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	<title>Infanzia e adolescenza &#8211; Psicologa Pisa &#8211; Dott.ssa Erica Badalassi</title>
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	<item>
		<title>La causa scientifica dei capricci dei bambini.</title>
		<link>https://www.ericabadalassi.it/causa-scientifica-capricci-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Erica Badalassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2019 19:57:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Infanzia e adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[capricci bambini]]></category>
		<category><![CDATA[crisi di pianto bambini]]></category>
		<category><![CDATA[educare bambini]]></category>
		<category><![CDATA[gestire le emozioni bambini]]></category>
		<category><![CDATA[quando il bambino fa i capricci]]></category>
		<category><![CDATA[rabbia bambini]]></category>
		<category><![CDATA[sgridare bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[Un minuto prima state giocando allegramente a farvi il solletico sul divano e un minuto dopo è disteso sul pavimento in lacrime perché gli hai suggerito di soffiarsi il naso. Per quanto tuo figlio possa sembrarti la persona meno razionale di questo mondo, ci sono ragioni scientifiche che spiegano questa imprevedibilità. Capire che cosa succede nella testa [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="93c3" class="graf graf--p graf--hasDropCapModel graf--hasDropCap graf--leading"><span style="color: #000000;">Un minuto prima state giocando allegramente a farvi il solletico sul divano e un minuto dopo è disteso sul pavimento in lacrime perché gli hai suggerito di soffiarsi il naso.</span></p>
<p id="4629" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">Per quanto tuo figlio possa sembrarti la persona meno razionale di questo mondo, ci sono ragioni scientifiche che spiegano questa imprevedibilità. Capire che cosa succede nella testa del tuo bambino può aiutarti ad insegnargli a gestire le sue  emozioni. </span></p>
<p class="graf graf--p graf-after--p" style="text-align: center;"><span style="font-size: 14pt;">.   .   .</span></p>
<p id="2674" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">Intorno all&#8217;età di due anni, la personalità dei bambini inizia a sbocciare. A quell&#8217;età sono divertenti, affascinanti e possono esprimersi molto bene verbalmente. Proprio per questo siamo indotti a pensare che siano più maturi di quanto non siano in realtà.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Durante la prima infanzia il cervello del bambino cambia notevolmente, si sviluppano nuove connessioni cerebrali ad un ritmo sorprendente e si riducono quelle non necessarie. La <em>corteccia prefrontale</em>, ovvero l&#8217;area del cervello deputata al ragionamento, alla pianificazione e ad altri complessi compiti cognitivi non è ancora matura. Di fatto, continua a svilupparsi fino all&#8217;inizio dell&#8217;età adulta.</span></p>
<p id="37e1" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">Una delle abilità che una giovane corteccia prefrontale non ha ancora imparato è l&#8217;<strong>autoregolazione</strong>, ovvero la <strong>capacità di gestire le emozioni</strong> e il comportamento. Questa abilità è quella che trasforma un bambino turbolento in un bambino che può mantenere la calma quando scopre che il suo pigiama preferito è in lavanderia. </span></p>
<p class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">Nello stesso periodo il bambino sviluppa anche il senso di sé. A due anni un bambino sa di essere proprio se stesso. Realizzare questo porta grandi nuove emozioni, come l&#8217;orgoglio e il crescente desiderio di fare le cose da soli.</span></p>
<p id="e338" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">Quando una cosa che vorrebbe fare non è possibile il bambino resterà probabilmente deluso. E&#8217; importante riconoscere che <strong>la vita dei bambini è piena di esperienze frustranti e il loro cervello non è equipaggiato per gestire le grandi emozioni</strong>.</span></p>
<p class="graf graf--p graf-after--p" style="text-align: center;"><span style="font-size: 14pt;">.   .   .</span></p>
