Disturbi ossessivi e compulsivi2018-08-22T22:02:16+00:00

Disturbi ossessivi e compulsivi

Il modello breve strategico è ad oggi considerato la “best practice” per il trattamento di disturbi ossessivi e compulsivi: vede l’ 89% dei casi risolti con una media di sole 7 sedute.

I disturbi che rientrano in questa categoria sono:

Disturbo ossessivo

Si manifesta con pensieri intrusivi che possono consistere in parole, frasi o immagini.

La persona diviene ostaggio di se stessa e dei pensieri intrusivi i quali, talvolta, possono bloccarle completamente la vita. La tentata soluzione principale messa in atto di fronte alla continua rimuginazione consiste nel tentare di combattere tali pensieri/immagini al fine di scacciarli, ma pensare di non pensare è già pensare.

Disturbo compulsivo

Per la necessità/illusione di tenere sotto controllo la propria realtà la persona è spinta a: irrigidirsi in una serie di schematismi che in principio rassicurano per poi diventare una prigione limitante della quale non si può fare a meno; evitare precauzionalmente una serie di situazioni ritenute ansiogene o pericolose che, in questo modo, diventano sempre più ansiogene.

Disturbo
ossessivo-compulsivo 

Sulla base di una paura, la persona mette in atto una serie di comportamenti atti a:

  • riparare a qualcosa che è accaduto (lavare le mani dopo aver toccato qualcosa ritenuto sporco per evitare di contaminare il tempio/casa tutto pulito, controllare di avere chiuso il gas prima di uscire per evitare che la casa scoppi, etc.);
  • prevenire che accada qualcosa di cui ha paura (controllare che tutte le porte siano chiuse prima di andare a letto, fare la doccia prima di andare a letto tutte le sere perché il letto non si contamini, etc.);
  • propiziare che accada ciò che desidera (indossare una specifica maglia per affrontare situazioni particolari pena l’impossibilità di farlo, salire le scale iniziando con il piede destro e scenderle con il piede sinistro, etc.);
  • prevenire-riparare.

La persona è consapevole dell’irragionevolezza delle proprie azioni ma non riesce a evitare di metterle in atto, talvolta coinvolgendo il proprio sistema familiare che diviene così ostaggio del disturbo ossessivo-compulsivo.

Dubbio patologico

La persona viene continuamente invasa da dubbi/domande ai quali cerca di dare una risposta, ma ogni risposta che si dà genera un nuovo dubbio, una nuova domanda, che a sua volta è seguita da un tentativo di risposta a domande che non hanno risposta. Gradualmente, la persona si imprigiona in un labirinto fatto di domande e risposte e ogni volta che le sembra di aver trovato la chiave per aprire una porta, si trova di fronte ad un’altra porta, poi ad un’altra e ad un’altra ancora, finché si cortocircuita nel labirinto che essa stessa ha costruito.

Ipocondria

Si ha la certezza di avere una malattia, per questo motivo la persona mette in atto una serie di tentate soluzioni che, anziché di risolvere il problema, lo mantengono e lo aggravano. Le principali tentate soluzioni sono:

  • continuo ascolto dei segnali del proprio corpo interpretati come indizio di una malattia;
  • consultazione di specialisti/internet con conseguenti periodiche visite. Il referto negativo o le rassicurazioni del medico rassicurano fino al nuovo segnale di malattia;
  • parlare continuamente del problema a familiari o amici i quali, spesso, nel tentativo di rassicurare fanno sentire la compresa.

Dismorfofobia

La persona ha la certezza di avere un difetto fisico prevalentemente riferito al volto, ma può coinvolgere anche altre parti del corpo. Generalmente la persona mette in atto una serie di tentate soluzioni, raggruppabili nelle seguenti:

  • evitamento delle situazioni che la persona ritiene espositive nella convinzione che il difetto verrebbe notato ed evidenziato da tutti, che va a confermare la certezza di avere un difetto;
  • tentativo di mascherare il difetto in vario modo che rende ancora più evidente agli altri l’esistenza di un presunto difetto;
  • parlare continuamente del proprio problema agli altri i quali nel tentativo di rassicurare rispetto all’inesistenza del difetto, radicando ancora di più nella persona la convinzione della sua presenza;
  • operazioni chirurgiche a cui in genere segue l’individuazione di altri difetti da correggere.

Il Modello Breve Strategico permette alla persona di riappropriarsi rapidamente  delle sue risorse personali, attraverso l’apprendimento di strategie efficaci per far fronte a circostanze e situazioni in precedenza ritenute impossibili. 

Dott.ssa Erica Badalassi

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