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	<title>Disturbi ossessivi e compulsivi &#8211; Psicologa Pisa &#8211; Dott.ssa Erica Badalassi</title>
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		<title>Ascolta il tuo cuore (non letteralmente): la cardiofobia.</title>
		<link>https://www.ericabadalassi.it/la-cardiofobia-terapia-breve-strategica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Erica Badalassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Dec 2018 12:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia, Fobie, Panico]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbi ossessivi e compulsivi]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto ritmo cardiaco]]></category>
		<category><![CDATA[battito cardiaco]]></category>
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		<category><![CDATA[terapia breve strategica]]></category>
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					<description><![CDATA[Cardiofobia: tutta l'attenzione è concentrata sul cuore. Chi soffre di cardiofobia vive nel terrore di una morte repentina e fulminante a causa di un infarto, un ictus o patologie simili. Si tratta di una paura irrazionale e incontrollata che va oltre gli accertamenti medici effettuati per escludere problematiche organiche. Chi soffre di cardiofobia mette in atto una serie di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><strong>Cardiofobia</strong>: tutta l&#8217;attenzione è concentrata sul cuore.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Chi soffre di cardiofobia vive nel terrore di una morte repentina e fulminante a causa di <strong>un infarto, un ictus o patologie simili</strong>. Si tratta di una <strong>paura irrazionale e </strong><b>incontrollata</b> che va oltre gli accertamenti medici effettuati per escludere problematiche organiche.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;">Chi soffre di cardiofobia mette in atto una serie di comportamenti per tenere a bada la paura.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong>.    .    .</strong></span></p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #000000;">Ascoltare il battito cardiaco.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Nel timore di morire per una disfunzione dell&#8217;apparato cardio-circolatorio la persona <strong>focalizza ossessivamente l&#8217;attenzione sull&#8217;ascolto del cuore e del suo ritmo</strong>. Tuttavia, come accade con tutte le cose che avvengono spontaneamente, il <strong>tentativo di controllare il battito cardiaco ne altera la funzionalità</strong>. La persona crea una situazione paradossale: più tenta di rassicurarsi rilevando il battito cardiaco e più dilagano in lui sensazioni di paura, che possono portare fino al <a href="http://www.ericabadalassi.it/attacchi-di-panico-terapia-strategica/">panico</a>.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong>.    .    .</strong></span></p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #000000;">Consultare medici specialistici.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;">La cardiofobia spinge la persona a continue corse in Pronto Soccorso o alla <strong>richiesta di consulenze cardiologiche specialistiche</strong>. I medici cercano di rassicurare il paziente poiché non vi è il motivo clinico per stare </span><br />
<span style="color: #000000;">così in ansia, senza però risultato. Le rassicurazioni che dovrebbero derivare dai risultati clinici non hanno però l’effetto di ridurre le preoccupazioni e l’ansia del paziente. <img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-4714" title="cardiofobia" src="http://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/12/stetoscopio-medica-su-sfondo-bianco_1232-3127-1.jpg" alt="cardiofobia" width="253" height="262" srcset="https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/12/stetoscopio-medica-su-sfondo-bianco_1232-3127-1-200x207.jpg 200w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/12/stetoscopio-medica-su-sfondo-bianco_1232-3127-1-290x300.jpg 290w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/12/stetoscopio-medica-su-sfondo-bianco_1232-3127-1-400x414.jpg 400w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/12/stetoscopio-medica-su-sfondo-bianco_1232-3127-1.jpg 405w" sizes="(max-width: 253px) 100vw, 253px" /></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Molto spesso la persona finisce per usare <strong>ansiolitici e antidepressivi</strong> che però non intaccano minimamente la struttura fobica del pensiero. Anzi, se il paziente ha paura sia del battito accelerato che di quello rallentato, la sedazione farmacologica può aumentare la paura che il <span lang="zxx">cuore </span>possa fermarsi improvvisamente.</span></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong>                                                               .    .    .</strong></span></p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #000000;">Evitare alcune situazioni.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;">La persona che soffre di cardiofobia inizia ad evitare tutte quelle situazioni che potrebbero <strong>affaticare il proprio cuore</strong>. Inizia a ridurre gradualmente l’attività fisica, eviterà di fare le scale o di correre, oppure cercherà di affrontarle, ma attraverso delle <strong>precauzioni</strong>. Ad esempio facendo pause non appena percepisce un aumento della frequenza cardiaca.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong>.    .    .</strong></span></p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #000000;">Parlare della paura.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Tipico nei disturbi fobici è<strong> parlare con gli altri dei propri timori</strong>. Parlarne continuamente però produce l&#8217;effetto opposto a quello che si vorrebbe ottenere: nutre e amplifica la paura. Inoltre se gli altri tentano di rassicurare con spiegazioni logiche e razionali, e di solito succede, i nostri timori aumenteranno. Infatti se vengo continuamente rassicurato su qualcosa, mi convinco sempre più che esiste un pericolo per cui io debba essere rassicurato.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong>.    .    .</strong></span></p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #000000;">Cardiofobia e Terapia Breve Strategica.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;">La <a href="http://www.ericabadalassi.it/approccio-breve-strategico/">Terapia Breve Strategica</a> è un approccio riconosciuto per la sua efficacia in modo particolare nel trattamento di disturbi fobici e ossessivi.  </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Dopo aver indagato il funzionamento del problema e individuato le tentate soluzioni fallimentari che lo mantengono in vita, inizieremo subito ad agire per spezzare il circolo vizioso.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Saranno utilizzate particolari manovre terapeutiche che seguono la stessa logica del problema e che sono in grado di aggirare la resistenza al cambiamento del paziente. Portandolo in tempi relativamente brevi da un lato ad interrompere l&#8217;ascolto costante e disfunzionale del cuore, dall&#8217;altro al cambiamento delle modalità di vivere e percepire i segnali del proprio corpo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Erica Badalassi &#8211; psicologa ad orientamento breve strategico</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Paura di decidere: quando scegliere ci manda in crisi</title>
		<link>https://www.ericabadalassi.it/paura-di-decidere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Erica Badalassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2018 14:03:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia, Fobie, Panico]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[Dubbio Patologico]]></category>
