113374597-213x300.jpeg 213w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/11/AdobeStock_113374597-400x563.jpeg 400w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/11/AdobeStock_113374597-600x845.jpeg 600w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/11/AdobeStock_113374597-727x1024.jpeg 727w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/11/AdobeStock_113374597-768x1081.jpeg 768w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/11/AdobeStock_113374597-800x1126.jpeg 800w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/11/AdobeStock_113374597-1200x1689.jpeg 1200w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/11/AdobeStock_113374597.jpeg 2320w" sizes="(max-width: 380px) 100vw, 380px" /></span></p>
<h2><span style="color: #000000; font-size: 24pt;">GLI EFFETTI DELLA PAURA DI DECIDERE<br />
</span></h2>
<h3><span style="font-size: 14pt;"><strong><span style="color: #000000;">PAURA, ANSIA, PANICO</span></strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">La paura è una percezione che attiva risposte fisiologiche, come l&#8217;aumento del battito cardiaco, del ritmo respiratorio ecc, che attiva l&#8217;organismo. Quando queste reazioni si mantengono per un tempo più prolungato dell&#8217;immediata risposta allo stimolo, si parla di</span> <span style="color: #993366;"><a style="color: #993366;" href="http://www.ericabadalassi.it/ansia-generalizzata/">ansia</a></span>. <span style="color: #000000;">Pertanto l&#8217;ansia non è una reazione patologica, ma la naturale risposta di attivazione a una sensazione di minaccia. Diviene patologica solo quando supera la soglia della funzionalità conducendo ad un tilt psicofisiologico: il</span> <span style="color: #993366;"><a style="color: #993366;" href="http://www.ericabadalassi.it/attacchi-di-panico-terapia-strategica/">panico</a></span>.</p>
<p><span style="color: #000000;">Ciò su cui si dovrà intervenire in questo caso è la percezione di ciò che spaventa; ovvero <strong>trasformare ciò che fa paura in qualcosa di gestibile</strong> restituendo alla persona il senso di controllo di sé e della circostanza che teme.</span></p>
<h3><span style="font-size: 14pt;"><strong><span style="color: #000000;">ANGOSCIA E CRISI DEPRESSIVE</span></strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">L&#8217;angoscia è uno stato di aspettativa negativa rispetto agli eventi futuri, e non solo di un ipotetico pessimismo, ma della certezza che le cose andranno per il peggio senza possibilità di intervento. L&#8217;angosciato è colui che sente di aver subito una <strong>condanna alla quale non può fuggire e che vive in uno stato di oppressione nell&#8217;attesa che questa si realizzi</strong>. Il senso di impotenza rende ancor più tragica l&#8217;aspettativa, rendendo il soggetto inerme e portandolo a</span> <span style="color: #993366;"><a style="color: #993366;" href="http://www.ericabadalassi.it/depressione-uscirne-tempi-brevi/">crisi depressive</a></span>.</p>
<p><span style="color: #000000;">Una condizione spesso fonte di angoscia è quella di chi è costretto ad assumersi la responsabilità di decisioni critiche: quando una scelta non appare la migliore, ma si è costretti a operarla l&#8217;attesa degli esiti non potrà che essere angosciante. Un&#8217;altra condizione è quella di colui che, dopo aver preso decisioni fallimentari, è di nuovo costretto a operare scelte importanti e non si sente all&#8217;altezza di questo compito. </span><span style="color: #000000;">Anche in questo caso la soluzione rappresentata dal cambiamento delle percezioni di condanna che il soggetto vive nei confronti del dover decidere.</span></p>
<h3><span style="font-size: 14pt;"><strong><span style="color: #000000;">STRESS E TENSIONE EMOTIVA</span></strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Essere stressati è una condizione indispensabile per fronteggiare alcune circostanze e raggiungere i nostri obiettivi perché è ciò che permette l&#8217;attivazione dell&#8217;organismo. Nella giusta dose rappresenta il vento che sostiene le vele della fatica e sospinge verso la meta desiderata. <strong>Solo quando questa condizione diviene persistente, come quando la paura di decidere ci mantiene in uno stato stallo a lungo</strong>, o troppo pesante <strong>produce effetti indesiderati come il crollo delle prestazioni e la comparsa di sintomi psichici e somatici</strong>.</span></p>
<h3><span style="font-size: 14pt;"><strong><span style="color: #000000;">OSSESSIONI, COMPULSIONI E DUBBIO PATOLOGICO</span></strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #993366;">OSSESSIONI.</span> La persona cerca di avere il controllo non solo per il processo decisionale, ma anche delle persone coinvolte, delle circostanze e degli esiti futuri. </strong>Questa ricerca di rasssicurazione mediante il controllo si scontrerà ben presto con la consapevolezza che raramente il controllo totale può essere realizzato. <strong>La ricerca di certezza conduce all’incertezza,</strong> afferma Buddha. Di fronte all’impossibilità di controllare tutto, la persona invece di accettare l’idea di un rischio inevitabile da ridurre al minimo, ma che comunque è impossibile da realizzare, si sforza di trovare il modo di controllare ogni cosa. Finisce, così, vittima di ragionamenti e tentativi di soluzioni fallimentari sino alla totale perdita di controllo tipica di un disturbo ossessivo.</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;"><span style="color: #993366;">COMPULSIONI.</span> </span></strong><span style="color: #000000;">La persona diviene <strong>vittima del dover svolgere azioni ritualizzate che lo rassicurano riguardo alla decisione da prendere</strong>. Il fenomeno più frequente è rappresentato da chi, prima di compiere una scelta, ricontrolla ripetutamente il processo e le singole fasi che lo hanno condotto alla decisione, costringendo il soggetto a nuovi controlli, bloccando la capacità di decidere.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #993366;">DUBBIO PATOLOGICO.</span></strong> In questo caso la compulsione diviene mentale e <strong>si esprime nel porsi continuamente dubbi riguardo alla correttezza di una decisione. L’effetto è di rinchiudere la mente in un labirinto di interrogativi, in cui ogni risposta crea un nuovo dubbio.</strong> Tutto ciò limita o blocca del tutto la capacità decisionale. Kant scriveva: “non esistono risposte corrette a domande scorrette, prima di pensare una risposta si deve analizzare la correttezza della domanda.”</span></p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/9wB8J89e4_E?t=5s" width="860" height="482" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h2><strong><span style="font-size: 24pt;">PAURA DI DECIDERE: TIPOLOGIE DI DECISIONI</span></strong></h2>
