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	<title>Dott.ssa Erica Badalassi &#8211; Psicologa Pisa &#8211; Dott.ssa Erica Badalassi</title>
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		<title>Attacchi di panico alla guida</title>
		<link>https://www.ericabadalassi.it/attacchi-di-panico-alla-guida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Erica Badalassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2016 10:34:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia, Fobie, Panico]]></category>
		<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[ansia alla guida]]></category>
		<category><![CDATA[attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[paura di guidare]]></category>
		<category><![CDATA[paura di guidare in autostrada]]></category>
		<category><![CDATA[paura di guidare in superstrada]]></category>
		<category><![CDATA[terapia breve strategica]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli attacchi di panico alla guida sono una problematica molto diffusa; alcune persone guidano l'auto solo per brevi tratti, altre hanno paura di guidare in superstrada o in autostrada; la persona si muove senza problemi in città, nelle strade secondarie, anche molto trafficate, ma al momento di entrare in autostrada viene colta da sensazioni terrificanti.  Gli attacchi [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Gli <strong>attacchi di panico alla guida</strong> sono una problematica molto diffusa; alcune persone guidano l&#8217;auto solo per brevi tratti, altre hanno paura di guidare in superstrada o in<strong> </strong>autostrada; la persona si muove senza problemi in città, nelle strade secondarie, anche molto trafficate, ma al momento di entrare in autostrada viene colta da sensazioni terrificanti. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Gli attacchi di panico alla guida sono spesso legati alla paura di perdere il controllo del proprio corpo causando danni a sé stessi o agli altri, alla paura di essere colti da raptus o malori improvvisi, oppure alla paura della velocità o alla paura di restare intrappolati in gallerie. Tutto ciò provoca una paura e un ansia tali da sfociare in <a href="http://www.ericabadalassi.it/attacchi-di-panico-terapia-strategica/">attacchi di panico (approfondisci cliccando qui)</a>.</span></p>
<h2><span style="color: #000000;">COSA CERCA DI FARE, TIPICAMENTE, CHI HA ATTACCHI DI PANICO PER RISOLVERE IL PROBLEMA?</span></h2>
<p><span style="color: #000000;">Le <b>tentate soluzioni </b>più comuni che la persona mette in atto per gestire gli attacchi di panico alla guida sono tre. A  lungo andare questi comportamenti finiscono con l&#8217;aggravare il problema fino a cronicizzarlo. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-2474" title="attacchi di panico alla guida" src="http://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/11/Paura-di-guidare.jpg" alt="attacchi di panico alla guida" width="382" height="319" srcset="https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/11/Paura-di-guidare-300x250.jpg 300w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/11/Paura-di-guidare.jpg 500w" sizes="(max-width: 382px) 100vw, 382px" /></span></p>
<ul>
<li><span style="color: #000000;">L&#8217;<strong>EVITAMENTO.</strong> La persona non affronta le situazioni che provocano paura, cosa che sul momento può farla sentire &#8220;salva&#8221;. A lungo andare però non fa che aumentare il suo senso di incapacità rendendo la situazione temuta sempre più temibile.</span></li>
<li><span style="color: #000000;">la <b>RICHIESTA DI AIUTO.</b> Se la persona è obbligata ad affrontarle, spesso, chiede aiuto a qualcuno; ad esempio può farsi accompagnare a lavoro da un familiare o dal partner. Se sul momento la salverà dal pericolo più chiederà aiuto più diventerà incapace di affrontare da sola la situazione.</span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>L&#8217;USO DI PRECAUZIONI.</strong> La persona si organizza preventivamente. Ad esempio guida quando c&#8217;è molta gente per poter chiedere aiuto in caso di bisogno, oppure prende farmaci prima di guidare o studia percorsi alternativi a costo di impiegare molto più tempo. La persona diventa costretta ad usare questi &#8220;salvagenti&#8221;, in assenza dei quali tenderà a mettere in atto le due tentate soluzioni precedenti oppure andrà in contro a forti reazioni di paura fino al panico; i più temerari affrontano la situazione temuta cercando di controllare l&#8217;ansia, i propri pensieri e le proprie reazioni fisiologiche finendo così per alterarle e, spesso, provocandosi un attacco di panico. <strong>Cercare di non perdere il controllo</strong> è un&#8217;altro fallimentare tentativo di gestire il problema che, anziché risolverlo, lo mantiene e lo aggrava.</span></li>
