Terapia strategica indiretta

La terapia strategica indiretta può essere efficacemente utilizzata in tutti i casi in cui:

    • si deve intervenire su bambini o adolescenti difficili
    • In questi casi l’intervento indiretto utilizza i genitori come primi e principali artefici e protagonisti del cambiamento. L’obiettivo è quello di rendere i genitori dei punti di riferimento affidabili in quanto autorevoli per il bambino e modelli di vita.
    • Innanzitutto si vuole evitare di etichettare il ragazzo come problematico portandolo in terapia. Il rischio è quello di sommare ad un problema già presente l’etichetta diagnostica, la quale, anziché risolvere il problema, lo potrebbe solo aggravare. Non venendo fisicamente in consulenza, il bambino non si sentirà problematico e, quasi magicamente, attraverso i nuovi comportamenti dei genitori, guidati dallo psicologo, cambierà comportamento.
    • Spesso, l’azione indiretta dell’intervento promuove un effetto benefico non soltanto sul paziente designato, ma anche sull’intero sistema implicato. Non di rado, più di un familiare e, a volte, l’intero sistema familiare, è “ostaggio” del comportamento problematico di un unico membro.
    • Chi manifesta il disagio è restio a chiedere un aiuto specialistico od è scarsamente collaborativo in seduta. Può essere utilizzata anche per condurre dallo psicologo il familiare ritenuto in difficoltà, evitando che si senta pressato o costretto.