<blockquote><p><span style="color: #000000;">&#8220;A priori c&#8217;è quello che io ci metto, non quello che c&#8217;è nelle cose.&#8221; B.Pascal</span></p></blockquote>
<p><span style="color: #000000;">Il percepito è nella mente di chi osserva; pertanto <strong>il livello di disagio non è direttamente proporzionale all&#8217;importanza della scelta, ma dipende dalle caratteristiche e dalle capacità di chi deve operarla</strong>. Un militare ben addestrato o un manager preparato soffrono molto meno nel prendere decisioni estreme quali, ad esempio, organizzare missioni suicide nel caso del primo e operare drastici licenziamenti nel caso del secondo, di quanto possa soffrire una madre angosciata all&#8217;idea di dover punire il figlio. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Non sono le cose in sé, ma come le percepiamo in virtù di come funzioniamo a determinare le nostre reazioni. Se le nostre lenti ingigantiscono ciò che vediamo, anche una piccola cosa ci apparirà come una grande minaccia. Allo stesso modo la nostra scarsa autostima può farci sentire in difetto anche di fronte a ostacoli piccoli, che percepiamo come insormontabili solo per i nostri limiti. Volenti o nolenti siamo noi gli autori della trama della nostra esistenza, anche quando preferiremmo che fossero gli altri a decidere per noi.</span></p>
<h3><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="color: #000000;">Decisioni critiche</span></strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Critica è la condizione in cui si deve operare una scelta che in seguito sarà difficile, troppo oneroso o impossibile cambiare</strong>. E&#8217; quindi importante riflettere bene prima di scegliere passando in rassegna tutti i prevedibili esiti di una decisione piuttosto che di un&#8217;altra. Il problema si complica quando le possibilità sono numerose e tutte in grado di garantire vantaggi, e ciò instilla il dubbio su quale sia la più vantaggiosa. Oggi, paradossalmente, l&#8217;incremento delle possibilità di scelta complica il compito di decidere. Il vantaggio di avere a disposizione numerose opzioni può rendere critica anche una decisione banale, come quella della scelta di un abito o di una vacanza.  </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Valutare l&#8217;effettiva criticità di una situazione</strong> rappresenta un primo passo importante per non perdersi nella giungla delle opzioni possibili. Conan Doyle fa dire al suo Sherlock Holmes: <em>&#8220;Il pensatore ideale è colui che tra miriadi di informazioni riesce a considerare solo quelle effettivamente utili&#8221;</em>.</span></p>
<h3><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="color: #000000;">Decisioni difficili</span></strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Ciò che rende difficile una decisione non è la scelta, ma la consapevolezza dei suoi effetti</strong>. Questo è il caso in cui non è complicato né emotivamente costoso capire quale sia la decisione giusta, ma il metterla in atto comporterà inevitabilmente, insieme ai vantaggi, anche degli effetti indesiderati. Esistono poche situazioni nelle quali assumere una decisioni porta solo e soltanto a effetti desiderati.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Tuttavia, anche in questo caso, è la percezione del soggetto a determinare il livello di difficoltà della decisione. Quindi non si tratterà di rendere l&#8217;individuo più abile e competente nel compiere analisi, ma di renderlo capace di gestire le proprie reazioni emotive.</span></p>
<h3><strong><span style="color: #000000; font-size: 18pt;">Decisioni complesse</span></strong></h3>
<p><span style="color: #000000;">L<strong>a difficoltà in questo caso risiede nelle capacità logiche ed intellettive piuttosto che nei tormenti emotivi</strong>. Ma anche la logica e l’intelligenza hanno le loro trappole. La trappola più frequente è quella di continuare ad analizzare e cercare spiegazioni che ci diano la certezza della correttezza della decisione. Ovviamente non solo non si trova la certezza, non solo non si arriva mai ad una decisione, ma questo atteggiamento mentale condurrà alla totale irrazionalità. La persona si perderà dentro la propria palude mentale proprio a causa dei passaggi logici per giungere alle scelte corrette.</span></p>
<h3><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="color: #000000;">Decisioni istintive</span></strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Può accadere che la persona, anche dopo essere giunto alla decisione, agisca diversamente seguendo le proprie sensazioni piuttosto che l’esito dei propri ragionamenti.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ad esempio, il caso di colui che decide di avere un chiarimento con il suo capo, ma di fronte a lui non riesce ad aprir bocca; quello del genitore che sa di dover vietare al figlio determinate cose, ma che poi cede alle sue richieste; un partner tradito che decide razionalmente di rompere il rapporto, ma poi non riesce a lasciarla.</span></p>
<h3><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="color: #000000;">Decisioni inevitabili</span></strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Ci sono situazioni che obbligano a scelte non desiderate o ritenute sbagliate. In questo caso non siamo noi a decidere, ma la circostanza.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Questo tipo di decisione espone più di ogni altra alla reazione di rabbia di fronte all’ingiustizia di dover fare i conti con qualcosa di cui solo in minima parte siamo responsabili. E’ invece il caso, beffardo e crudele, che ci ha costretto ad affrontare; oppure di dover fare le spese di eventi provocati da altri. Di fronte a queste situazioni, si può solo sviluppare la capacità individuale di resistere agli urti e alle ferite della vita.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong><span style="font-size: 24pt;"><span style="color: #000000;"><span style="caret-color: #000000;">PAURA DI DECIDERE: LA TERAPIA BREVE STRATEGICA</span></span></span></strong></h2>