</ul>
<h2><span style="color: #000000;"><strong>COME SUPERARE GLI ATTACCHI DI PANICO ALLA GUIDA?</strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000;">Le persone si rivolgono ad uno specialista solitamente dopo molto tempo; quando le tentate soluzioni messe in atto si sono rivelate in tutta la loro disfunzionalità. Quando il problema ha invalidato fortemente la loro vita. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Se il problema persiste nel tempo, il modo migliore e più veloce per risolverlo è rivolgersi ad uno specialista in <strong><a href="http://www.ericabadalassi.it/approccio-breve-strategico/">Terapia Breve Strategica</a>;</strong> ad oggi, considerata uno dei migliori modelli per il trattamento di paure, fobie e attacchi di panico. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">La <strong>Terapia Breve Strategica</strong>, porta alla risoluzione della problematica in tempi brevi (una media di 7 incontri); attraverso manovre e stratagemmi cuciti ad hoc sulla persona, sulla base delle specificità del caso e delle tentate soluzioni disfunzionali messe in atto.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Così come &#8220;</span><em style="color: #000000;">ognuno di noi costruisce la realtà che poi subisce</em><span style="color: #000000;">&#8220;, in breve tempo è possibile destrutturare la paura di guidare, riportando la persona a gestire la propria realtà.</span></p>
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<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
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		<item>
		<title>Trasformare i limiti e le debolezze in punti di forza</title>
		<link>https://www.ericabadalassi.it/trasformare-i-limiti-e-le-debolezze-in-punti-di-forza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Erica Badalassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2016 12:56:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[fragilità interiore]]></category>
		<category><![CDATA[insicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[limiti mentali]]></category>
		<category><![CDATA[risorse psicologiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Tendiamo a fare ciò che ci riesce meglio e che ci rassicura ed evitiamo ciò che ci crea problema emotivi, che non ci piace, perché quando abbiamo provato ad applicarlo ci ha fatto sentire insicuri ed incapaci, strutturando così dei copioni comportamentali che funzionano, o hanno funzionato, in certi ambiti ma possono rivelarsi del tutto [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tendiamo a fare ciò che ci riesce meglio e che ci rassicura ed evitiamo ciò che ci crea problema emotivi, che non ci piace, perché quando abbiamo provato ad applicarlo ci ha fatto sentire insicuri ed incapaci, strutturando così dei copioni comportamentali che funzionano, o hanno funzionato, in certi ambiti ma possono rivelarsi del tutto disfunzionali in altri.</p>
<p>Elisa, ad esempio, si è sentita insicura del suo aspetto fisico fin da adolescente, così ha sempre cercato di valorizzare le altre qualità che possedeva, soprattutto quelle intellettive. Prima studentessa modello, poi professionista stimata, ha ottenuto tutta una serie di successi sulla scia delle proprie capacità intellettuali. Questo grazie non solo [button id=&#8221;&#8221; button_text=&#8221;continua a leggere&#8221; button_link=&#8221;http://www.medicitalia.it/blog/psicologia/6697-trasformare-limiti-debolezze-punti-forza.html&#8221; link_open=&#8221;_blank&#8221; button_icon=&#8221;&#8221; button_align=&#8221;&#8221; button_size=&#8221;small&#8221; button_style=&#8221;default&#8221; margin_top=&#8221;0 &#8221; href_title=&#8221;&#8221;]</p>
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		<item>
		<title>Il paradosso dei gelosi: ottenere proprio ciò che più si teme</title>
		<link>https://www.ericabadalassi.it/il-paradosso-dei-gelosi-ottenere-proprio-cio-che-piu-si-teme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Erica Badalassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2016 15:36:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[gelosia di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[partner geloso]]></category>
		<category><![CDATA[paura del tradimento]]></category>