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					<description><![CDATA[Paura di decidere Decidere rappresenta sempre un azzardo, così come scegliere espone a continui rischi, ma nessuno può evitare del tutto questa condizione esistenziale spesso decisamente scomoda. La vita ci obbliga continuamente, che lo vogliamo o no, a prendere decisioni e a operare scelte. La persona si mette in gioco come artefice del proprio agire [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><strong>Paura di decidere</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Decidere rappresenta sempre un azzardo, così come scegliere espone a continui rischi, ma nessuno può evitare del tutto questa condizione esistenziale spesso decisamente scomoda. La vita ci obbliga continuamente, che lo vogliamo o no, a prendere decisioni e a operare scelte.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La persona si mette in gioco come artefice del proprio agire e spesso di quello delle persone che la circondano. </span><strong style="color: #000000;">Diviene responsabile, attraverso le sue decisioni, della propria esistenza</strong><span style="color: #000000;">. </span><strong><span style="color: #000000;">Da questa responsabilità deriva la paura di decidere</span></strong><span style="color: #000000;">, tra diverse opportunità, la migliore. Chi deve prendere una decisione, infatti, deve essere in grado in primis di gestire le proprie emozioni più primordiali, la più importanti delle quali è la paura. </span><strong style="color: #000000;">La paura si presenta sotto forme diverse</strong><span style="color: #000000;">, con effetti diversi, vediamo quali&#8230;</span></p>
<h2><span style="color: #000000; font-size: 24pt;"><strong>LE FORME DELLA PAURA DI DECIDERE</strong></span></h2>
<h3><span style="font-size: 14pt;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="caret-color: #000000;">LA PAURA DI SBAGLIARE</span></span></span></strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000; font-size: 16px;">La paura di sbagliare è la forma più diffusa. In questo caso, la paura è quella di prendere una decisione che potrebbe poi rivelarsi un fallimento o di commettere errori irreparabili. La paura di sbagliare e di commettere delle imprudenze porta a rimandare le decisioni nell’illusione che insicurezze e timori magicamente si dissolvano. Per quanto la persona si ponga come giudice inflessibile di stesso, saper decidere non significa non sbagliare e l’errore è uno degli inevitabili esiti del decidere. I sintomi che la persona può manifestare variano: si va da una costante indecisione, tempi prolungati nell’agire a un&#8217;ansia e un&#8217;angoscia elevate fino a veri e propri blocchi decisionali, attacchi di panico ed episodi depressivi.</span></p>
<h3><span style="font-size: 14pt;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="caret-color: #000000;">LA PAURA DI NON ESSERE ALL’ALTEZZA</span></span></span></strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000; font-size: 16px;">Questa forma di paura ha molto a che fare con l&#8217;autostima e con l&#8217;idea che abbiamo di noi stessi; ovvero, quanto ci riteniamo capaci di valutare le cose sostenendo il peso delle decisioni prese e dei loro effetti. </span><span style="color: #000000;">Molti tra coloro che si trovano in questa condizione, spesso, ricoprono ruoli di responsabilità, perché si impegnano molto di più di coloro che non devono dimostrare ogni giorno a se stessi il proprio valore. Per dimostrare a me stesso che valgo, lo dimostro agli altri e al mondo. Ottengo così fiducia, stima, meriti innalzando le aspettative altrui e anche le responsabilità da assumermi (e quindi anche la mia paura di non essere all&#8217;altezza!). </span><span style="color: #000000;">Le responsabilità e i rischi, infatti, aumentano in misura delle aspettative che altri hanno verso di me, proprio grazie ai risultati raggiunti. Ed ecco che si ottiene un successo disastroso.</span></p>
<h3><span style="font-size: 14pt;"><strong><span style="color: #000000;">LA PAURA DEL GIUDIZIO</span></strong></span></h3>
<p><span style="font-size: 16px; color: #000000;">Questa forma di paura si manifesta nel momento in cui devo prendere una decisione e comunicarla agli altri. Il problema, in questo caso, sta nell&#8217;idea di doversi confrontare ed esporsi al giudizio altrui. </span><span style="color: #000000;">Spesso questa forma di paura è associata alla <span style="color: #993366;"><a style="color: #993366;" href="http://www.ericabadalassi.it/paura-di-parlare-in-pubblico/">paura di parlare in pubblico</a></span>, di arrossire, sudare e bloccarsi nel parlare o alla <span style="color: #993366;"><a style="color: #993366;" href="http://www.ericabadalassi.it/fobia-sociale-paura-del-giudizio/">fobia sociale</a>.</span> La paura di esporsi al giudizio viene spesso tenuta nascosta per vergogna e quindi non affrontata.</span></p>
<h3><span style="font-size: 14pt;"><strong><span style="color: #000000;">LA PAURA DELL&#8217;IMPOPOLARITÀ</span></strong></span></h3>
<p><span style="font-size: 16px; color: #000000;">Essere amati e apprezzati è una necessità primordiale per l’essere umano, ma il bisogno di essere amati da tutti ne è l’espressione disfunzionale. La persona che ne soffre è costantemente ostaggio del suo volersi sentire apprezzata e amata: quando deve prendere una decisione spiacevole, avrà il timore di perdere anche solo in parte il consenso e l&#8217;apprezzamento degli altri.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px; color: #000000;"><img decoding="async" class="alignright wp-image-4632" title="paura di decidere " src="http://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/11/AdobeStock_113374597.jpeg" alt="paura di decidere " width="380" height="535" srcset="https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/11/AdobeStock_113374597-200x282.jpeg 200w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/11/AdobeStock_113374597-213x300.jpeg 213w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/11/AdobeStock_113374597-400x563.jpeg 400w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/11/AdobeStock_113374597-600x845.jpeg 600w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/11/AdobeStock_113374597-727x1024.jpeg 727w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/11/AdobeStock_113374597-768x1081.jpeg 768w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/11/AdobeStock_113374597-800x1126.jpeg 800w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/11/AdobeStock_113374597-1200x1689.jpeg 1200w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2018/11/AdobeStock_113374597.jpeg 2320w" sizes="(max-width: 380px) 100vw, 380px" /></span></p>
<h2><span style="color: #000000; font-size: 24pt;">GLI EFFETTI DELLA PAURA DI DECIDERE<br />
</span></h2>
<h3><span style="font-size: 14pt;"><strong><span style="color: #000000;">PAURA, ANSIA, PANICO</span></strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">La paura è una percezione che attiva risposte fisiologiche, come l&#8217;aumento del battito cardiaco, del ritmo respiratorio ecc, che attiva l&#8217;organismo. Quando queste reazioni si mantengono per un tempo più prolungato dell&#8217;immediata risposta allo stimolo, si parla di</span> <span style="color: #993366;"><a style="color: #993366;" href="http://www.ericabadalassi.it/ansia-generalizzata/">ansia</a></span>. <span style="color: #000000;">Pertanto l&#8217;ansia non è una reazione patologica, ma la naturale risposta di attivazione a una sensazione di minaccia. Diviene patologica solo quando supera la soglia della funzionalità conducendo ad un tilt psicofisiologico: il</span> <span style="color: #993366;"><a style="color: #993366;" href="http://www.ericabadalassi.it/attacchi-di-panico-terapia-strategica/">panico</a></span>.</p>
<p><span style="color: #000000;">Ciò su cui si dovrà intervenire in questo caso è la percezione di ciò che spaventa; ovvero <strong>trasformare ciò che fa paura in qualcosa di gestibile</strong> restituendo alla persona il senso di controllo di sé e della circostanza che teme.</span></p>