<blockquote><p><span style="color: #000000;">&#8220;Ogni essere umano è il romanziere di se stesso, e sebbene possa scegliere tra essere uno scrittore originale o uno che copia, non può evitare di scegliere. E&#8217; condannato a essere libero.&#8221; J.O.Gasset</span></p></blockquote>
<p>La paura di decidere, di sbagliare, di non essere all&#8217;altezza o di esporsi non dev&#8217;essere negata, ma compresa e gestita con strategie e stratagemmi mirati, in grado di trasformarla da handicap ad arma vincente. <span style="color: #000000; font-size: 16px;">Con la<span style="color: #993366;"> <a style="color: #993366;" href="http://www.ericabadalassi.it/approccio-breve-strategico/">Terapia Breve Strategica</a></span> la persona sarà guidata a sostituire le modalità fallimentari con cui gestisce le situazioni con altre funzionali. Così da ritrovare il coraggio e la serenità di affrontare i numerosi bivi del percorso della vita.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 16px;">Saranno prescritti compiti specifici studiati ad hoc sulle caratteristiche del problema; lo scopo è quello di </span><strong style="color: #000000; font-size: 16px;">cambiare in tempi brevi</strong>, attraverso l’esperienza del successo,<strong style="color: #000000; font-size: 16px;"> le lenti con cui la persona osserva la realtà, imparando a gestire, e non più a subire, la paura di decidere</strong><span style="color: #000000; font-size: 16px;">. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Erica Badalassi &#8211; psicologa ad orientamento breve strategico </strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">Bibliografia</span></em></p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">Nardone G., 2000, Oltre i limiti della paura, Rizzoli, Milano.</span></em></p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">Nardone G., 2014, La paura delle decisioni, Ponte alle Grazie, Milano.</span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Paura di parlare in pubblico? 5 strategie per gestirla</title>
		<link>https://www.ericabadalassi.it/paura-di-parlare-in-pubblico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Erica Badalassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2017 15:15:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia, Fobie, Panico]]></category>
		<category><![CDATA[Fobia Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Public Speaking]]></category>
		<category><![CDATA[5 strategie parlare in pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[ansia in pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[attacchi di panico e ansia in pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[paura di parlare in pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[terapia breve strategica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ericabadalassi.it/?p=2892</guid>

					<description><![CDATA[La paura di parlare in pubblico interessa molti: dallo studente universitario al manager. Parlare in pubblico significa confrontare la propria personalità con quella altrui, il che può creare tensione. E se mi inceppo? Se inizio a balbettare? Se arrossisco o inizio a sudare? La paura è quella di essere mal giudicati dagli altri, di fare [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">La <strong>paura di parlare in pubblico</strong> interessa molti: dallo studente universitario al manager. Parlare in pubblico significa confrontare la propria personalità con quella altrui, il che può creare tensione. E se mi inceppo? Se inizio a balbettare? Se arrossisco o inizio a sudare? La paura è quella di essere mal giudicati dagli altri, di fare figuracce o rendersi ridicoli.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Che si tratti di un piccolo pubblico o di una folta platea, il &#8220;palcoscenico&#8221; rappresenta una condizione di stress. Tuttavia, lo stress non ha necessariamente una valenza negativa, anzi, è una condizione indispensabile; predispone l&#8217;organismo all&#8217;azione, a fronteggiare la situazione al meglio. Lo stress è quindi utile ed ineliminabile, il problema diventa tale dal momento in cui la paura è così elevata da costituire un blocco, più che una risorsa.<br />
</span></p>
<h2><span style="color: #000000;">Di seguito troverai alcuni suggerimenti per gestire la paura di parlare in pubblico e migliorare la tua performance:</span></h2>
<h3><strong><span style="color: #000000;">1. PREPARATI MOLTO BENE MA EVITA DI IMPARARE A MEMORIA</span></strong></h3>
<p><span style="color: #000000;">La padronanza dell&#8217;argomento è un aspetto fondamentale che ti aiuterà a ridurre la paura di parlare in pubblico. Ripeti il discorso molte volte, da solo e di fronte a qualche amico o familiare, cronometrandoti. Evita di imparare il discorso a memoria altrimenti quando lo esporrai la tua attenzione sarà rivolta dentro di te anziché fuori di te; è necessario parlare con la gente e non alla gente. Memorizza invece le frasi di apertura e chiusura, gli aforismi, le citazioni, gli aneddoti.</span></p>
<h3><strong><span style="color: #000000;">2. SE PERDO IL FILO DEL DISCORSO?</span></strong></h3>
<p><span style="color: #000000;">Uno degli imprevisti più temuti da coloro che hanno paura di parlare in pubblico (e non solo) è quello di perdere il filo del discorso. Se dovesse accadere  fai una domanda retorica oppure salta l&#8217;argomento e passa a quello successivo, in un secondo momento potrà tornare in  mente, ma non ti scusare o ridurrai l&#8217;autorevolezza del tuo ruolo in quel momento.</span></p>
<h3><strong><span style="color: #000000;">3. ABBASSA IL TONO DELLA VOCE, RALLENTA IL RITMO</span></strong></h3>
<p><span style="color: #000000;">L&#8217;ansia tende a far aumentare il ritmo della parlata, incrementando così quel senso di mancanza d&#8217;aria la quale, come in circolo vizioso, fa aumentare ulteriormente l&#8217;ansia. Abbassa il tono della voce e rallenta il ritmo, in questo modo porterai il tuo stato fisiologico in una condizione di maggiore calma, riducendo l&#8217;ansia.</span></p>
<h3><strong><span style="color: #000000;">4. E SE L&#8217;ANSIA PRENDE IL SOPRAVVENTO?</span></strong></h3>