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					<description><![CDATA[Un aspetto molto frequente che caratterizza le coppie in "crisi" è la gelosia, che può essere reciproca ma più spesso, limitata ad un solo partner. Quella gelosia fatta di sospetti, accuse, litigi, che aumenta la distanza tra i partner. La persona gelosa, insicura e impaurita al solo pensiero di perdere l'altro o di essere tradita, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un aspetto molto frequente che caratterizza le coppie in &#8220;crisi&#8221; è la gelosia, che può essere reciproca ma più spesso, limitata ad un solo partner.</p>
<p>Quella gelosia fatta di sospetti, accuse, litigi, che aumenta la distanza tra i partner. La persona gelosa, insicura e impaurita al solo pensiero di perdere l&#8217;altro o di essere tradita, inizia a controllare il partner per sapere tutto sulla sua vita, a spiarlo, a chiedere continue rassicurazioni, ossessionata dalla necessità di sciogliere ogni dubbio.</p>
<p>Se ti riconosci in questa descrizione e ti sei accorto che la gelosia sta avvelenando il tuo rapporto di coppia e che la paranoia che l&#8217;altro ti nasconda sempre qualcosa sta minando il tuo benessere, sappi che ciò di cui dovresti avere davvero paura non è di quelle persone o situazioni che percepisci come una minaccia ma di te.  [button id=&#8221;&#8221; button_text=&#8221;continua a leggere&#8221; button_link=&#8221;http://www.medicitalia.it/blog/psicologia/6606-paradosso-gelosi-ottenere-teme.html&#8221; link_open=&#8221;_blank&#8221; button_icon=&#8221;&#8221; button_align=&#8221;&#8221; button_size=&#8221;small&#8221; button_style=&#8221;default&#8221; margin_top=&#8221;0 &#8221; href_title=&#8221;&#8221;]</p>
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		<title>Paura del giudizio degli altri: comprenderla e superarla</title>
		<link>https://www.ericabadalassi.it/paura-del-giudizio-degli-altri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Erica Badalassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2016 14:53:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia, Fobie, Panico]]></category>
		<category><![CDATA[Fobia Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi relazionali]]></category>
		<category><![CDATA[ansia sociale]]></category>
		<category><![CDATA[fobia sociale]]></category>
		<category><![CDATA[paura del giudizio]]></category>
		<category><![CDATA[paura del giudizio degli altri]]></category>
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		<category><![CDATA[prostituzione relazionale]]></category>
		<category><![CDATA[psicologa pisa]]></category>
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					<description><![CDATA[La paura del giudizio degli altri è una delle paure che incontro più spesso nella mia attività clinica; essere amati ed accettati da chi ci circonda è uno dei bisogni essenziali dell'essere umano. Temiamo di essere mal giudicati per il nostro aspetto, il nostro atteggiamento, le nostre scelte, la nostra età ecc...; di essere umiliati, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">La <strong>paura del giudizio degli altri</strong> è una delle paure che incontro più spesso nella mia attività clinica; essere amati ed accettati da chi ci circonda è uno dei bisogni essenziali dell&#8217;essere umano.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Temiamo di essere mal giudicati per il nostro aspetto, il nostro atteggiamento, le nostre scelte, la nostra età ecc&#8230;; di essere umiliati, derisi, rifiutati.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La paura del giudizio degli altri, comune quasi a tutti, può giungere ad un livello così elevato da trasformarsi in una vera e propria <a style="color: #000000;" href="http://www.ericabadalassi.it/fobia-sociale-paura-del-giudizio/">fobia sociale</a>, portare ad avere <a style="color: #000000;" href="http://www.ericabadalassi.it/attacchi-di-panico-terapia-strategica/">attacchi di panico</a>; limitando fortemente la vita ed il benessere della persona di cui ne soffre. </span></p>