<h3><span style="font-size: 14pt;"><strong><span style="color: #000000;">ANGOSCIA E CRISI DEPRESSIVE</span></strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">L&#8217;angoscia è uno stato di aspettativa negativa rispetto agli eventi futuri, e non solo di un ipotetico pessimismo, ma della certezza che le cose andranno per il peggio senza possibilità di intervento. L&#8217;angosciato è colui che sente di aver subito una <strong>condanna alla quale non può fuggire e che vive in uno stato di oppressione nell&#8217;attesa che questa si realizzi</strong>. Il senso di impotenza rende ancor più tragica l&#8217;aspettativa, rendendo il soggetto inerme e portandolo a</span> <span style="color: #993366;"><a style="color: #993366;" href="http://www.ericabadalassi.it/depressione-uscirne-tempi-brevi/">crisi depressive</a></span>.</p>
<p><span style="color: #000000;">Una condizione spesso fonte di angoscia è quella di chi è costretto ad assumersi la responsabilità di decisioni critiche: quando una scelta non appare la migliore, ma si è costretti a operarla l&#8217;attesa degli esiti non potrà che essere angosciante. Un&#8217;altra condizione è quella di colui che, dopo aver preso decisioni fallimentari, è di nuovo costretto a operare scelte importanti e non si sente all&#8217;altezza di questo compito. </span><span style="color: #000000;">Anche in questo caso la soluzione rappresentata dal cambiamento delle percezioni di condanna che il soggetto vive nei confronti del dover decidere.</span></p>
<h3><span style="font-size: 14pt;"><strong><span style="color: #000000;">STRESS E TENSIONE EMOTIVA</span></strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Essere stressati è una condizione indispensabile per fronteggiare alcune circostanze e raggiungere i nostri obiettivi perché è ciò che permette l&#8217;attivazione dell&#8217;organismo. Nella giusta dose rappresenta il vento che sostiene le vele della fatica e sospinge verso la meta desiderata. <strong>Solo quando questa condizione diviene persistente, come quando la paura di decidere ci mantiene in uno stato stallo a lungo</strong>, o troppo pesante <strong>produce effetti indesiderati come il crollo delle prestazioni e la comparsa di sintomi psichici e somatici</strong>.</span></p>
<h3><span style="font-size: 14pt;"><strong><span style="color: #000000;">OSSESSIONI, COMPULSIONI E DUBBIO PATOLOGICO</span></strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #993366;">OSSESSIONI.</span> La persona cerca di avere il controllo non solo per il processo decisionale, ma anche delle persone coinvolte, delle circostanze e degli esiti futuri. </strong>Questa ricerca di rasssicurazione mediante il controllo si scontrerà ben presto con la consapevolezza che raramente il controllo totale può essere realizzato. <strong>La ricerca di certezza conduce all’incertezza,</strong> afferma Buddha. Di fronte all’impossibilità di controllare tutto, la persona invece di accettare l’idea di un rischio inevitabile da ridurre al minimo, ma che comunque è impossibile da realizzare, si sforza di trovare il modo di controllare ogni cosa. Finisce, così, vittima di ragionamenti e tentativi di soluzioni fallimentari sino alla totale perdita di controllo tipica di un disturbo ossessivo.</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;"><span style="color: #993366;">COMPULSIONI.</span> </span></strong><span style="color: #000000;">La persona diviene <strong>vittima del dover svolgere azioni ritualizzate che lo rassicurano riguardo alla decisione da prendere</strong>. Il fenomeno più frequente è rappresentato da chi, prima di compiere una scelta, ricontrolla ripetutamente il processo e le singole fasi che lo hanno condotto alla decisione, costringendo il soggetto a nuovi controlli, bloccando la capacità di decidere.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #993366;">DUBBIO PATOLOGICO.</span></strong> In questo caso la compulsione diviene mentale e <strong>si esprime nel porsi continuamente dubbi riguardo alla correttezza di una decisione. L’effetto è di rinchiudere la mente in un labirinto di interrogativi, in cui ogni risposta crea un nuovo dubbio.</strong> Tutto ciò limita o blocca del tutto la capacità decisionale. Kant scriveva: “non esistono risposte corrette a domande scorrette, prima di pensare una risposta si deve analizzare la correttezza della domanda.”</span></p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/9wB8J89e4_E?t=5s" width="860" height="482" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h2><strong><span style="font-size: 24pt;">PAURA DI DECIDERE: TIPOLOGIE DI DECISIONI</span></strong></h2>
<blockquote><p><span style="color: #000000;">&#8220;A priori c&#8217;è quello che io ci metto, non quello che c&#8217;è nelle cose.&#8221; B.Pascal</span></p></blockquote>
<p><span style="color: #000000;">Il percepito è nella mente di chi osserva; pertanto <strong>il livello di disagio non è direttamente proporzionale all&#8217;importanza della scelta, ma dipende dalle caratteristiche e dalle capacità di chi deve operarla</strong>. Un militare ben addestrato o un manager preparato soffrono molto meno nel prendere decisioni estreme quali, ad esempio, organizzare missioni suicide nel caso del primo e operare drastici licenziamenti nel caso del secondo, di quanto possa soffrire una madre angosciata all&#8217;idea di dover punire il figlio. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Non sono le cose in sé, ma come le percepiamo in virtù di come funzioniamo a determinare le nostre reazioni. Se le nostre lenti ingigantiscono ciò che vediamo, anche una piccola cosa ci apparirà come una grande minaccia. Allo stesso modo la nostra scarsa autostima può farci sentire in difetto anche di fronte a ostacoli piccoli, che percepiamo come insormontabili solo per i nostri limiti. Volenti o nolenti siamo noi gli autori della trama della nostra esistenza, anche quando preferiremmo che fossero gli altri a decidere per noi.</span></p>
<h3><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="color: #000000;">Decisioni critiche</span></strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Critica è la condizione in cui si deve operare una scelta che in seguito sarà difficile, troppo oneroso o impossibile cambiare</strong>. E&#8217; quindi importante riflettere bene prima di scegliere passando in rassegna tutti i prevedibili esiti di una decisione piuttosto che di un&#8217;altra. Il problema si complica quando le possibilità sono numerose e tutte in grado di garantire vantaggi, e ciò instilla il dubbio su quale sia la più vantaggiosa. Oggi, paradossalmente, l&#8217;incremento delle possibilità di scelta complica il compito di decidere. Il vantaggio di avere a disposizione numerose opzioni può rendere critica anche una decisione banale, come quella della scelta di un abito o di una vacanza.  </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Valutare l&#8217;effettiva criticità di una situazione</strong> rappresenta un primo passo importante per non perdersi nella giungla delle opzioni possibili. Conan Doyle fa dire al suo Sherlock Holmes: <em>&#8220;Il pensatore ideale è colui che tra miriadi di informazioni riesce a considerare solo quelle effettivamente utili&#8221;</em>.</span></p>
<h3><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="color: #000000;">Decisioni difficili</span></strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Ciò che rende difficile una decisione non è la scelta, ma la consapevolezza dei suoi effetti</strong>. Questo è il caso in cui non è complicato né emotivamente costoso capire quale sia la decisione giusta, ma il metterla in atto comporterà inevitabilmente, insieme ai vantaggi, anche degli effetti indesiderati. Esistono poche situazioni nelle quali assumere una decisioni porta solo e soltanto a effetti desiderati.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Tuttavia, anche in questo caso, è la percezione del soggetto a determinare il livello di difficoltà della decisione. Quindi non si tratterà di rendere l&#8217;individuo più abile e competente nel compiere analisi, ma di renderlo capace di gestire le proprie reazioni emotive.</span></p>
