Il Dubbio patologico: l’insicurezza in cerca di certezza

CHE COS’È IL DUBBIO PATOLOGICO?

Il dubbio patologico è una perversione del ragionamento che si basa sul presupposto secondo cui, prima di agire, siadubbio patologico erica badalassi terapia breve strategica
necessario individuare la decisione più giusta.
È una forma di disturbo ossessivo studiata per la prima volta dal Centro di Terapia Strategica di Arezzo. È caratterizzato dal tentativo di trovare risposte razionali, definitive e rassicuranti a dubbi irragionevoli e improponibili, a dilemmi irrisolvibili o a domande che non hanno un’unica risposta corretta:  “Sarò in grado o non sarò in grado?”, “Sarà la scelta giusta oppure no?”, “Il mio partner mi tradirà o non mi tradirà?”, “Andrà bene o andrà male?”, , “Sono omosessuale, eterosessuale o bisessuale?”, “Come parlo?”, “Come guardo?” , “Avrò fatto bene a toccare quella cosa?” .

DUBBI E INDESIONE: QUANDO PENSARE TROPPO FA MALE

DUBBIO PATOLOGICO: SINTOMI E SENSAZIONI

Le persone che ne soffrono cercano una risposta razionale alle proprie domande, soluzioni razionali dei loro dubbi; ciò però si traduce in una rimuginazione continua e infinita che arrovella la mente. In altri casi la persona tenta di scacciare il pensiero, ma più cerca di scacciarlo più ci si perde dentro.
In taluni casi vi può essere l’ansia di perdere il controllo della propria ragione, di impazzire.

La persona che soffre di dubbio patologico è invasa da una serie di domande (dubbi) alle quali cerca di dare una risposta che però, ammesso che si trovi, serve solo a generare un nuovo dubbio che porta ad una nuova risposta fino ad entrare in un labirinto di domande e risposte, nel quale la persona si sente imprigionata.

Le sensazioni sono legate soprattutto all’ansia o alla paura di non essere mai all’altezza del lavoro, della scuola, delle relazioni, della vita in genere. Tutto viene vissuto allora come un grande peso e può essere presente uno stato di insoddisfazione; per questo, talvolta, le persone lamentano sintomi quali l’alzarsi con fatica, il sentirsi tristi, “giù di tono”, dolori fisici, astenia. Sintomi che vengono spesso confusi con quelli depressivi, tanto da portare il medico a prescrivere loro farmaci antidepressivi, oppure, la depressione, può essere l’effetto di un dubbio patologico protratto nel tempo.

QUALI SONO GLI EFFETTI DEL DUBBIO PATOLOGICO?

Questo continuo cercare di ragionare per rispondere alle domande, crea invece un circolo vizioso di altre domande, cui segue una risposta che non soddisfa e che genera a sua volta un’altra domanda, e poi un’altra risposta, e così via. Ciò intrappola il soggetto nel loop di domande-risposte, domande-risposte, senza riuscire mai a trovare una via d’uscita. Nell’intento di frenare il loop di domande e risposte, la persona cerca di “non pensare” ottenendo però l’effetto contrario, oppure cerca di razionalizzare tutto, ma più cerca di capire, più si “incarta” alimentando così la catena di dubbi.

Questi schemi di pensiero ostacolano l’elaborazione cognitiva che implode su se stessa e ciò comporta dei forti limiti nella vita delle persone colpite da questo disturbo, perché tendono a “bloccarsi” fino (in alcuni casi) a non poter svolgere più le normali attività quotidiane e ad isolarsi rispetto alle relazioni sociali. Talvolta, domande e dubbi vengono chiesti a familiari o amici, ovvero si delega ad altri la propria sicurezza e la responsabilità di rispondere e sciogliere il dubbio.

L’individuo, nel tentativo di elaborare vantaggi e svantaggi di ciascuna alternativa, si blocca, senza mai giungere ad una decisione definitiva, come nelle famosa storiella:

«C’era una volta un asino nella sua stalla al quale un giorno,
gli vennero portate per il suo pasto due quantità di fieno uguali;
dai due mucchi l’asino era tentato in ugual misura,
e, non riuscendo a decidere quale dei due mucchi
fosse migliore, morì di fame, per timore di fare una scelta.»

DUBBIO PATOLOGICO: USCIRNE CON LA TERAPIA BREVE STRATEGICA

Il dubbio patologico può essere efficacemente trattato con la Terapia Breve Strategica, che, attraverso esercizi appositamente studiati, interviene a spezzare la catena di dubbi – risposte – dubbi – risposte, contemporaneamente guida la persona a ritrovare e migliorare la propria capacità di prendere decisioni.  

Pascal “l’ultimo passo della ragione è riconoscere che c’è un’infinità di cose che la sorpassano

 

Erica Badalassi – Psicologa ad orientamento Breve Strategico

 

Bibliografia

Nardone, G., De Santis, G. (2011), “Cogito ergo soffro. Quando pensare troppo fa male”, Ponte alle Grazie, Milano.

By |2018-08-22T10:16:48+00:00novembre 17th, 2017|Disturbi ossessivi e compulsivi, Dubbio Patologico|