<h2><span style="color: #000000;"><strong>DA DOVE DERIVA LA PAURA DEL GIUDIZIO DEGLI ALTRI?</strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 16px;">Aristotele affermò: &#8220;</span><em style="color: #000000; font-size: 16px;">l&#8217;uomo è un animale sociale, ovvero tende per sua natura ad aggregarsi con altri individui e a costituirsi in società. Le motivazioni di questa &#8220;spinta&#8221; sociale sono da ricercarsi nel nostro processo evolutivo</em><span style="font-size: 16px;">&#8220;. Nell&#8217;epoca del paleolitico </span><strong style="color: #000000; font-size: 16px;">coloro che facevano parte di un gruppo avevano molta più probabilità di sopravvivere rispetto a coloro dal quale erano stati esclusi</strong><span style="font-size: 16px;">. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000;">La paura è un&#8217;emozione indispensabile per noi; ci rende prudenti e predispone l&#8217;organismo ad affrontare più prontamente ed efficacemente una situazione. Perciò, smettiamo di vederla con un&#8217;accezione negativa e ad auspicare di eliminarla dalla nostra vita. <strong>L&#8217;essere umano si sarebbe già estinto migliaia di anni fa se non avesse avuto paura!</strong> La paura diventa un limite solo quando diventa eccessiva, perché in questo caso, anziché essere una risorsa, ci blocca. L&#8217;arte sta quindi nell&#8217;imparare a gestirla.</span></p>
<h2><span style="color: #000000;">CHE COSA COMPORTA LA PAURA DEL GIUDIZIO DEGLI ALTRI?</span></h2>
<h3><span style="color: #cf1543;">NASCONDERE LE PROPRIE FRAGILITÀ</span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Spesso, le persone che incontro nella mia attività clinica hanno sviluppato la credenza secondo la quale, per non essere mal <img decoding="async" class=" wp-image-2878 alignright" src="http://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/06/paura-giudizio-altrui.jpg" alt="" width="333" height="222" srcset="https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/06/paura-giudizio-altrui-300x200.jpg 300w, https://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/06/paura-giudizio-altrui.jpg 400w" sizes="(max-width: 333px) 100vw, 333px" />giudicati, debbano nascondere le proprie debolezze; ma &#8220;<strong style="color: #000000;">fra tutte le debolezze, la più grande è l&#8217;eccessiva paura di apparire deboli&#8221;</strong> diceva Bossuet. Spesso, chi ha paura del giudizio degli altri è la prima a giudicarsi e ad avere una grande difficoltà nell&#8217;accettarsi. Il punto è che la negazione delle proprie fragilità, conduce all&#8217;effetto paradossale che più si cerca di nasconderle più si rendono visibili. Allo stesso modo, la nostra debolezza può divenire un nostro punto di forza se non negata, ma gestita e utilizzata.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Suggerimento</strong>: se ti metti nella posizione di chi non solo accetta le proprie fragilità, ma se le prescrive, le mette in luce, svela il &#8220;segreto&#8221;, l&#8217;effetto è quello di ridurre o annullare gli esiti negativi che tali debolezze possono produrre in te. Tra l&#8217;altro, se io rendo volontario qualcosa che mi verrebbe spontaneo, ne inibisco la irrefrenabilità. La vera forza sta nella capacità di mostrare le proprie debolezze senza per questo sentirsi vulnerabili.</span></p>
<h3><span style="color: #cf1543;">COMPIACERE GLI ALTRI</span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Molte volte accade anche che, per essere apprezzate ed amate, le persone antepongano i bisogni degli altri ai propri. La persona che ha paura del giudizio degli altri diventa eccessivamente disponibile, accondiscendente e sempre attenta ciò che gli altri pensano; dando importanza al giudizio degli altri più che al proprio, finisce col perdere di vista se stessa. <strong>La tragedia di queste persone è che sono le più sole, perché sentono di esistere per quello che fanno e non per quello che sono</strong>. Paradossalmente, più si sforzano di compiacere gli altri, più si sentono inadeguate e sole; dentro di sé finiscono col pensare &#8220;se gli altri mi conoscessero per come sono realmente, anziché per come mi sforzo di apparire, non mi apprezzerebbero&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Suggerimento</strong>: cercando di piacere a tutti, si finisce col non piacere più a sé stessi. Una volta presa consapevolezza di questo meccanismo insano, si può iniziare a spezzarlo prescrivendoci di dire un piccolo &#8220;no&#8221; quotidiano. Se ripetuto nel tempo, potrà farci sperimentare la sensazione di padroneggiare la nostra vita, ma sopratutto creare una nuova credenza; gli altri mi accettano anche quando metto al primo posto i miei bisogni.</span></p>