<h3><strong><span style="color: #000000; font-size: 18pt;">Decisioni complesse</span></strong></h3>
<p><span style="color: #000000;">L<strong>a difficoltà in questo caso risiede nelle capacità logiche ed intellettive piuttosto che nei tormenti emotivi</strong>. Ma anche la logica e l’intelligenza hanno le loro trappole. La trappola più frequente è quella di continuare ad analizzare e cercare spiegazioni che ci diano la certezza della correttezza della decisione. Ovviamente non solo non si trova la certezza, non solo non si arriva mai ad una decisione, ma questo atteggiamento mentale condurrà alla totale irrazionalità. La persona si perderà dentro la propria palude mentale proprio a causa dei passaggi logici per giungere alle scelte corrette.</span></p>
<h3><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="color: #000000;">Decisioni istintive</span></strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Può accadere che la persona, anche dopo essere giunto alla decisione, agisca diversamente seguendo le proprie sensazioni piuttosto che l’esito dei propri ragionamenti.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ad esempio, il caso di colui che decide di avere un chiarimento con il suo capo, ma di fronte a lui non riesce ad aprir bocca; quello del genitore che sa di dover vietare al figlio determinate cose, ma che poi cede alle sue richieste; un partner tradito che decide razionalmente di rompere il rapporto, ma poi non riesce a lasciarla.</span></p>
<h3><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="color: #000000;">Decisioni inevitabili</span></strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Ci sono situazioni che obbligano a scelte non desiderate o ritenute sbagliate. In questo caso non siamo noi a decidere, ma la circostanza.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Questo tipo di decisione espone più di ogni altra alla reazione di rabbia di fronte all’ingiustizia di dover fare i conti con qualcosa di cui solo in minima parte siamo responsabili. E’ invece il caso, beffardo e crudele, che ci ha costretto ad affrontare; oppure di dover fare le spese di eventi provocati da altri. Di fronte a queste situazioni, si può solo sviluppare la capacità individuale di resistere agli urti e alle ferite della vita.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong><span style="font-size: 24pt;"><span style="color: #000000;"><span style="caret-color: #000000;">PAURA DI DECIDERE: LA TERAPIA BREVE STRATEGICA</span></span></span></strong></h2>
<blockquote><p><span style="color: #000000;">&#8220;Ogni essere umano è il romanziere di se stesso, e sebbene possa scegliere tra essere uno scrittore originale o uno che copia, non può evitare di scegliere. E&#8217; condannato a essere libero.&#8221; J.O.Gasset</span></p></blockquote>
<p>La paura di decidere, di sbagliare, di non essere all&#8217;altezza o di esporsi non dev&#8217;essere negata, ma compresa e gestita con strategie e stratagemmi mirati, in grado di trasformarla da handicap ad arma vincente. <span style="color: #000000; font-size: 16px;">Con la<span style="color: #993366;"> <a style="color: #993366;" href="http://www.ericabadalassi.it/approccio-breve-strategico/">Terapia Breve Strategica</a></span> la persona sarà guidata a sostituire le modalità fallimentari con cui gestisce le situazioni con altre funzionali. Così da ritrovare il coraggio e la serenità di affrontare i numerosi bivi del percorso della vita.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 16px;">Saranno prescritti compiti specifici studiati ad hoc sulle caratteristiche del problema; lo scopo è quello di </span><strong style="color: #000000; font-size: 16px;">cambiare in tempi brevi</strong>, attraverso l’esperienza del successo,<strong style="color: #000000; font-size: 16px;"> le lenti con cui la persona osserva la realtà, imparando a gestire, e non più a subire, la paura di decidere</strong><span style="color: #000000; font-size: 16px;">. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Erica Badalassi &#8211; psicologa ad orientamento breve strategico </strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">Bibliografia</span></em></p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">Nardone G., 2000, Oltre i limiti della paura, Rizzoli, Milano.</span></em></p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">Nardone G., 2014, La paura delle decisioni, Ponte alle Grazie, Milano.</span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Dubbio patologico: l&#8217;insicurezza in cerca di certezza</title>
		<link>https://www.ericabadalassi.it/dubbio-patologico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Erica Badalassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2017 11:53:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi ossessivi e compulsivi]]></category>
		<category><![CDATA[Dubbio Patologico]]></category>
		<category><![CDATA[disturbo ossessivo]]></category>
		<category><![CDATA[dubbi]]></category>
		<category><![CDATA[dubbio patologico]]></category>
		<category><![CDATA[indecisione]]></category>
		<category><![CDATA[ossessione]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri intrusivi]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri ossessivi]]></category>
		<category><![CDATA[terapia breve strategica]]></category>
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					<description><![CDATA[CHE COS'È IL DUBBIO PATOLOGICO? Il dubbio patologico è una perversione del ragionamento che si basa sul presupposto secondo cui, prima di agire, sia necessario individuare la decisione più giusta. È una forma di disturbo ossessivo studiata per la prima volta dal Centro di Terapia Strategica di Arezzo. È caratterizzato dal tentativo di trovare risposte razionali, definitive [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong><span style="color: #000000;">CHE COS&#8217;È IL DUBBIO PATOLOGICO?</span></strong></h2>
<p><span style="color: #000000;">Il dubbio patologico è una <strong>perversione del ragionamento</strong> che si basa sul presupposto secondo cui, prima di agire, sia<img decoding="async" class="alignright wp-image-3064 size-full" title="dubbio patologico erica badalassi terapia breve strategica" src="http://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2017/11/behavioural-economics.jpg" alt="dubbio patologico erica badalassi terapia breve strategica" width="216" height="321" srcset="https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2017/11/behavioural-economics-202x300.jpg 202w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2017/11/behavioural-economics.jpg 216w" sizes="(max-width: 216px) 100vw, 216px" /></span><br />
<span style="color: #000000;">necessario individuare la decisione più giusta.</span><br />
<span style="color: #000000;">È una forma di disturbo ossessivo studiata per la prima volta dal Centro di Terapia Strategica di Arezzo. È caratterizzato dal <strong>tentativo di trovare risposte razionali, definitive e rassicuranti a dubbi irragionevoli e improponibili, a dilemmi irrisolvibili o a domande che non hanno un’unica risposta corretta: </strong> <em>“Sarò in grado o non sarò in grado?”, “Sarà la scelta giusta oppure no?”, “Il mio partner mi tradirà o non mi tradirà?”, “Andrà bene o andrà male?”, , “Sono omosessuale, eterosessuale o bisessuale?”, “Come parlo?”, “Come guardo?&#8221; , &#8220;Avrò fatto bene a toccare quella cosa?” .</em></span></p>
<h3><em>DUBBI E INDESIONE: QUANDO PENSARE TROPPO FA MALE</em></h3>
<h2><iframe src="//www.youtube.com/embed/9wB8J89e4_E" width="560" height="314" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></h2>
