Se gli uomini definiscono reali certe situazioni,

esse saranno reali nelle loro conseguenze

W.T.

Uno psichiatra, preoccupato per un suo paziente che, credendosi un cadavere, aveva smesso di mangiare, tentò un esperimento per dissuaderlo da tale convinzione. “Secondo lei, i cadaveri sanguinano?” chiese lo psichiatra. “Certo che no, sono morti, nessuna funzione vitale è in atto nel corpo” fu la risposta del paziente. Allora lo psichiatra si avvicinò, lo punse delicatamente con un ago e ne osservò la reazione. “Caspita, non posso crederci…anche i cadaveri sanguinano!” rispose incredulo il paziente.

Questa storia spiega in modo esemplare, per quanto estremo, quanto le nostre credenze siano così radicate in noi al punto da guidarci nell’interpretare la realtà, modificandola ed adattandola alle nostre credenze (questo meccanismo generalmente avviene inconsapevolmente). E’ come se indossassimo delle lenti deformanti che alterano la percezione di ciò che ci circonda, come aveva affermato Hegel “se i fatti non concordano con la teoria, tanto peggio per i fatti!”

Ma c’è di più, quando crediamo vera una cosa tendiamo a realizzarla! Si tratta della cosiddetta profezia che si autoavvera: l’aspettativa che qualcosa possa accadere continua a leggere