<h3><span style="color: #cf1543;">OTTENERE CIÒ CHE PIÙ SI TEME</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><strong>L&#8217;aspettativa che qualcosa che temiamo possa accadere, induce la persona ad agire in modo tale da produrre effettivamente ciò che voleva evitare</strong>; si tratta dell&#8217;ormai famoso meccanismo della profezia che si autoavvera. Immaginiamo una persona che entra in un bar accompagnata dalla sua credenza &#8220;non piacerò a nessuno&#8221;; molto probabilmente, data tale credenza, si metterà sulla difensiva, guarderà gli altri con sospetto o addirittura aggressività, sarà chiusa. Come reagiranno gli altri ad un atteggiamento di questo tipo? Non è difficile immaginare che non la troveranno piacevole, simpatica, ma anzi, tenderanno ad escluderla o a rispondere a loro volta con aggressività e rifiuto. La persona potrà dunque confermare la propria credenza iniziale e, ignara di aver creato tutto da sola, penserà che aveva ragione; aumentando la propria paura del giudizio degli altri. E&#8217; un meccanismo questo che, senza rendercene conto, mettiamo in atto molto più spesso di quanto si pensi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Suggerimento</strong>: continuando con l&#8217;esempio precedente, proviamo a comportarci &#8220;come se&#8221; pensassimo invece di piacere agli altri. Ogni giorno porsi la domanda: che cosa farei di diverso, come mi comporterei, se credessi di piacere agli altri? A coloro che avevano difficoltà a credere in Dio ma che avrebbero voluto, Pascal suggerì; <em>&#8220;andate in chiesa, inginocchiatevi, pregate, onorate i sacramenti, comportatevi come se credeste.</em> La fede non tarderà ad arrivare&#8221;.  <strong>La magia di questo autoinganno sta proprio nel trasformare dolcemente il nostro modo di percepire e reagire alla realtà</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">È importante precisare che tali suggerimenti non hanno la pretesa di risolvere un problema; se la persona coinvolta in questi meccanismi è molto invischiata, sarà necessario e più saggio rivolgersi ad uno psicologo; un &#8220;tecnico del cambiamento&#8221; che ti aiuterà a passare da una realtà subita ad una realtà gestita.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Erica Badalassi</strong></span></p>
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		<item>
		<title>Quando mancanza di autostima, delusione, depressione prendono il sopravvento</title>
		<link>https://www.ericabadalassi.it/quando-mancanza-di-autostima-delusione-depressione-prendono-il-sopravvento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Erica Badalassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2016 21:38:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autostima]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione]]></category>
		<category><![CDATA[bassa autostima]]></category>
		<category><![CDATA[delusione]]></category>
		<category><![CDATA[fallimento]]></category>
		<category><![CDATA[i volti della depressione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro strategico]]></category>
		<category><![CDATA[mancanza di autostima]]></category>
		<category><![CDATA[senso di insoddisfazione]]></category>
		<category><![CDATA[stress acuto]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono casi in cui la mancanza di autostima, il senso di incapacità, la depressione prendono il sopravvento e la persona, delusa da se stessa, lascia che la barca vada alla deriva senza rotta né remi né vele, in altre parole, assume un atteggiamento di rinuncia.

La persona è passata attraverso la prova della propria incapacità, il ricordo dell'episodio le conferma definitivamente di non avere le qualità, le capacità, le risorse, il coraggio per... L'episodio può essere stato uno stress acuto o imprevisto (un lutto, una perdita, un insuccesso personale o professionale, una malattia) ma anche l'aver perso un'occasione ritenuta indispensabile o forse irripetibile, oppure a causa di una graduale ma costante costruzione di un senso di insoddisfazione della...continua a leggere]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/06/trattamenti-depressione-psicologo-napoli.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-2368 alignleft" src="http://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/06/trattamenti-depressione-psicologo-napoli.jpg" alt="trattamenti-depressione-psicologo-napoli" width="288" height="275" /></a>Ci sono casi in cui la mancanza di autostima, il senso di incapacità, la depressione prendono il sopravvento e la persona, delusa da se stessa, lascia che la barca vada alla deriva senza rotta né remi né vele, in altre parole, assume un atteggiamento di <strong>rinuncia</strong>.</p>