<h2><strong><span style="color: #000000;">DUBBIO PATOLOGICO: SINTOMI E SENSAZIONI</span></strong></h2>
<p><span style="color: #000000;">Le persone che ne soffrono <strong>cercano una risposta razionale</strong> alle proprie domande, soluzioni razionali dei loro dubbi; ciò però si traduce in una <strong>rimuginazione continua</strong> e infinita che arrovella la mente. </span><span style="color: #000000;">In altri casi la persona <strong>tenta di scacciare il pensiero</strong>, ma più cerca di scacciarlo più ci si perde dentro. </span><br />
<span style="color: #000000;">In taluni casi vi può essere l’ansia di perdere il controllo della propria ragione, di impazzire. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">La persona che soffre di dubbio patologico è invasa da una serie di domande (dubbi) alle quali cerca di dare una risposta che però, ammesso che si trovi, serve solo a generare un nuovo dubbio che porta ad una nuova risposta fino ad entrare in un <strong>labirinto di domande e risposte</strong>, nel quale la persona si sente imprigionata.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le sensazioni sono legate soprattutto all’<strong>ansia o alla paura di non essere mai all’altezza</strong> del lavoro, della scuola, delle relazioni, della vita in genere. Tutto viene vissuto allora come un grande peso e può essere presente uno stato di insoddisfazione; per questo, talvolta, le persone lamentano sintomi quali l’alzarsi con fatica, il sentirsi tristi, “giù di tono”, dolori fisici, astenia. Sintomi che vengono spesso confusi con quelli depressivi, tanto da portare il medico a prescrivere loro farmaci antidepressivi, oppure, la <a href="http://www.ericabadalassi.it/depressione-uscirne-tempi-brevi/">depressione</a>, può essere l&#8217;effetto di un dubbio patologico protratto nel tempo.</span></p>
<h3><strong><span style="color: #993366;">QUALI SONO GLI EFFETTI DEL DUBBIO PATOLOGICO?</span></strong></h3>
<p><span style="color: #000000;">Questo continuo cercare di ragionare per rispondere alle domande, crea invece un circolo vizioso di altre domande, cui segue una risposta che non soddisfa e che genera a sua volta un’altra domanda, e poi un’altra risposta, e così via. Ciò intrappola il soggetto nel loop di domande-risposte, domande-risposte, senza riuscire mai a trovare una via d’uscita. Nell&#8217;intento di frenare il loop di domande e risposte, la persona cerca di “non pensare” ottenendo però l’effetto contrario, oppure cerca di razionalizzare tutto, ma più cerca di capire, più si “incarta” alimentando così la catena di dubbi. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Questi schemi di pensiero ostacolano l’elaborazione cognitiva che implode su se stessa e ciò comporta dei forti limiti nella vita delle persone colpite da questo disturbo, perché tendono a “bloccarsi” fino (in alcuni casi) a non poter svolgere più le normali attività quotidiane e ad isolarsi rispetto alle relazioni sociali. Talvolta, domande e dubbi vengono chiesti a familiari o amici, ovvero si delega ad altri la propria sicurezza e la responsabilità di rispondere e sciogliere il dubbio.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L’individuo, nel tentativo di elaborare vantaggi e svantaggi di ciascuna alternativa, si blocca, senza mai giungere ad una decisione definitiva, come nelle famosa storiella:</span></p>
<p style="text-align: center;"><em>«C&#8217;era una volta un</em><em> asino nella sua stalla </em><em>al quale un giorno,</em><br />
<em>gli vennero portate</em> <em>per il suo pasto due quantità di fieno uguali</em><em>;</em><br />
<em>dai due mucchi l’asino era tentato in ugual misura,</em><br />
<em>e, non riuscendo a decidere</em> <em>quale dei due mucchi</em><br />
<em>fosse migliore, </em><em>morì di fame, per timore di fare una scelta.»</em></p>
<h2><span style="color: #000000;"><strong>DUBBIO PATOLOGICO: USCIRNE CON LA TERAPIA BREVE STRATEGICA</strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000;">Il dubbio patologico può essere efficacemente trattato con la <a href="http://www.ericabadalassi.it/approccio-breve-strategico/">Terapia Breve Strategica</a>, che, attraverso esercizi appositamente studiati, interviene a spezzare la catena di dubbi &#8211; risposte &#8211; dubbi &#8211; risposte, contemporaneamente guida la persona a ritrovare e migliorare la propria capacità di prendere decisioni.  </span></p>
<blockquote><p><span style="color: #000000;">Pascal &#8220;<em><strong>l’ultimo passo della ragione è riconoscere che c’è un’infinità di cose che la sorpassano</strong></em>&#8220;</span></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Erica Badalassi &#8211; Psicologa ad orientamento Breve Strategico</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bibliografia</p>
<p>Nardone, G., De Santis, G. (2011), “<a href="http://amzn.to/2AP0v6S">Cogito ergo soffro. Quando pensare troppo fa male</a>”, Ponte alle Grazie, Milano.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ipocondria: uscirne con la Terapia Breve Strategica</title>
		<link>https://www.ericabadalassi.it/ipocondria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Erica Badalassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2017 11:34:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi ossessivi e compulsivi]]></category>
		<category><![CDATA[Ipocondria]]></category>
		<category><![CDATA[ansia da malattia]]></category>
		<category><![CDATA[ipocondria]]></category>
		<category><![CDATA[ossessione]]></category>
		<category><![CDATA[paura delle malattie]]></category>
		<category><![CDATA[terapia breve strategica]]></category>
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					<description><![CDATA[L'ipocondria è un disturbo in forte crescita negli ultimi decenni: l'aumento di conoscenze e strumenti diagnostici è infatti andato di pari passo con l'illusoria credenza di avere il controllo su qualunque malattia. Sebbene un controllo attento della propria salute sia un’ottima abitudine nell'ipocondria questa assume la connotazione di una vera e propria ossessione. I COMPORTAMENTI [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 14pt;">L&#8217;<strong>ipocondria</strong> è un disturbo in forte crescita negli ultimi decenni: l&#8217;aumento di conoscenze e strumenti diagnostici è infatti andato di pari passo con l&#8217;<strong>illusoria credenza di avere il controllo su qualunque malattia</strong>. Sebbene un controllo attento della propria salute sia un’ottima abitudine nell&#8217;ipocondria questa assume la connotazione di una vera e propria ossessione.</span><br />
</span></p>
<h2><span style="color: #000000; font-size: 24pt;"><strong>I COMPORTAMENTI CHE MANTENGONO E AGGRAVANO L&#8217;IPOCONDRIA</strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;">La persona che soffre di <b>ipocondria</b>, nell’angoscia di avere una malattia, inizia a mettere in atto comportamenti che, anziché risolvere, mantengono e aggravano il problema.</span></p>
<ul>
<li>
<h3><span style="font-size: 14pt;"><strong><span style="color: #993366;">CONTROLLO E ASCOLTO COSTANTI DEL PROPRIO CORPO</span></strong></span></h3>
</li>
</ul>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;">La persona controlla minuziosamente ogni manifestazione e sensazione proveniente dal proprio corpo. Si osserva e si ascolta nel timore di rintracciare la presenza del minimo sintomo rivelatore. Così facendo, finisce per trovare sempre qualcosa che non va: dolori, malformazioni, macchie di pigmentazione, malfunzionamenti in una o più parti del corpo. In alcuni casi quei sintomi sono reali, in altri sono solo immaginati. Anche i segnali legati alla normale fisiologia del corpo umano risultano percepiti in misura amplificata e interpretati come segnali di una malattia. La persona ipocondriaca resta così intrappolata in un meccanismo paradossale: quello dell&#8217;eccessivo &#8220;controllo che fa perdere il controllo&#8221;.  Talvolta, l&#8217;ansia e la paura divengono tali da sfociare in <a href="http://www.ericabadalassi.it/attacchi-di-panico-terapia-strategica/">attacchi di panico</a>.</span></p>