<p><span style="color: #000000;">Se prima di cominciare l&#8217;ansia ti paralizza esiste sempre una strategia in grado di farla calare a picco: <strong>svelare la propria debolezza</strong>. Così, se il tuo livello di ansia è accettabile inizia il tuo discorso, se invece senti che è eccessivamente elevato apri il tuo discorso dicendo: &#8220;Chiedo scusa in anticipo se dovessi arrossire, iniziare a sudare o a balbettare; parlare in pubblico mi mette in tensione.&#8221;. Svelare la tua debolezza paradossalmente ti farà sentire meno vulnerabile, meno ansioso e ti permetterà ottenere una performance migliore. In più, stupirai il tuo pubblico, risultando immediatamente simpatico!</span></p>
<h3><strong><span style="color: #000000;">5. ALLENARSI A GESTIRE LA PAURA PRIMA DEL MOMENTO FATIDICO</span></strong></h3>
<p><span style="color: #000000;">Come gestisci la paura e l&#8217;ansia? Cercando di calmarti e di rilassarti immagino. Niente di più sbagliato! Cercare di stare calmi funziona solo quando l&#8217;ansia è già ridotta. In questo video ti spiego tecnica di <strong>terapia breve strategica</strong>, contro-intuitiva ma tra le più efficaci per imparare a gestire la paura, utilizzandola come risorsa anziché subirla.</span></p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/8MdT8oWbxLU" width="560" height="314" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><span style="color: #000000;">I suggerimenti riportati sopra possono essere molto di aiuto, ma nei casi in cui la paura di parlare in pubblico risulta fortemente limitante, sfociando in <a href="http://www.ericabadalassi.it/attacchi-di-panico-terapia-strategica/">attacchi di panico</a> o forti crisi di ansia, chiaramente non si possono sostituire ad un intervento psicologico. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">La <strong>paura di parlare in pubblico</strong> può essere facilmente e velocemente superata con la <a href="http://www.ericabadalassi.it/approccio-breve-strategico/">Terapia Breve Strategica</a> che ha messo a punto protocolli specifici per il suo trattamento. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Erica Badalassi</strong></span><br />
<span style="color: #000000;"><strong>Psicologa a Pisa, ad orientamento breve strategico</strong></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Paura di amare (o philofobia): cos&#8217;è e come gestirla</title>
		<link>https://www.ericabadalassi.it/paura-amare-philofobia-come-gestirla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Erica Badalassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2017 18:56:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia, Fobie, Panico]]></category>
		<category><![CDATA[Coppia]]></category>
		<category><![CDATA[Fobia Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi relazionali]]></category>
		<category><![CDATA[paura di amare]]></category>
		<category><![CDATA[paura di innamorarsi]]></category>
		<category><![CDATA[philofobia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ericabadalassi.it/?p=2755</guid>

					<description><![CDATA[La paura di amare, o philofobia, è una condizione sempre più diffusa, e riguarda la paura anormale e fortemente irrazionale di intraprendere relazioni di coppia e di innamorarsi. A volte, sono le situazioni che non conosciamo a spaventarci, perché crediamo che potremmo non possedere risorse adeguate per fronteggiarle, perdendone il controllo. Altre volte, come nel [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong><span style="color: #000000;">paura di amare</span></strong>, o <strong><span style="color: #000000;">philofobia</span></strong>, è una condizione sempre più diffusa, e riguarda la <span style="color: #000000;">paura anormale e fortemente irrazionale di intraprendere relazioni di coppia e di innamorarsi</span>.</p>
<p>A volte, sono le situazioni che non conosciamo a spaventarci, perché crediamo che potremmo non possedere risorse adeguate per fronteggiarle, perdendone il controllo. Altre volte, come nel caso della paura di amare, a farci paura può essere una situazione ben conosciuta, che riteniamo pericolosa per noi stessi.</p>
<p>Tutti noi pensiamo all&#8217;amore come a qualcosa di positivo, che arricchisce la nostra vita, tuttavia, sappiamo anche che, prendendo in prestito le parole di S. Freud, &#8220;<span style="color: #000000;">non siamo mai così indifesi verso la sofferenza, come nel momento in cui amiamo</span>&#8220;.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-2756 size-full" title="Paura di amare (o philofobia): cos'è e come gestirla" src="http://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2017/03/Philofobia-quando-innamorarsi-può-far-paura3-680x365.jpg" alt="Paura di amare (o philofobia): cos'è e come gestirla" width="680" height="365" srcset="https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2017/03/Philofobia-quando-innamorarsi-può-far-paura3-680x365-300x161.jpg 300w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2017/03/Philofobia-quando-innamorarsi-può-far-paura3-680x365.jpg 680w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px" /></p>
<p>Innamorarsi significa vivere emozioni molto intense: felicità, eccitazione, ma anche <span style="color: #000000;">ansia </span><span style="color: #000000;">e</span><span style="color: #000000;"> paura</span>, perché non sappiamo cosa aspettarci dall&#8217;altro, non possiamo essere certi che l&#8217;altro ci ami allo stesso modo, che l&#8217;altro sia davvero degno della nostra fiducia ecc&#8230;</p>
<p>Chi ha <span style="color: #000000;">paura di amare</span> non teme l&#8217;innamoramento in sé per sé, ma le reazioni che questo potrebbe suscitare in lui, teme di lasciarsi andare e <span style="color: #000000;">perdere il controllo</span>, di agire in maniera irrazionale, oppure di &#8220;mettersi a nudo&#8221;, <span style="color: #000000;">mostrando realmente ed intimamente se stesso</span>.</p>
<h2><strong><span style="color: #000000;">COME SI COMPORTA CHI HA PAURA DI AMARE?</span></strong></h2>