<p>La persona è passata attraverso la prova della propria incapacità, il ricordo dell&#8217;episodio le conferma definitivamente di non avere le qualità, le capacità, le risorse, il coraggio per&#8230; L&#8217;episodio può essere stato <strong>uno stress acuto</strong> o <strong>imprevisto</strong> (un lutto, una perdita, un insuccesso personale o professionale, una malattia) ma anche l&#8217;aver perso un&#8217;occasione ritenuta indispensabile o forse irripetibile, oppure a causa di una graduale ma costante costruzione di un <strong>senso di insoddisfazione</strong> della propria esistenza (Muriana, Pattenò, Verbitz, 2006).[button id=&#8221;&#8221; button_text=&#8221;Continua a leggere&#8221; button_link=&#8221;http://www.medicitalia.it/blog/psicologia/6576-mancanza-autostima-delusione-depressione-prendono-sopravvento.html?refresh_ce&#8221; link_open=&#8221;_blank&#8221; button_icon=&#8221;&#8221; button_align=&#8221;&#8221; button_size=&#8221;small&#8221; button_style=&#8221;default&#8221; margin_top=&#8221;0 &#8221; href_title=&#8221;&#8221;]</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dipendenza da cyber-sesso</title>
		<link>https://www.ericabadalassi.it/dipendenza-da-cyber-sesso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Erica Badalassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 May 2016 06:16:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dipendenza da cyber-sesso]]></category>
		<category><![CDATA[Dipendenze]]></category>
		<category><![CDATA[abuso internet]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza da cyber-sesso]]></category>
		<category><![CDATA[effetti sesso on line]]></category>
		<category><![CDATA[sesso dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[sesso on line]]></category>
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					<description><![CDATA[Viviamo in un tempo storico caratterizzato dalla sovraesposizione a stimoli erotici, dalla propagazione di siti pornografici, dalla sessualizzazione del corpo, dall'erotizzazione della società. 
Si potrebbe pensare che l’aumento dell’esposizione a stimoli sessuali sia direttamente proporzionale all’aumento di rapporti sessuali ... continua a leggere]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #000000;">DIPENDENZA DA CYBER-SESSO: COME SI INNESCA</span></h2>
<p><span style="color: #000000;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-2366 alignleft" src="http://www.ericabadalassi.it/wp-content/uploads/2016/05/44-1.jpg" alt="" width="306" height="241" />La <strong>dipendenza da cyber-sesso</strong> è una patologia nata negli ultimi anni, in un tempo storico caratterizzato da una sempre maggiore esposizione a stimoli erotici, dalla sessualizzazione del corpo.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Si potrebbe pensare che l’aumento dell’esposizione a stimoli sessuali sia direttamente proporzionale all’aumento di rapporti sessuali o che, comunque, sia legato ad una maggiore soddisfazione nella sfera sessuale.</span> Invece,<br />
<span style="color: #000000;"> paradossalmente, le cose stanno esattamente al contrario.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Internet, web-cam, chat, video pornografici hanno creato una nuova forma di comunicazione sessuale</strong>: il sesso trova nella rete un luogo in cui potersi esprimere liberamente, senza essere sottoposto ad alcun tipo di giudizio. La possibilità di essere espliciti, grazie all&#8217;anonimato e alla distanza visiva, porta la persona a scoprire forme di eccitazione a cui, fino a quel momento, non aveva &#8220;osato&#8221; avvicinarsi. Questi tipi di incontri possono passare dal virtuale al reale ma, spesso, con grande delusione: l&#8217;eccitazione, data dal riuscire a lasciarsi andare oltre ogni limite, può essere rovinata dall&#8217;incontro, poiché consiste proprio nell&#8217;andare, a parole, molto oltre ai fatti. Col tempo, tale forma di piacere diventa per l&#8217;internauta quella prevalente, diventa una <strong>dipendenza da cyber-sesso</strong>. </span></p>
<h2><span style="color: #000000;">QUALI SONO GLI EFFETTI DELLA DIPENDENZA DA CYBER-SESSO?</span></h2>
<p><span style="color: #000000;">Secondo i risultati presentati al Congresso della Società italiana di psicopatologia, chi soffre di dipendenza da cyber-sesso va alla ricerca di materiale pornografico per più di 11 ore a settimana. Sono tutti uomini, di cultura medio-alta, diplomati e laureati, fra i trenta e i quarant&#8217;anni. Soli, ma anche fidanzati o sposati. </span></p>
<h3><strong><span style="color: #000000;">GLI EFFETTI FISICI</span></strong></h3>