<ul>
<li>
<h3><strong><span style="color: #993366; font-size: 14pt;">ACCERTAMENTI MEDICI E CONSULTI SPECIALISTICI/INTERNET<img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3033 alignright" src="http://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2017/10/uk-broadband-woes.jpg" alt="" width="396" height="264" srcset="https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2017/10/uk-broadband-woes-300x200.jpg 300w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2017/10/uk-broadband-woes-768x512.jpg 768w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2017/10/uk-broadband-woes.jpg 1024w" sizes="(max-width: 396px) 100vw, 396px" /></span></strong></h3>
</li>
</ul>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;">I <b>controlli medici</b> non sembrano mai sufficienti, neppure quando presentano risultati del tutto rassicuranti. Al contrario, si innesca una catena infinita<br />
di accertamenti e controlli che però non riescono a tranquillizzare. Si va alla <strong>ricerca di informazioni in internet</strong> sulla malattia che si pensa di avere, ma la rete in questi casi diventa una trappola: nel mare delle informazioni si finisce presto per naufragare e sentirsi ancora più confusi. La propria convinzione così si rinforza, perché in Internet ciascuno trova quello che vuole trovare, alimentando ulteriormente l&#8217;ipocondria. </span></p>
<ul>
<li>
<h3><strong><span style="color: #993366;">PARLARE DEL PROBLEMA CON AMICI E FAMILIARI</span></strong></h3>
</li>
</ul>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;">In preda alla preoccupazione, chi vive l&#8217;ipocondria comincia a parlarne con i familiari o gli amici pensando di poterne così essere rassicurato. Tuttavia, risulta vano ogni sforzo di far ragionare la persona sull’assurdità delle sue convinzioni e dei suoi timori e nessun incoraggiamento sembra aiutarlo davvero. Anzi, parlare con gli altri delle preoccupazioni non solo non rassicura, ma funge da amplificatore che aumenta la preoccupazione stessa.</span></p>
<h2><span style="color: #000000; font-size: 24pt;"><strong>IPOCONDRIA: USCIRNE CON LA TERAPIA BREVE STRATEGICA</strong></span></h2>
<blockquote>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: 12pt; color: #000000;">Quell&#8217;agente patogeno, mille volte più virulento di tutti i microbi, l&#8217;idea di essere malati. M.Proust</span></p>
</blockquote>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;">L’ipocondria diviene ben presto gravosa e carica di ripercussioni deleterie sulla vita della persona colpita dal disturbo e  su quella delle persone vicine. In costante ansia e preoccupazione e intrappolati in una routine fatta di accertamenti medici e ossessivi monitoraggi del proprio fisico, ne risultano facilmente deteriorati i pensieri, l’umore, la vita sociale e quella lavorativa.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;">Con la <a href="http://www.ericabadalassi.it/approccio-breve-strategico/">Terapia Breve Strategica</a> è possibile intervenire per ripristinare il benessere della persona attraverso <strong>specifici protocolli di intervento</strong>. Strategie cucite ad hoc vanno a neutralizzare i comportamenti che mantengono in vita il problema, interrompendo il circolo vizioso e scardinando in modo efficace ed efficiente la persistenza del disturbo.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt; color: #000000;">La persona è guidata a sperimentare <b>cambiamenti significativi</b> <strong>sin dalle prime sedute</strong>, fino alla risoluzione consolidata del problema: ad oggi la percentuale di successo della Terapia Breve Strategica sui casi di <b>ipocondria</b> si attesta sul 95% dei casi trattati.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 14pt; color: #000000;"><strong>Erica Badalassi, psicologa ad orientamento breve strategico. </strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt; color: #000000;">Oltre alla <a href="http://www.ericabadalassi.it/contatti/">CONSULENZA IN STUDIO</a>, per coloro che non possono recarvisi direttamente è stato attivato il <a href="http://www.ericabadalassi.it/consulenza-online/">SERVIZIO DI CONSULENZA ON LINE</a>.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pensare troppo: l&#8217;arte di creare problemi dal nulla</title>
		<link>https://www.ericabadalassi.it/pensare-troppo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Erica Badalassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 May 2017 18:44:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi ossessivi e compulsivi]]></category>
		<category><![CDATA[Ossessioni]]></category>
		<category><![CDATA[bloccare i pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[dubbio patologico]]></category>
		<category><![CDATA[pensare troppo]]></category>
		<category><![CDATA[psicologa pisa]]></category>
		<category><![CDATA[terapia breve strategica]]></category>
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					<description><![CDATA[Pensare troppo è l'arte di creare problemi dal nulla. Nella vita quotidiana di quasi tutti noi pensare e ripensare alle cose è forse il problema più frequente; fonte di ansia, sofferenze e spesso incapacità personali e relazionali.  Il nostro bisogno arcaico di sicurezza ci spinge a cercare conforto in verità rassicuranti; ricerca che passa attraverso [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><strong>Pensare troppo</strong> è l&#8217;arte di creare problemi dal nulla. Nella vita quotidiana di quasi tutti noi pensare e ripensare alle cose è forse il problema più frequente; fonte di ansia, sofferenze e spesso incapacità personali e relazionali. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il nostro bisogno arcaico di sicurezza ci spinge a cercare conforto in verità rassicuranti; ricerca che passa attraverso il ragionamento razionale. <strong>Il <em>cogito</em> cartesiano  diviene così lo strumento principe per affrontare le proprie insicurezze e i propri timori.</strong> Al punto che, come in modo illuminante chiarisce Nietzsche nella <em>Gaia scienza</em>, <em>&#8220;gli uomini  di fronte all&#8217;incertezza spesso rendono vera una realtà che sanno essere falsa, poi, agendo in virtù di questa, si convincono della sua effettiva veridicità&#8221;</em>.  E&#8217; questo il processo che in psicologia viene definito autoinganno.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Pensare e porsi interrogativi o dubbi è un tratto essenziale della nostra natura evolutiva ed è anche il modo in cui gestiamo la realtà. Pensare troppo è però il trampolino di lancio del pensiero ossessivo, di blocchi decisionali, del dubbio patologico, ansia, ecc. <strong>L&#8217;uomo moderno ha sviluppato l&#8217;illusione di poter controllare e gestire ogni cosa;</strong> illusione che crolla rovinosamente di fronte all&#8217;impossibilità di controllare il caso. Così, di fronte a tutto ciò che è indecidibile, l&#8217;uomo moderno va letteralmente in crisi. </span></p>
<h2><strong><span style="color: #000000;">Quando pensare troppo diventa un problema</span></strong></h2>
<p><span style="color: #000000;">Il ragionamento si trasforma da risorsa a limite quando si tenta di applicarlo a fenomeni a cui non può adattarsi, come, ad esempio, alle paure irrazionali, dubbi, a relazioni amorose controverse, a situazioni in cui la logica si trasforma in una trappola. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Pensare troppo consiste nel cercare di sciogliere dei dubbi inscindibili, di trovare risposte razionali a qualcosa che non ha nulla di razionale; <strong>si potrebbe definire una perversione della ragione</strong>. Cercare di dare una risposta a domande che non possono avere una risposta logica, rimuginare su una decisione già presa o su un evento già accaduto è come infilarsi dentro a un complicato labirinto senza via d&#8217;uscita. Si dovrebbe ricordare l&#8217;indicazione di Kant: <strong><em>&#8220;Prima di sforzarsi di cercare le risposte si deve valutare la correttezza delle domande&#8221;</em></strong>. Ma facciamo alcuni esempi che ci faranno comprendere meglio il concetto.</span></p>