<p>Chi ha paura di amare mette in atto tutta una serie di comportamenti come scegliere storie impossibili, con persone di cui ha la quasi certezza che non potrà innamorarsi, o con persone che non potranno innamorarsi di lui e se questo dovesse succedere mettono fine al rapporto non facendosi più sentire oppure giustificando la decisione con presunti difetti dell&#8217;altro o trovando scuse come il bisogno di libertà. Come ogni altra fobia che si rispetti, chi ha paura di amare (philofobia), riconosce una paura marcata ed eccessiva nei confronti della situazione temuta e una risposta ansiosa ed immediata all&#8217;esposizione della stessa, di fronte alla quale mette in atto la <strong><span style="color: #000000;">strategia dell&#8217;evitamento</span></strong>. Non appena sente un qualche coinvolgimento emotivo che lo lega ad un&#8217;altra persona, si allontana, per paura d sentirsi &#8220;invaso&#8221; e sopraffatto.</p>
<h2><strong><span style="color: #000000;">COSA FARE CON UN PARTNER CHE HA PAURA DI AMARE?</span></strong></h2>
<p>Anche se il suo comportamento sfuggente può portarti ad essere molto presente, a richiedere spiegazioni e rassicurazioni, evita di farlo o si sentirà soffocato e scapperà. Lascia il giusto spazio, fatti sentire presente, fa sentire che per lei/lui ci sei, ma evita di farlo in modo invadente ed invasivo. Concedi il tempo necessario, amare non è facile e non tutti hanno la stessa tempistica per sentire che un sentimento sta nascendo dentro di sé, per fidarsi dell&#8217;altro. Sii presente ma in punta di piedi, delicatamente, evitando di far sentire l&#8217;altro minacciato, sii paziente.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;">Il cuore devi darlo lentamente, perché è una cosa grande.</p>
<p style="text-align: center;">E le cose grandi, le persone, a volte, fanno un po&#8217; fatica a portarle.</p>
</blockquote>
<h2><strong><span style="color: #000000;">E SE SIAMO NOI AD AVER PAURA DI AMARE?</span></strong></h2>
<ul>
<li>Evita di anticipare mentalmente eventi negativi che potrebbero accadere con l&#8217;attuale partner solo perché con quello precedente è andata male, rischiando di cadere nel meccanismo della <strong><span style="color: #000000;">profezia che si autoavvera</span></strong>, ogni amore è a sé.  Se ti lamenti del fatto di avere sempre incontrato persone sbagliate, chiediti piuttosto quale sia il tuo <strong><span style="color: #000000;">&#8220;copione sentimentale&#8221;</span></strong>, ovvero le dinamiche ricorrenti che caratterizzano il tuo pattern di azioni e reazioni, il tuo stile di gestione dei rapporti, che può essere disfunzionale.</li>
<li>Stabilisci un <strong><span style="color: #000000;">rapporto di fiducia con il partner</span></strong>, in cui è possibile parlare delle proprie fragilità liberamente, senza timori o vergogna. E&#8217; un fattore di fondamentale importanza, che contraddistingue le relazioni equilibrate che durano a lungo. Tenere tutto dentro per timore di essere criticati o ritenuti deboli, non fa che aumentare la nostra sfiducia e astio nell&#8217;altro, i nostri dubbi, che se cerchiamo di sciogliere solo in noi stessi, evitando di confrontarci con l&#8217;altro, troveranno solo risposte sbagliate.</li>
<li><strong><span style="color: #000000;">Evita di evitare</span></strong>, il miglior modo per superare una paura è proprio quella di affrontarla. Più eviti, più ti spaventerà e ti sentirai incapace di affrontare la relazione successiva.</li>
</ul>
<blockquote>
<p style="text-align: center;"> L&#8217;amore è un bellissimo fiore, ma bisogna avere il coraggio di coglierlo sull&#8217;orlo del precipizio.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fobia sociale: la paura del giudizio degli altri</title>
		<link>https://www.ericabadalassi.it/fobia-sociale-paura-del-giudizio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Erica Badalassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Mar 2017 11:07:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia, Fobie, Panico]]></category>
		<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[Fobia Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Public Speaking]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[ansia sociale]]></category>
		<category><![CDATA[attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza psicologica breve strategica]]></category>
		<category><![CDATA[fobia sociale]]></category>
		<category><![CDATA[parlare in pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[paura del giudizio degli altri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ericabadalassi.it/?p=2736</guid>

					<description><![CDATA[CHE COS'È LA FOBIA SOCIALE? La fobia sociale, definita anche ansia sociale, è una problematica sempre più diffusa; riguarda la paura di non sentirsi all'altezza in situazioni in cui sono presenti altre persone, di essere mal giudicati e rifiutati. L'attenzione più che su di sé è focalizzata sugli altri e sul fatto di poter essere giudicati deboli, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #000000;">CHE COS&#8217;È LA FOBIA SOCIALE?</span></h2>
<p><span style="color: #000000;">La <strong>fobia sociale</strong>, definita anche <strong>ansia sociale</strong>, è una problematica sempre più diffusa; riguarda la paura di non sentirsi all&#8217;altezza in situazioni in cui sono presenti altre persone, di essere mal giudicati e rifiutati. L&#8217;attenzione più che su di sé è focalizzata sugli altri e sul fatto di poter essere giudicati deboli, stupidi o ridicoli&#8230;</span></p>
<p><span style="color: #000000;">A volte, è presente anche il timore che gli altri si accorgano delle proprie reazioni fisiologiche che si presentano proprio a causa della paura e del tentativo di controllarla, come arrossire, sudare, tremare, balbettare ecc&#8230; Talvolta la forte ansia può esplodere in veri e propri <a href="http://www.ericabadalassi.it/attacchi-di-panico-terapia-strategica/"><strong>attacchi di panico</strong></a>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L&#8217;aspettativa di essere giudicati e scherniti porta la persona a comportarsi in modo che va a confermare tale aspettativa. Spesso, per prevenire ciò che teme, ha un atteggiamento evitante, sospettoso e rifiutante; finendo col creare antipatia e rifiuto da parte degli degli altri.  La persona confermando sistematicamente i propri timori potrà finire col trasformarli in vere e proprie convinzioni aggravando la <strong>fobia sociale</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le <strong>situazioni maggiormente temute</strong> da chi soffre di fobia sociale generalmente sono:</span></p>
<ul>
<li><span style="color: #000000;"><a href="http://www.ericabadalassi.it/paura-di-parlare-in-pubblico/">parlare in pubblico</a></span></li>
<li><span style="color: #000000;">fare colloqui di lavoro</span></li>
