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	<title>Depressione &#8211; Psicologa Pisa &#8211; Dott.ssa Erica Badalassi</title>
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		<title>Depressione: uscirne in tempi brevi</title>
		<link>https://www.ericabadalassi.it/depressione-uscirne-tempi-brevi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Erica Badalassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2017 11:48:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Depressione]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[bassa autostima]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[terapia breve strategica]]></category>
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					<description><![CDATA[DEPRESSIONE Fra tutte le problematiche psicologiche la depressione è forse quella più nominata, più diagnosticata, ma anche più abusata degli ultimi vent'anni. Oggi sembra che ne soffrano 17 italiani su 100.  Depressione: quali sono i sintomi? insonnia ridotta capacità di pensare e concentrarsi apatia (non avere voglia di fare niente) ritiro dalla vita sociale perdita del [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><b>DEPRESSIONE</b></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Fra tutte le problematiche psicologiche la <b>depressione</b> è forse quella più nominata, più diagnosticata, ma anche più abusata degli ultimi vent&#8217;anni. Oggi sembra che ne soffrano 17 italiani su 100. </span></p>
<h2><span style="color: #000000;">Depressione: quali sono i sintomi?</span></h2>
<ul>
<li><span style="color: #000000;">insonnia<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-2999 size-full" title="depressione psicologo pisa terapia breve strategica" src="http://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2017/10/tumblr_o2aljxkH321sjwwzso1_500.gif" alt="depressione psicologo pisa terapia breve strategica" width="500" height="281" /></span></li>
<li><span style="color: #000000;">ridotta capacità di pensare e concentrarsi</span></li>
<li><span style="color: #000000;">apatia (non avere voglia di fare niente)</span></li>
<li><span style="color: #000000;">ritiro dalla vita sociale</span></li>
<li><span style="color: #000000;">perdita del piacere</span></li>
<li><span style="color: #000000;">tristezza e senso di vuoto per la maggior parte del giorno</span></li>
<li><span style="color: #000000;">autosvalutazione e senso di colpa</span></li>
</ul>
<p><span style="color: #000000;">E&#8217; una diagnosi complessa e, proprio in virtù di tale complessità, spesso altri problemi vengono sbrigativamente scambiati per depressione. Tra l&#8217;altro, spesso la medicina, volta a voler inibire qualsiasi forma di sofferenza, trascura che essa è parte integrante della natura umana.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L&#8217;aspetto più importante da considerare è che la <strong>depressione</strong> <strong>non è un disturbo in sé</strong>, ma è quasi sempre un <strong>effetto conseguente ad un altro disturbo o ad un evento traumatico</strong>. E&#8217; facile, ad esempio, che una persona che soffre di <a href="http://www.ericabadalassi.it/attacchi-di-panico-terapia-strategica/">attacchi di panico</a> molto invalidanti possa sviluppare un senso di incapacità tale da sfociare in depressione. Così come una persona che soffre di <a href="http://www.ericabadalassi.it/fobia-sociale-paura-del-giudizio/">fobia sociale</a>, di un <a href="http://www.ericabadalassi.it/disturbo-ossessivo-pensare-troppo/">disturbo ossessivo</a> ecc. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Oppure in seguito ad un<strong> lutto, una separazione importante, una delusione, o un insuccesso</strong>: la persona non riesce più a costruire una modalità di leggere la realtà funzionale al proprio benessere, gettandosi nell&#8217;abisso più profondo, percependosi come vittima di un mondo ingrato, o della propria immodificabile incapacità. Così, in conseguenza ad una serie di tentativi fallimentari atti a gestire una difficoltà o un problema, la persona rinuncia: &#8220;se non ci riesco, ci rinuncio!&#8221;.</span></p>
<h2><span style="color: #000000;">Depressione: come si manifesta?</span></h2>
<blockquote>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #000000;">&#8220;<em>La rinuncia è un suicidio quotidiano</em>.&#8221; Honorè de Balzac</span></p>
</blockquote>
<p><span style="color: #000000;">La tentata soluzione principale è la<em><strong> RINUNCIA. </strong></em>Quando qualcosa ci colpisce e ci ferisce, ponendoci di fronte alla realtà di non poterci fare nulla, è facile gettare le armi. Se il nemico è troppo forte, arrendersi sembra la soluzione più ovvia. L’attenzione è rivolta solo a ciò che non va. Come risultato della sensazione di impotenza, ci convinciamo che non sappiamo reagire. Ed è una profezia che inevitabilmente si avvera. <strong>Rinunciare diventa allora la prova concreta dell’impotenza</strong>. Si constata che il mondo è meraviglioso per gli altri o è talmente “marcio” da voler chiamarsi fuori da esso.</span><br />
<span style="color: #000000;">Il problema è che spesso per una battaglia persa decidiamo di rinunciare a tutta la guerra. Oppure, quando in quella guerra è stata sancita la nostra sconfitta, ci arrendiamo alla vita intera. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">La persona <b><i>DELEGA </i></b>le responsabilità <strong>agli altri</strong>. Ovvio che gli altri, dato che ci vogliono bene, sono pronti a fare per noi anche le <strong>piccole cose</strong>. Ma ogni qual volta si sostituiscono a noi è come se ci confermassero che noi non siamo in grado. Ciò non fa altro che consolidare la credenza di essere incapaci, alimentando uno stato di frustrazione e depressione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il <b><i>VITTIMISMO,</i></b> ossia il<strong> lamentarsi con tutti coloro che ci stanno intorno</strong>, è un altro atteggiamento tipico. Uno degli scopi della lamentela è quello di avvicinare le cure e le attenzioni degli altri. Ma c’è un<strong> </strong>limite di sopportazione. Non possiamo pretendere che ascoltino le nostre lamentele per lungo tempo: alzeranno delle difese protettive. E più forte strilleremo, più alte si faranno le loro difese. E noi ci sentiremo ancora più soli e incapaci.</span></p>