<h3><strong><span style="color: #000000;">E se fossi gay?</span></strong></h3>
<p><span style="color: #000000;">E&#8217; un dubbio molto frequente nei giovani uomini; è evidente, però, che <strong>la risposta a questo dubbio sta nelle sensazioni percepite di fronte a un uomo o a una donna e non tanto nei ragionamenti</strong>. La trappola si innesca quando, tentando di controllare le reazioni per capire le sensazioni provate, si altera ciò che è di per sé spontaneo; aumentando così l&#8217;incertezza sull&#8217;identità sessuale.  Pensare troppo entrando in un circolo vizioso tra pensieri e sensazioni che complica il problema invece di risolverlo. La persona cerca di trovare ulteriori prove sul proprio orientamento sessuale, fino a mettere in atto dei veri e propri esperimenti, producendo ulteriore incertezza e confusione. </span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>Devo essere assolutamente sicuro prima di agire</strong> </span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Accade quando, ad esempio, svisceriamo una situazione in virtù del dubbio su cosa sia giusto o sbagliato fare. Tentiamo di analizzare la situazione da più punti di vista possibile, mentendone costantemente in dubbio la validità, per giungere alle decisioni più corrette e alle scelte più idonee. Producendo dei loop ricorsivi, dei veri e propri vortici entro cui si giunge a perdersi. <strong>Cercando di essere sicuri al 100% prima di agire, di &#8220;andare a colpo sicuro&#8221;, si finisce inevitabilmente col creare il blocco dell&#8217;azione</strong>. Pensare troppo anche in questo caso risulterà disfunzionale.</span></p>
<h3><strong><span style="color: #000000;">Devo assolutamente dimenticare il mio ex</span></strong></h3>
<p><span style="color: #000000;">Chi non ha sperimentato il tormento tentando di cancellare dalla mente qualcosa? Può essere un errore che non ci perdoniamo, o un ex che ci ha fatto soffrire; ma più combattiamo il pensiero che affiora e cerchiamo di distrarci più questo rimbomba nella nostra mente. Già, perché <strong>pensare di non pensare è già pensare</strong>. E allora finiamo col pensare troppo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Che cosa cerca di fare la persona per risolvere il problema? In questo articolo &#8220;<span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://www.ericabadalassi.it/disturbo-ossessivo-pensare-troppo/">pensieri ossessivi</a></span>&#8221; parlo di 3 comportamenti da evitare per non essere schiacciati dai pensieri.</span></p>
<h2><strong><span style="color: #000000;">Pensare troppo: un caso risolto con successo</span></strong></h2>
<h3><strong><span style="color: #000000;">I primi dubbi </span></strong></h3>
<p><span style="color: #000000;">Marco è un giovane laureato in economia presso una prestigiosa università e si è appena specializzato presso uno dei più <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-2887" title="pensare troppo erica badalassi psicologa pisa" src="http://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2017/05/how-to-stop-overthinking.jpg" alt="pensare troppo erica badalassi psicologa pisa" width="395" height="282" srcset="https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2017/05/how-to-stop-overthinking-300x215.jpg 300w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2017/05/how-to-stop-overthinking-768x549.jpg 768w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2017/05/how-to-stop-overthinking.jpg 850w" sizes="(max-width: 395px) 100vw, 395px" />importanti M.B.I. Tutto è andato nel verso giusto nella sua vita; fino a quando sono giunte le prime importanti offerte di lavoro, le quali hanno innescato alcuni dubbi sulle sue effettive capacità ad assumere il ruolo di manager. Finché si è trattato di studiare e divorare esami, anche molto impegnativi, non ha avuto problemi; tutto era pianificato e sotto controllo. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Adesso Marco si sente <strong>come il soldato alla prova del fuoco, spaventato e in dubbio sulle sue capacità di combattere e vincere</strong>. Egli cerca di ragionare obiettivamente e ne deduce che tutti i grandi manager hanno dovuto superare tale prova iniziale. Ma, al tempo stesso, pensa che forse loro erano più sicuri e determinati di lui. Riflettendo a fondo, capisce che è ragionevole avere dei dubbi sulle proprie capacità fino a che non ci si mette effettivamente alla prova. Ma è anche vero che mettendosi alla prova senza una forte determinazione si rischia il fallimento; forse, per non buttarsi allo sbaraglio e rischiare il disastro, è necessario prepararsi ancora meglio. </span></p>
<h3><strong><span style="color: #000000;">Le reazioni ai dubbi e alle incertezze</span></strong></h3>
<p><span style="color: #000000;">Così Marco rimanda il suo ingresso nel mondo del lavoro per proseguire la formazione. Purtroppo, procrastinare non aiuta a superare le insicurezze, bensì le rende più gravi. Così il giovane laureato intraprende un corso sulla comunicazione manageriale. Ben presto però si rende conto che tornare di nuovo nella posizione rassicurante dello studente non lo aiuta; doversi cimentare nell&#8217;apprendimento di tecniche di comunicazione che prevedono esercitazioni espositive di fronte ai colleghi, lo rimette di fronte ai suoi timori che adesso sono aumentati. Alle sue paure, infatti, ora si è aggiunta quella di parlare in pubblico. <strong>L&#8217;evitamento di Marco a confrontarsi con la realtà, dapprima liberatorio, ha confermato e dimostrato i suoi dubbi sino a farli dilagare nella sua mente</strong>; a ciò si aggiunge anche la comparsa di <a style="color: #000000;" href="http://www.ericabadalassi.it/attacchi-di-panico-terapia-strategica/">attacchi di panico</a>. La situazione per lui è insostenibile e decide di chiedere aiuto.</span></p>
<h3><strong><span style="color: #000000;">L&#8217;azzeramento dei sintomi invalidanti</span></strong></h3>
<p><span style="color: #000000;">Emerse chiaramente che Marco avvertiva dentro di sé una costante presenza molesta che lo faceva sentire incapace e svalutava ogni suo successo come fosse stato frutto della fortuna e non dei suoi meriti; parafrasai il suo stato come quello di <strong>colui che partecipa a un gioco in cui la vittoria vale zero e la sconfitta vale doppio</strong>. Marco andava letteralmente in tilt quando doveva affrontare compiti pratici e applicativi. Così gli chiesi in che modo cercasse di combattere il suo &#8220;persecutore interno&#8221;. Marco riferì che tentava continuamente di ragionare in modo razionale; i pensieri però avevano sempre la meglio di fronte alle prove o era scappato o aveva fallito. Sulla base di ciò, come di consueto si procede applicando il modello di <strong>psicoterapia breve strategica</strong>, iniziai con l&#8217;eliminare gli attacchi di panico. Dopo poche settimane potemmo occuparci del suo &#8220;persecutore interno&#8221;. </span></p>
<h3><strong><span style="color: #000000;">La risoluzione del caso</span></strong></h3>