<li><span style="color: #000000;">incontrarsi con persone poco conosciute, che stima o da cui è attratto</span></li>
<li><span style="color: #000000;">parlare in piccoli gruppi</span></li>
<li><span style="color: #000000;">fare o ricevere complimenti</span></li>
<li><span style="color: #000000;">stare al centro dell&#8217;attenzione, ad esempio entrare in una stanza quando sono tutti seduti</span></li>
<li><span style="color: #000000;">chiamare o rispondere al telefono</span></li>
<li><span style="color: #000000;">parlare con persone di autorità</span></li>
<li><span style="color: #000000;">mantenere il contatto visivo</span></li>
<li><span style="color: #000000;">iniziare e mantenere una conversazione</span></li>
<li><span style="color: #000000;">leggere o scrivere o firmare davanti ad altre persone</span></li>
<li><span style="color: #000000;">esprimere le proprie opinioni</span></li>
</ul>
<h2><span style="color: #000000;">LE TENTATE SOLUZIONI DISFUNZIONALI</span></h2>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 16px;">La persona che soffre di questo disturbo tende a sviluppare un&#8217;</span><strong style="font-size: 16px;">ansia anticipatoria</strong><span style="font-size: 16px;"> che la porta ad evitare il più possibile le situazioni temute per paura di sentirsi ridicolo, di non saper cosa fare o dire, di imbarazzarsi e risultare stupido. L&#8217;<strong>evitamento</strong> è una delle tentate soluzioni principali che la persona mette in atto per cercare di gestire il problema, ma ogni evitamento conferma la propria incapacità a relazionarsi e la credenza di non piacere agli altri, aumentando così  la fobia sociale. Se rimane la tendenza ad affrontare le situazioni temute, la persona <strong>prende precauzioni</strong>, come truccarsi molto per nascondere l&#8217;eventuale rossore oppure evitare di tenere oggetti con le mani tremanti nascondendole agli altri; si sforza di essere spontaneo fallendo, giacché sforzarsi di essere spontanei è un paradosso impossibile da attuare, o diverso da ciò che è.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 16px; color: #000000;"> Il fobico sociale limita la sua vita in virtù delle sue paure e convinzioni, costruendosi una corazza protettiva che si trasforma in una vera e propria prigione; colleziona fallimenti e per eviterai giudizio degli altri non solo lo ottiene ma rinuncia ad una vita affettiva ed emotiva piena e soddisfacente. In pratica, <strong>la paura di un piccolo male lo conduce ad un male ancora peggiore</strong>.</span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #000000;">&#8220;Porto addosso le ferite delle battaglie che ho evitato.&#8221; &#8211; Pessoa</span></em></p>
</blockquote>
<h2><span style="color: #000000;">CHE COSA COMPORTA LA PAURA DEL GIUDIZIO DEGLI ALTRI?</span></h2>
<h3><span style="color: #bf4b4b;">NASCONDERE LE PROPRIE FRAGILITÀ</span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Spesso, le persone che incontro nella mia attività clinica hanno sviluppato la credenza secondo la quale, per non essere mal <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-2878" title="Fobia sociale: la paura del giudizio degli altri" src="http://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/06/paura-giudizio-altrui.jpg" sizes="(max-width: 333px) 100vw, 333px" srcset="http://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/06/paura-giudizio-altrui.jpg 400w, http://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/06/paura-giudizio-altrui-300x200.jpg 300w" alt="Fobia sociale: la paura del giudizio degli altri" width="333" height="222" />giudicati, debbano nascondere le proprie debolezze; ma “<strong>fra tutte le debolezze, la più grande è l’eccessiva paura di apparire deboli”</strong> diceva Bossuet. Spesso, chi ha paura del giudizio degli altri è la prima a giudicarsi e ad avere una grande difficoltà nell’accettarsi. Il punto è che la negazione delle proprie fragilità, conduce all’effetto paradossale che più si cerca di nasconderle più si rendono visibili. Allo stesso modo, la nostra debolezza può divenire un nostro punto di forza se non negata, ma gestita e utilizzata.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Suggerimento</strong>: se ti metti nella posizione di chi non solo accetta le proprie fragilità, ma se le prescrive, le mette in luce, svela il “segreto”, l’effetto è quello di ridurre o annullare gli esiti negativi che tali debolezze possono produrre in te. Tra l’altro, se io rendo volontario qualcosa che mi verrebbe spontaneo, ne inibisco la irrefrenabilità. La vera forza sta nella capacità di mostrare le proprie debolezze senza per questo sentirsi vulnerabili.</span></p>
<h3><span style="color: #bf4b4b;">COMPIACERE GLI ALTRI</span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Molte volte accade anche che, per essere apprezzate ed amate, le persone antepongano i bisogni degli altri ai propri. La persona che soffre di fobia sociale può essere eccessivamente disponibile, accondiscendente e sempre attenta ciò che gli altri pensano; dando importanza al giudizio degli altri più che al proprio, finisce col perdere di vista se stessa. <strong>La tragedia di queste persone è che sono le più sole, perché sentono di esistere per quello che fanno e non per quello che sono</strong>. Paradossalmente, più si sforzano di compiacere gli altri, più si sentono inadeguate e sole; dentro di sé finiscono col pensare “se gli altri mi conoscessero per come sono realmente, anziché per come mi sforzo di apparire, non mi apprezzerebbero”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Suggerimento</strong>: cercando di piacere a tutti, si finisce col non piacere più a sé stessi. Una volta presa consapevolezza di questo meccanismo insano, si può iniziare a spezzarlo prescrivendoci di dire un piccolo “no” quotidiano. Se ripetuto nel tempo, potrà farci sperimentare la sensazione di padroneggiare la nostra vita, ma sopratutto creare una nuova credenza; gli altri mi accettano anche quando metto al primo posto i miei bisogni.</span></p>