<p id="fe16" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-4781 alignright" src="http://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2019/04/capricci2.jpg" alt="" width="311" height="207" srcset="https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2019/04/capricci2-200x133.jpg 200w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2019/04/capricci2.jpg 275w" sizes="(max-width: 311px) 100vw, 311px" />E&#8217; sicuramente vero che i bambini nascono con temperamenti diversi, alcuni sono altamente reattivi, mentre altri sono più dolci. Non importa quale sia il temperamento del tuo bambino puoi comunque aiutarlo ad affrontare le emozioni travolgenti.<br />
</span></p>
<h3 id="bde5" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000; font-size: 18pt;"><strong>In primo luogo, gestisci le tue aspettative. </strong></span></h3>
<p class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">Nella genitorialità, le nostre <strong>aspettative</strong> influenzano molto il modo in cui rispondiamo al comportamento dei nostri bambini. In un <a style="color: #000000;" href="https://www.zerotothree.org/resources/1601-tuning-in-self-control">sondaggio</a> del 2016, è stato rilevato che quasi un quarto dei genitori pensava che i bambini potessero evitare di fare i capricci, o comunque che potessero controllare le proprie emozioni dall&#8217;età di un anno. In realtà, queste capacità di autoregolamentazione si sviluppano tra i tre anni e mezzo e quattro anni. <strong>Rispondiamo in modo più indulgente se riconosciamo che questa è una limitazione non di carattere, ma di sviluppo</strong>.</span></p>
<h3><span style="color: #000000; font-size: 18pt;"><strong>Favorisci nel tuo bambino la capacità di gestire le emozioni.</strong></span></h3>
<p id="040a" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">I genitori giocano un ruolo molto importante nell&#8217;aiutare i bambini a costruire l&#8217;abilità di gestire le loro emozioni. <a href="https://www.youtube.com/watch?v=-LPUrzgCArA&amp;t=72s">Incoraggia l&#8217;attenzione positiva, la lode e il gioco</a>. Un&#8217;<a href="http://www.ericabadalassi.it/educare-risovere-problemi-genitori-figli/">educazione genitoriale</a> troppo rigida o troppo permissiva rende più difficile per un bambino imparare l&#8217;autoregolazione. I bambini i cui genitori stanno in quella terra di mezzo, alimentando la loro autonomia,  ma stabilendo anche i confini, hanno <strong>maggiori capacità di autoregolazione</strong>. In pratica, questo può significare, ad esempio, offrire una scelta al tuo bambino, ma entro certi limiti: &#8220;se il pigiama preferito è in lavanderia puoi sceglierne un paio pulito da indossare&#8221;.</span></p>
<h3><span style="color: #000000; font-size: 18pt;"><strong>L&#8217;importanza dell&#8217;imitazione.</strong></span></h3>
<p id="caa1" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">I bambini imparano la regolazione emotiva dalle persone che li circondano. Ecco perché arrabbiarsi con il tuo bambino turbato non aiuta (dovrebbe essere ovvio che alcuni interventi, come sculacciarli, sono inefficaci e dannosi). <span class="markup--quote markup--p-quote is-other" data-creator-ids="anon">A volte è normale arrabbiarsi con il tuo bambino, ma <strong>ricorda che lui sta osservando come gestisci anche i tuoi sentimenti</strong>. U</span>na delle cose migliori che puoi fare è mostrare come tu gestisci le tue emozioni. </span></p>
<h3><span style="color: #000000; font-size: 18pt;"><strong>Riconosci ed etichetta le emozioni.</strong></span></h3>
<p id="158e" class="graf graf--p graf-after--p"><span style="color: #000000;">Quando il tuo bambino inizia ad arrabbiarsi, potresti dire: &#8220;Sì, è molto frustrante che il tuo pigiama preferito sia in lavanderia&#8221;, &#8220;non possiamo proprio andare al parco, lo so, sei arrabbiato eh&#8221;. Dare un nome all&#8217;emozione che sta provando lo aiuta a riconoscerla, darle un nome e a imparare a gestirla. </span></p>
<p id="65a8" class="graf graf--p graf--startsWithDoubleQuote graf-after--p graf--trailing"><strong><span style="color: #000000;">Vogliamo tutti che i nostri figli siano felici, ma non rendiamo un bambino felice facendolo felice ogni secondo di ogni giorno. Essere una persona felice significa avere le capacità di gestire le emozioni difficili.</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #993366; font-size: 18pt;">GUARDA ANCHE</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt; color: #333333;"><strong>1 STRATEGIA PARADOSSALE PER FRONTEGGIARE EFFICACEMENTE CAPRICCI E COMPORTAMENTI OPPOSITIVO PROVOCATORI DEL BAMBINO.</strong></span></p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/thekjgfmbUs" width="760" height="426" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">Fonte:</span></em></p>