<p><span style="color: #000000;">Proposi al giovane alcuni interrogativi mirati a gestire  con successo i pensieri molesti. Chiesi allora: &#8220;Quando cerchi di combattere il tuo persecutore interno, questi tace o fa la voce più forte e diventa più aggressivo?&#8221; La risposta, come previsto, fu: &#8220;Più cerco di annullare certi pensieri , più aumentano. Parafrasai: &#8220;pertanto se continui a combattere così la situazione non potrà che mantenersi o peggiorare&#8221;. &#8220;Certo&#8221; confermò lui. Attraverso una serie di domande di questo tipo lo portai a toccare con mano come fosse proprio il suo tentativo di combattere l&#8217;inquisitore ad aumentare la forza. Dissi: &#8220;<strong>Non puoi combattere direttamente con i dubbi, altrimenti finisci per alimentarli. Puoi invece decidere di bloccare qualunque risposta, in modo da togliere il nutrimento alle tue domande ossessive, facendole saturare di loro stesse</strong>&#8220;; così gli prescrissi il compito d&#8217;elezione per questo tipo di problematica.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Qualche settimana dopo, il compito aveva iniziato a dare i suoi frutti; Marco era riuscito a toccare con mano che, quando evitava la provocazione del dubbio, questo svaniva. Nel frattempo, grazie alla graduale esposizione alle situazioni fino ad allora temute il ragazzo acquisì più fiducia in sé stesso. Dopo pochi mesi iniziò una stage formativo presso una delle aziende indicate dall&#8217;aba che aveva frequentato. Concluso lo stage semestrale, fu assunto da un&#8217;importante società multinazionale.</span></p>
<blockquote>
<h3 style="text-align: right;"><span style="color: #000000;">&#8220;L&#8217;ultimo passo della ragione è riconoscere che </span></h3>
<h3 style="text-align: right;"><span style="color: #000000;">c&#8217;è un&#8217;infinità di cose che la sorpassano&#8221; Blaise Pascal</span></h3>
</blockquote>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Erica Badalassi</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Psicologa &#8211; Pisa ad orientamento breve strategico </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bibliografia</p>
<p>Nardone, G, De Santis, G, &#8220;Cogito ergo soffro&#8221;, 2011, Ponte alle Grazie</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Disturbo ossessivo: quando pensare troppo fa male</title>
		<link>https://www.ericabadalassi.it/disturbo-ossessivo-pensare-troppo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Erica Badalassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2017 12:21:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi ossessivi e compulsivi]]></category>
		<category><![CDATA[Ossessioni]]></category>
		<category><![CDATA[disturbo ossessivo]]></category>
		<category><![CDATA[ossessione]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri ossessivi]]></category>
		<category><![CDATA[terapia breve strategica]]></category>
		<category><![CDATA[terapia breve strategica e disturbo ossessivo]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento ossessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[CHE COS'È IL DISTURBO OSSESSIVO? Il disturbo ossessivo è caratterizzato da pensieri e/o immagini che irrompono nella mente della persona in modo involontario.  Arrivano senza preavviso, possono durare minuti, ore, talvolta intere giornate, ed è quasi impossibile scacciarli. La persona è consapevole che si tratta di pensieri irrazionali e infondati, ma non può sottrarsi ad [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #000000;">CHE COS&#8217;È IL DISTURBO OSSESSIVO?</span></h2>
<p><span style="color: #000000;">Il <strong>disturbo ossessivo</strong> è caratterizzato da <strong>pensieri e/o immagini che irrompono nella mente</strong> della persona in modo involontario.  Arrivano senza preavviso, possono durare minuti, ore, talvolta intere giornate, ed è quasi impossibile scacciarli.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La persona è consapevole che si tratta di pensieri irrazionali e infondati, ma non può sottrarsi ad essi; arrivano in maniera dirompente, e non può pensare ad altro.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><em>&#8220;Ho paura di far del male ai miei figli e </em><em>alle persone care che mi stanno accanto. </em> <em>Improvvisamente vengo schiacciata da questi pensieri, queste immagini, </em><em>che mi devastano. Non farei mai del male a nessuno, tantomeno ai miei figli, </em><em>eppure, non so spiegarmi come sia possibile&#8230;.arrivano e non riesco a pensare ad altro, mi sento letteralmente &#8220;braccata&#8221; da essi, cerco di scacciarli, senza riuscirci&#8230;&#8221;</em></span></p>
<h2><span style="color: #000000;"><strong>Che cosa cerca di fare la persona per uscire dal problema?</strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000;">Generalmente, la persona cerca di risolvere il problema mettendo in atto una serie di  <strong>tentate soluzioni fallimentari;</strong> queste non solo non risolvono il problema, ma finiscono per mantenerlo ed aggravarlo. Quali sono?</span></p>
<h3><span style="color: #000000;">1  <strong>CERCARE DI SCACCIARE I PENSIERI</strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">La persona cerca di controllare i pensieri che la &#8220;tormentano&#8221;, cerca di scacciarli dalla mente o di evitare di pensare; dato che li vive come totalmente intollerabili. Il punto è che <em>pensare di non pensare è già pensare; </em>se voglio non pensare ad un pensiero o ad un&#8217;immagine, il risultato sarà che ci penserò ancora di più. Ecco perché questa testata soluzione mantiene e alimenta il problema.</span></p>
<h3><span style="color: #000000;">2  <strong>LA RICHIESTA DI RASSICURAZIONI</strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Spesso, la persona che soffre di un disturbo ossessivo, angosciata dai continui pensieri, inizia a chiedere rassicurazioni ai parenti o agli amici. Tuttavia, se in un primo momento l&#8217;aiuto dei cari può farci sentire alleggeriti e può darci la sensazione di placare i nostri pensieri, passato poco tempo, i pensieri torneranno e torneranno accompagnati dalla frustrazione per il fatto di non sentirsi in grado di gestire da soli il proprio problema. Ecco perché, anche questa, è una tentata soluzione fallimentare da evitare, perché alimenta anziché risolvere il problema.</span></p>
<h3><span style="color: #000000;">3 <strong>L&#8217;EVITAMENTO</strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Chi soffre di disturbo ossessivo, spesso, tende ad evitare i luoghi o le situazioni che potrebbero innescare i pensieri/immagini indesiderati. Nonostante l&#8217;evitamento produca una sensazione di immediato sollievo, perché sul momento aiuta la persona a sentirsi protetta, a lungo andare darà più forza alla paura, e farà sentire la persona sempre più incapace di gestire i pensieri ossessivi, i quali avranno sempre più controllo su di noi.</span></p>
<h2><span style="color: #000000;"><strong>Come risolvere i pensieri ossessivi definitivamente?</strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000;">Per risolvere il disturbo ossessivo è necessario rivolgersi ad un terapeuta, sicuramente è possibile provare ad uscirne prima da soli, anzi, è del tutto consigliabile, perché potrebbe trattarsi solo di un momento passeggero e la persona potrebbe già possedere le risorse per gestirlo. Così come quando si ha un po&#8217; di febbre e non si corre subito dal medico, ma si contatta solo dal momento in cui questa persiste.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Se quindi, passato un po&#8217; di tempo, il problema dovesse persistere, la soluzione c&#8217;è; il problema può essere risolto ed anche in tempi brevi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Con la <a href="http://www.ericabadalassi.it/approccio-breve-strategico/">Terapia Breve Strategica</a> in poche sedute, nella maggior parte dei casi meno di 10, si possono risolvere definitivamente i pensieri ossessivi. Il trattamento di questo tipo di problematica è la punta di diamante della terapia breve strategica;  il protocollo strutturato per questa patologia è stato esportato in tutto il mondo riscontrando risultati eccellenti, il quale prevede l&#8217;uso delle cosiddette <strong>tecniche paradossali</strong>, frutto di studi lunghi oltre 50 anni.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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