<h3><span style="color: #bf4b4b;">OTTENERE CIÒ CHE PIÙ SI TEME</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><strong>L’aspettativa che qualcosa che temiamo possa accadere, induce la persona ad agire in modo tale da produrre effettivamente ciò che voleva evitare</strong>; si tratta dell’ormai famoso meccanismo della profezia che si autoavvera. Immaginiamo una persona che entra in un bar accompagnata dalla sua credenza “non piacerò a nessuno”; molto probabilmente, data tale credenza, si metterà sulla difensiva, guarderà gli altri con sospetto o addirittura aggressività, sarà chiusa. Come reagiranno gli altri ad un atteggiamento di questo tipo? Non è difficile immaginare che non la troveranno piacevole, simpatica, ma anzi, tenderanno ad escluderla o a rispondere a loro volta con aggressività e rifiuto. La persona potrà dunque confermare la propria credenza iniziale e, ignara di aver creato tutto da sola, penserà che aveva ragione; aumentando la propria paura del giudizio degli altri. E’ un meccanismo questo che, senza rendercene conto, mettiamo in atto molto più spesso di quanto si pensi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Suggerimento</strong>: continuando con l’esempio precedente, proviamo a comportarci “come se” pensassimo invece di piacere agli altri. Ogni giorno porsi la domanda: che cosa farei di diverso, come mi comporterei, se credessi di piacere agli altri? A coloro che avevano difficoltà a credere in Dio ma che avrebbero voluto, Pascal suggerì; <em>“andate in chiesa, inginocchiatevi, pregate, onorate i sacramenti, comportatevi come se credeste.</em> La fede non tarderà ad arrivare”.  <strong>La magia di questo autoinganno sta proprio nel trasformare dolcemente il nostro modo di percepire e reagire alla realtà</strong>.</span></p>
<h2><span style="color: #000000;">LIBERARSI DELLA FOBIA SOCIALE</span></h2>
<p><span style="color: #000000;">È importante precisare che tali suggerimenti non hanno la pretesa di risolvere un problema; se la persona coinvolta in questi meccanismi è molto invischiata, sarà necessario e più saggio rivolgersi ad uno psicologo; un “tecnico del cambiamento” che ti aiuterà a passare da una realtà subita ad una realtà gestita.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La <a href="http://www.ericabadalassi.it/approccio-breve-strategico/">Terapia Breve Strategica</a> risulta particolarmente efficace nel trattamento della <strong>fobia sociale.</strong> Da studi condotti su un campione di <strong>3.640 casi</strong> il <strong>95% è stato risolto</strong> mediante <strong>sole 7 sedute</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L&#8217;obiettivo è quello di portare la persona, attraverso l&#8217;uso di strategie e stratagemmi che seguono logiche non ordinarie, ad esporsi, a ridurre ansia e panico, ad acquisire competenze relazionali, a mettersi in gioco e a vivere e sentire in maniera diversa le dinamiche relazionali.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Infine, mi piace ricordare ciò che un giorno disse il dottor Daniel Amen: <strong>q<em>uando hai diciott’anni, ti preoccupi di ciò che tutti pensano di te;</em> quando ne hai quaranta, te ne freghi di ciò che chiunque pensa di te; quando ne hai sessanta, ti rendi conto che nessuno ha pensato affatto a te.</strong> Già, per la maggior parte del tempo nessuno pensa affatto a te. Tutti sono troppo occupati a preoccuparsi della propria vita; e se pensano a te, si chiedono cosa tu pensi di loro.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Erica Badalassi</strong></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Paura del giudizio degli altri: comprenderla e superarla</title>
		<link>https://www.ericabadalassi.it/paura-del-giudizio-degli-altri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Erica Badalassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2016 14:53:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia, Fobie, Panico]]></category>
		<category><![CDATA[Fobia Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi relazionali]]></category>
		<category><![CDATA[ansia sociale]]></category>
		<category><![CDATA[fobia sociale]]></category>
		<category><![CDATA[paura del giudizio]]></category>
		<category><![CDATA[paura del giudizio degli altri]]></category>
		<category><![CDATA[paura del rifiuto]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione relazionale]]></category>
		<category><![CDATA[psicologa pisa]]></category>
		<category><![CDATA[solitudine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ericabadalassi.it/?p=2404</guid>

					<description><![CDATA[La paura del giudizio degli altri è una delle paure che incontro più spesso nella mia attività clinica; essere amati ed accettati da chi ci circonda è uno dei bisogni essenziali dell'essere umano. Temiamo di essere mal giudicati per il nostro aspetto, il nostro atteggiamento, le nostre scelte, la nostra età ecc...; di essere umiliati, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">La <strong>paura del giudizio degli altri</strong> è una delle paure che incontro più spesso nella mia attività clinica; essere amati ed accettati da chi ci circonda è uno dei bisogni essenziali dell&#8217;essere umano.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Temiamo di essere mal giudicati per il nostro aspetto, il nostro atteggiamento, le nostre scelte, la nostra età ecc&#8230;; di essere umiliati, derisi, rifiutati.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La paura del giudizio degli altri, comune quasi a tutti, può giungere ad un livello così elevato da trasformarsi in una vera e propria <a style="color: #000000;" href="http://www.ericabadalassi.it/fobia-sociale-paura-del-giudizio/">fobia sociale</a>, portare ad avere <a style="color: #000000;" href="http://www.ericabadalassi.it/attacchi-di-panico-terapia-strategica/">attacchi di panico</a>; limitando fortemente la vita ed il benessere della persona di cui ne soffre. </span></p>
<h2><span style="color: #000000;"><strong>DA DOVE DERIVA LA PAURA DEL GIUDIZIO DEGLI ALTRI?</strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 16px;">Aristotele affermò: &#8220;</span><em style="color: #000000; font-size: 16px;">l&#8217;uomo è un animale sociale, ovvero tende per sua natura ad aggregarsi con altri individui e a costituirsi in società. Le motivazioni di questa &#8220;spinta&#8221; sociale sono da ricercarsi nel nostro processo evolutivo</em><span style="font-size: 16px;">&#8220;. Nell&#8217;epoca del paleolitico </span><strong style="color: #000000; font-size: 16px;">coloro che facevano parte di un gruppo avevano molta più probabilità di sopravvivere rispetto a coloro dal quale erano stati esclusi</strong><span style="font-size: 16px;">. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000;">La paura è un&#8217;emozione indispensabile per noi; ci rende prudenti e predispone l&#8217;organismo ad affrontare più prontamente ed efficacemente una situazione. Perciò, smettiamo di vederla con un&#8217;accezione negativa e ad auspicare di eliminarla dalla nostra vita. <strong>L&#8217;essere umano si sarebbe già estinto migliaia di anni fa se non avesse avuto paura!</strong> La paura diventa un limite solo quando diventa eccessiva, perché in questo caso, anziché essere una risorsa, ci blocca. L&#8217;arte sta quindi nell&#8217;imparare a gestirla.</span></p>