<p>Elizabeth Preston, &#8220;The Scientific Cause of Sudden Toddler Meltdowns&#8221;, Medium, 2019.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Educare oggi: risolvere problemi tra genitori e figli</title>
		<link>https://www.ericabadalassi.it/educare-risovere-problemi-genitori-figli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Erica Badalassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 15:51:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Infanzia e adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[educare i figli]]></category>
		<category><![CDATA[genitori autoritari]]></category>
		<category><![CDATA[genitori e figli]]></category>
		<category><![CDATA[genitori protettivi]]></category>
		<category><![CDATA[modelli di famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[terapia breve strategica]]></category>
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					<description><![CDATA[Educare oggi è una sfida, data la sempre maggiore complessità sociale. La famiglia, nonostante abbia subìto numerose trasformazioni negli ultimi 50 anni, è ancora la struttura fondamentale della nostra società. Un sistema retto su regole utili al mantenimento dell'unità familiare, a creare relazioni permanenti, che proteggono e permettono ai figli di crescere. Tuttavia, se le regole diventare troppo rigide non sono più [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Educare oggi è una sfida, data la sempre maggiore complessità sociale. La famiglia, nonostante abbia subìto numerose <img decoding="async" class="alignright wp-image-2850" title="educare oggi: conoscere e risolvere problemi tra genitori e figli" src="http://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/11/saggio-breve-famiglia.jpg" alt="educare oggi: conoscere e risolvere problemi tra genitori e figli" width="449" height="299" srcset="https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/11/saggio-breve-famiglia-300x200.jpg 300w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/11/saggio-breve-famiglia.jpg 600w" sizes="(max-width: 449px) 100vw, 449px" />trasformazioni negli ultimi 50 anni, è ancora <strong>la struttura fondamentale della nostra società.</strong> Un sistema retto su regole utili al mantenimento dell&#8217;unità familiare, a creare relazioni permanenti, che proteggono e permettono ai figli di crescere. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Tuttavia, se le regole diventare troppo rigide non sono più funzionali ai suoi membri, portando alla creazione di problemi.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong><em>&#8220;L&#8217;uomo è il frutto della sua educazione&#8221;</em></strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #000000;">EDUCARE: QUALI SONO I MODELLI FAMILIARI DISFUNZIONALI PIÙ FREQUENTI OGGI IN ITALIA?</span></h2>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>MODELLO IPERPROTETTIVO</strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Il più frequente in assoluto, il motto di queste famiglie è <strong>&#8220;dicci cosa ti manca e te lo procureremo noi&#8221;</strong>. I genitori si sostituiscono continuamente ai figli, rendendo loro la vita più facile, cercando di eliminare tutte le difficoltà. Incapaci di punire, cambiano le regole in precedenza stabilite se queste risultano eccessivamente punitive o frustranti per il figlio. Al figlio si richiede solo di accettare i privilegi che la situazione offre senza fare resistenza; se si oppone, non perde alcun privilegio né l&#8217;amore dei genitori, rischia soltanto di farli soffrire.