<p><span style="color: #000000;">I dati di alcune ricerche indicano che la dipendenza da cyber-sesso, alla lunga,<strong> danneggia il desiderio sessuale</strong>,<strong> </strong>mostrando una correlazione diretta tra abuso sesso virtuale e <strong>disfunzione erettile</strong>. chi soffre di dipendenza da cyber-sesso, infatti, non prova maggiore desiderio sessuale ma nel tempo si desensibilizza, poiché <strong>regredisce la materia grigia nel corpo striato, dove risiede la facoltà di provare soddisfazione</strong>.</span></p>
<h3><strong><span style="color: #000000;">GLI EFFETTI PSICOLOGICI</span></strong></h3>
<p><span style="color: #000000;">Anche la <strong>capacità decisionale </strong>e la<strong> capacità di concentrazione </strong>si riducono, nonché la<strong> capacità di elaborare pensieri e idee</strong>. Questo accade poiché si assiste alla riduzione delle dimensioni e delle funzioni della corteccia cerebrale frontale, ovvero la parte del cervello che più ci distingue dagli animali, la sede delle attività psichiche superiori.</span></p>
<h3><strong><span style="color: #000000;">GLI EFFETTI NELLE RELAZIONI</span></strong></h3>
<p><span style="color: #000000;">Chi soffre di dipendenza da cyber-sesso passa ore e ore davanti al computer. Spesso di notte, mentre tutti dormono, ma anche di giorno, non di rado sul <strong>posto di lavoro</strong>, al quale vengono rubate molte ore produttive. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Chi ne risente maggiormente è in genere il <strong>partner</strong> che inizia a notare un calo del desiderio nei suoi confronti. Di fronte alle sue richieste di spiegazione, trova spesso un muro di gomma: il &#8220;colpevole&#8221; difficilmente confessa. Diviene quindi molto difficile il confronto tra i due, così, si assiste spesso ad una profonda <strong>crisi di coppia. </strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Quelli sopra descritti sono alcuni degli effetti della dipendenza da cyber-sesso. Un viaggio che inizia con piacevoli ed eccitanti scoperte ma che rende sempre più difficile il &#8220;ritorno a casa&#8221;.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Bibliografia</em></p>
<p>Kuhn, S, Gallinat, J, 2014. <em>Brain Structure and Functional Connectivity Associated With Pornography Consumption The Brain on Porn</em>. JAMA Psychiatry. 71, 827-834</p>
<p>Nardone, G, Cagnoni, F, 2002. <em>Perversioni in rete &#8220;le psicopatologie da internet e il loro trattamento&#8221;</em>, Ponte alle Grazie.</p>
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		<title>Finché c&#8217;è vita c&#8217;è ansia: 3 regole per gestirla</title>
		<link>https://www.ericabadalassi.it/finche-ce-vita-ce-ansia-3-regole-per-gestirla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Erica Badalassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 May 2016 20:55:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[gestire ansia in 3 regole]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia ansia]]></category>
		<category><![CDATA[regole per gestire ansia]]></category>
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					<description><![CDATA[Ma sarebbe meglio dire: finché c'è ansia c'è vita!

Siamo abituati a considerare l'ansia come un intralcio, come qualcosa di negativo che peggiora la nostra vita, in realtà, se l'essere umano non fosse stato ansioso si sarebbe già estinto migliaia di anni fa!

L'ansia è una risorsa, ci rende prudenti e predispone l'organismo ad affrontare più prontamente... continua a leggere]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;">Ma sarebbe meglio dire: finché c&#8217;è ansia c&#8217;è vita!</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Siamo abituati a considerare l&#8217;ansia come un intralcio, come qualcosa di negativo che peggiora la nostra vita, in realtà, <b>se l&#8217;essere umano non fosse stato ansioso si sarebbe già estinto migliaia di anni fa!</b></span></p>
<p><span style="font-size: large;">L&#8217;ansia è una risorsa, ci rende prudenti e predispone l&#8217;organismo ad affrontare più prontamente una situazione[button id=&#8221;&#8221; button_text=&#8221;Continua a leggere&#8221; button_link=&#8221;http://www.medicitalia.it/blog/psicologia/6570-finche-vita-ansia-3-regole-gestirla.html&#8221; link_open=&#8221;_blank&#8221; button_icon=&#8221;&#8221; button_align=&#8221;&#8221; button_size=&#8221;small&#8221; button_style=&#8221;default&#8221; margin_top=&#8221;0 &#8221; href_title=&#8221;&#8221;]<br />
</span></p>
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