<h3><span style="color: #000000;">I familiari come devono comportarsi?</span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Si è riscontrato che con queste persone un <strong>atteggiamento consolatorio</strong> è la tentata soluzione che alimenta il problema. Allo stesso modo, il cercare di sdrammatizzare una situazione da loro vissuta come altamente dolorosa produce incomprensione e rabbia.</span></p>
<h2><span style="color: #000000;"><b>Uscire dalla depressione con la terapia breve strategica</b></span></h2>
<p><span style="color: #000000;">Con la <a href="http://www.ericabadalassi.it/approccio-breve-strategico/">Terapia Breve Strategica</a> si registra una <strong>percentuale di successo sui casi di depressione intorno al 75%</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La Terapia Breve Strategica utilizza un protocollo specifico per ciascuna delle varianti della <b>depressione</b>. Dapprima si guida la persona a riconoscere tutti i comportamenti che, invece di migliorare, hanno peggiorato il problema. Poi, attraverso tecniche appositamente studiate, si cerca di guidarla a “rinunciare alla rinuncia”, abituandola gradualmente a prendere un po’ di più in mano la propria vita. Contemporaneamente si lavora per elaborare la rabbia e il senso di impotenza, emozioni spesso molto forti nella persona depressa.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Inoltre si porta gradualmente la persona ad affrontare tutte quelle situazioni che fino ad oggi ha evitato per paura, per sensazione di non farcela, per disinteresse, a cominciare dalle più quotidiane e meno spaventose.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #333333;">Erica Badalassi</span></p>
<p><span style="color: #333333;">Psicologa a Pisa, ad orientamento breve strategico.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bibliografia</p>
<p>Emanuela Muriana e Giorgio Nardone, &#8220;I volti della depressione&#8221;, 2006, ponte alle Grazie</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quando mancanza di autostima, delusione, depressione prendono il sopravvento</title>
		<link>https://www.ericabadalassi.it/quando-mancanza-di-autostima-delusione-depressione-prendono-il-sopravvento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Erica Badalassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2016 21:38:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autostima]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione]]></category>
		<category><![CDATA[bassa autostima]]></category>
		<category><![CDATA[delusione]]></category>
		<category><![CDATA[fallimento]]></category>
		<category><![CDATA[i volti della depressione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro strategico]]></category>
		<category><![CDATA[mancanza di autostima]]></category>
		<category><![CDATA[senso di insoddisfazione]]></category>
		<category><![CDATA[stress acuto]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono casi in cui la mancanza di autostima, il senso di incapacità, la depressione prendono il sopravvento e la persona, delusa da se stessa, lascia che la barca vada alla deriva senza rotta né remi né vele, in altre parole, assume un atteggiamento di rinuncia.

La persona è passata attraverso la prova della propria incapacità, il ricordo dell'episodio le conferma definitivamente di non avere le qualità, le capacità, le risorse, il coraggio per... L'episodio può essere stato uno stress acuto o imprevisto (un lutto, una perdita, un insuccesso personale o professionale, una malattia) ma anche l'aver perso un'occasione ritenuta indispensabile o forse irripetibile, oppure a causa di una graduale ma costante costruzione di un senso di insoddisfazione della...continua a leggere]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/06/trattamenti-depressione-psicologo-napoli.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-2368 alignleft" src="http://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/06/trattamenti-depressione-psicologo-napoli.jpg" alt="trattamenti-depressione-psicologo-napoli" width="288" height="275" /></a>Ci sono casi in cui la mancanza di autostima, il senso di incapacità, la depressione prendono il sopravvento e la persona, delusa da se stessa, lascia che la barca vada alla deriva senza rotta né remi né vele, in altre parole, assume un atteggiamento di <strong>rinuncia</strong>.</p>
<p>La persona è passata attraverso la prova della propria incapacità, il ricordo dell&#8217;episodio le conferma definitivamente di non avere le qualità, le capacità, le risorse, il coraggio per&#8230; L&#8217;episodio può essere stato <strong>uno stress acuto</strong> o <strong>imprevisto</strong> (un lutto, una perdita, un insuccesso personale o professionale, una malattia) ma anche l&#8217;aver perso un&#8217;occasione ritenuta indispensabile o forse irripetibile, oppure a causa di una graduale ma costante costruzione di un <strong>senso di insoddisfazione</strong> della propria esistenza (Muriana, Pattenò, Verbitz, 2006).[button id=&#8221;&#8221; button_text=&#8221;Continua a leggere&#8221; button_link=&#8221;http://www.medicitalia.it/blog/psicologia/6576-mancanza-autostima-delusione-depressione-prendono-sopravvento.html?refresh_ce&#8221; link_open=&#8221;_blank&#8221; button_icon=&#8221;&#8221; button_align=&#8221;&#8221; button_size=&#8221;small&#8221; button_style=&#8221;default&#8221; margin_top=&#8221;0 &#8221; href_title=&#8221;&#8221;]</p>
<p>&nbsp;</p>
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