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">I genitori, per i quali educare equivale nei fatti ad essere il &#8220;pronto soccorso&#8221;, veicolano al figlio un duplice messaggio. Il primo, il più evidente è &#8220;faccio tutto per te perché ti amo&#8221;. Il secondo, più sottile e squalificante è <strong>&#8220;io faccio tutto per te perché forse da solo non ce la faresti&#8221;</strong>. Innescando così la sensazione o il sospetto nel figlio di essere un incapace; dubbio, questo, che può divenire realtà, poiché nella stragrande maggioranza dei casi i figli finiscono per arrendersi senza combattere, affidando il controllo della loro vita ai genitori. Il ragazzo crescerà pensando che impegnarsi nella vita è inutile perché in ogni caso non <img decoding="async" class="alignright wp-image-2457" title="educare i figli: essere troppo protettivi" src="http://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/11/tardo-adolescenti-300x200.jpg" alt="educare i figli: essere troppo protettivi" width="305" height="203" srcset="https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/11/tardo-adolescenti-300x200.jpg 300w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/11/tardo-adolescenti.jpg 600w" sizes="(max-width: 305px) 100vw, 305px" />si andrà incontro a nessuna conseguenza temibile, saranno i genitori o i nonni ad intervenire e risolvere tutto. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Questa modalità di interazione può condurre alla creazione di gravi problematiche nell&#8217;adolescente; <strong>bassa autostima, incapacità ad assumersi responsabilità, disturbi d&#8217;ansia, attacchi di panico, ecc&#8230;</strong></span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>MODELLO DEMOCRATICO-PERMISSIVO</strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">La caratteristica dominante di questo tipo di famiglia è l&#8217;<strong>assenza di gerarchie</strong>: genitori e figli sono amici, con pari diritti. Ogni decisione deve scaturire dal deliberato e unanime consenso di tutti; il bene supremo da perseguire è la pace in famiglia, l&#8217;armonia, l&#8217;amicizia. Le regole è come se non esistessero perché sono disancorate da ogni punizione e dal senso di responsabilità nell&#8217;adolescente. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Quest&#8217;ultimo di solito riferisce di essere in ottima relazione con i genitori, almeno fino a quando insorgono difficoltà o problemi nella sua vita personale; ad esempio problemi con l&#8217;altro sesso o nel rendimento scolastico, oppure problematiche psicologiche correlate alla sua scarsa autostima. A questo punto insorgono difficoltà anche in famiglia, poiché il ragazzo non trova nei genitori quel supporto stabile e rassicurante. Può manifestare comportamenti di rifiuto e ribellione, non riuscendo però a diventare autonomo. Non di rado le sue difficoltà divengono patologie psicologiche (<strong>ossessioni, fobie, disordini alimentari ecc.</strong>).</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>MODELLO SACRIFICANTE</strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Uno dei punti fermi del modo di educare di questo tipo di famiglia è il <strong>sacrificio;</strong> ritenuto il comportamento più adatto per farsi accettare dall&#8217;altro e per mantenere stabile una relazione. L&#8217;idea centrale è che il dovere dei genitori è quello di sacrificarsi per i figli; il piacere più grande è il piacere dei figli, del coniuge ecc&#8230; e non il proprio. Il piacere personale non è concesso. Discorsi ricorrenti riguardano la delusione provata per il mancato apprezzamento delle rinunce sopportate a favore del bene comune. Di solito, i figli tentano di far accettare ai genitori la loro diversa visione della vita, esortandoli ad uscire di più, divertirsi, godersi la vita, ma i genitori, generalmente, controbattono  che se i figli vogliono continuare a vestirsi alla moda, proseguire gli studi, avere un&#8217;auto ecc. loro dovranno continuare a sacrificarsi e a fare a meno di tante cose. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">I genitori danno senza che venga richiesto e si arrabbiano se il loro sacrificio non viene apprezzato, facendo sentire il figlio in debito o in colpa. L&#8217;atmosfera che si respira in queste famiglie è carica di ansia e preoccupazione, per cui l&#8217;adolescente tende a sfuggirla e a cercare scampo nelle amicizie, nella scuola, nello sport, purtroppo, talvolta in altro. Difficilmente impara che per ottenere qualcosa se lo deve meritare, con la conseguente elevata probabilità di <strong>non riuscire a realizzarsi nella vita e di arrendersi alla minima difficoltà</strong>.