<h2><span style="color: #000000;">CHE COSA COMPORTA LA PAURA DEL GIUDIZIO DEGLI ALTRI?</span></h2>
<h3><span style="color: #cf1543;">NASCONDERE LE PROPRIE FRAGILITÀ</span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Spesso, le persone che incontro nella mia attività clinica hanno sviluppato la credenza secondo la quale, per non essere mal <img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-2878 alignright" src="http://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/06/paura-giudizio-altrui.jpg" alt="" width="333" height="222" srcset="https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/06/paura-giudizio-altrui-300x200.jpg 300w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/06/paura-giudizio-altrui.jpg 400w" sizes="(max-width: 333px) 100vw, 333px" />giudicati, debbano nascondere le proprie debolezze; ma &#8220;<strong style="color: #000000;">fra tutte le debolezze, la più grande è l&#8217;eccessiva paura di apparire deboli&#8221;</strong> diceva Bossuet. Spesso, chi ha paura del giudizio degli altri è la prima a giudicarsi e ad avere una grande difficoltà nell&#8217;accettarsi. Il punto è che la negazione delle proprie fragilità, conduce all&#8217;effetto paradossale che più si cerca di nasconderle più si rendono visibili. Allo stesso modo, la nostra debolezza può divenire un nostro punto di forza se non negata, ma gestita e utilizzata.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Suggerimento</strong>: se ti metti nella posizione di chi non solo accetta le proprie fragilità, ma se le prescrive, le mette in luce, svela il &#8220;segreto&#8221;, l&#8217;effetto è quello di ridurre o annullare gli esiti negativi che tali debolezze possono produrre in te. Tra l&#8217;altro, se io rendo volontario qualcosa che mi verrebbe spontaneo, ne inibisco la irrefrenabilità. La vera forza sta nella capacità di mostrare le proprie debolezze senza per questo sentirsi vulnerabili.</span></p>
<h3><span style="color: #cf1543;">COMPIACERE GLI ALTRI</span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Molte volte accade anche che, per essere apprezzate ed amate, le persone antepongano i bisogni degli altri ai propri. La persona che ha paura del giudizio degli altri diventa eccessivamente disponibile, accondiscendente e sempre attenta ciò che gli altri pensano; dando importanza al giudizio degli altri più che al proprio, finisce col perdere di vista se stessa. <strong>La tragedia di queste persone è che sono le più sole, perché sentono di esistere per quello che fanno e non per quello che sono</strong>. Paradossalmente, più si sforzano di compiacere gli altri, più si sentono inadeguate e sole; dentro di sé finiscono col pensare &#8220;se gli altri mi conoscessero per come sono realmente, anziché per come mi sforzo di apparire, non mi apprezzerebbero&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Suggerimento</strong>: cercando di piacere a tutti, si finisce col non piacere più a sé stessi. Una volta presa consapevolezza di questo meccanismo insano, si può iniziare a spezzarlo prescrivendoci di dire un piccolo &#8220;no&#8221; quotidiano. Se ripetuto nel tempo, potrà farci sperimentare la sensazione di padroneggiare la nostra vita, ma sopratutto creare una nuova credenza; gli altri mi accettano anche quando metto al primo posto i miei bisogni.</span></p>
<h3><span style="color: #cf1543;">OTTENERE CIÒ CHE PIÙ SI TEME</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><strong>L&#8217;aspettativa che qualcosa che temiamo possa accadere, induce la persona ad agire in modo tale da produrre effettivamente ciò che voleva evitare</strong>; si tratta dell&#8217;ormai famoso meccanismo della profezia che si autoavvera. Immaginiamo una persona che entra in un bar accompagnata dalla sua credenza &#8220;non piacerò a nessuno&#8221;; molto probabilmente, data tale credenza, si metterà sulla difensiva, guarderà gli altri con sospetto o addirittura aggressività, sarà chiusa. Come reagiranno gli altri ad un atteggiamento di questo tipo? Non è difficile immaginare che non la troveranno piacevole, simpatica, ma anzi, tenderanno ad escluderla o a rispondere a loro volta con aggressività e rifiuto. La persona potrà dunque confermare la propria credenza iniziale e, ignara di aver creato tutto da sola, penserà che aveva ragione; aumentando la propria paura del giudizio degli altri. E&#8217; un meccanismo questo che, senza rendercene conto, mettiamo in atto molto più spesso di quanto si pensi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Suggerimento</strong>: continuando con l&#8217;esempio precedente, proviamo a comportarci &#8220;come se&#8221; pensassimo invece di piacere agli altri. Ogni giorno porsi la domanda: che cosa farei di diverso, come mi comporterei, se credessi di piacere agli altri? A coloro che avevano difficoltà a credere in Dio ma che avrebbero voluto, Pascal suggerì; <em>&#8220;andate in chiesa, inginocchiatevi, pregate, onorate i sacramenti, comportatevi come se credeste.</em> La fede non tarderà ad arrivare&#8221;.  <strong>La magia di questo autoinganno sta proprio nel trasformare dolcemente il nostro modo di percepire e reagire alla realtà</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">È importante precisare che tali suggerimenti non hanno la pretesa di risolvere un problema; se la persona coinvolta in questi meccanismi è molto invischiata, sarà necessario e più saggio rivolgersi ad uno psicologo; un &#8220;tecnico del cambiamento&#8221; che ti aiuterà a passare da una realtà subita ad una realtà gestita.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Erica Badalassi</strong></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