</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>MODELLO INTERMITTENTE</strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Questo modello è connotato da una <strong>costante ambivalenza</strong>; ad esempio può alternare posizioni iperprotettive, seguite da atteggiamenti democratico-permissivi, per poi assumere quello sacrificante, il tutto senza apparenti e chiare motivazioni. Per quanto possa apparire strano, questo tipo di modello è piuttosto frequente. I genitori possono passare da regole rigide a regole morbide, dal valorizzare a squalificare i figli, le regole sono oggetto di continua revisione. Si denota una marcata incapacità, non tanto di individuare strategie idonee per la gestione di conflitti e per la risoluzione di problemi, quanto di mantenere una posizione.  Per il figlio niente è valido o rassicurante, essendo il cambiamento l&#8217;unica costante, pertanto si sentirà <strong>privo di punti di riferimento o basi sicure</strong>.</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>MODELLO DELEGANTE</strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Questa tipologia di famiglia, spesso, si costruisce perché la coppia appena formata non sviluppa un sistema di vita autonomo e libero, ma <strong>si inserisce nel contesto famiglia di origine di uno dei due coniugi</strong>. I due coniugi tendono a delegare la responsabilità delle scelte e delle decisioni ad altri, spesso sono nonni ad educare. I figli ne traggono vantaggio, almeno in apparenza, poiché riescono a veder soddisfatti da più parti tutti i loro desideri; dato che spesso le regole dei nonni e quelle dei genitori spesso non coincidono tenderanno a seguire quelle che tornano più comode. Tuttavia, nel tempo, il ragazzo si troverà ad avere troppe figure di riferimento e nessuna di queste stabile; i genitori infatti non saranno visti come guide solide e sicure a cui affidarsi nei momenti di difficoltà.</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>MODELLO AUTORITARIO</strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">E&#8217; un modello che appartiene a generazioni di 30 o 40 anni fa; per quanto sembri superato, l&#8217;educare per alcune famiglie si ispira ad esso. In questo tipo di famiglia i genitori, ma più spesso il padre, sono gli unici detentori del potere; le regole sono indiscutibili, <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-2456" title="educare i figli: essere troppo autoritari" src="http://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/11/image_23470650-300x179.jpg" alt="educare i figli: essere troppo autoritari" width="307" height="183" srcset="https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/11/image_23470650-300x179.jpg 300w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/11/image_23470650.jpg 600w" sizes="(max-width: 307px) 100vw, 307px" />l&#8217;ordine e la disciplina sono i fondamenti della convivenza. I figli o si uniformano o andranno incontro a punizioni anche molto pesanti. E&#8217; frequente che i figli non accettino di adeguarsi a tale modello ed inizino a mettere in atto tutta una serie di manovre per sottrarsi al clima familiare. Ad esempio stando più tempo fuori casa, facendo cose di nascosto ecc., dando inizio ad un <strong>braccio di ferro fra genitore/i e figlio</strong> <strong>che si può evolvere in drammatiche escalation simmetriche di violenza</strong>.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">I sei modelli descritti <strong>sono problematici perché applicati rigidamente</strong>. Le stesse caratteristiche, se moderate e rese flessibili, possono invece rivelarsi utili e un&#8217;importante risorsa per i figli. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Se abbiamo difficoltà con i nostri figli che proprio non riusciamo a gestire, rivolgersi ad un esperto può essere la soluzione. La <a href="http://www.ericabadalassi.it/approccio-breve-strategico/">Terapia Breve Strategica</a> utilizza una forma di <a href="http://www.ericabadalassi.it/terapia-strategica-indiretta/">terapia indiretta</a>; non si porta il bambino/ragazzo in seduta, ma si aiutano i genitori ad aiutare i figli.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Bibliografia</em></p>
<p>Nardone, G., Giannotti, E., Rocchi, R., <em>Modelli di famiglia</em>, 2001, Ponte alle Grazie.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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